Lotta comunista: “ladruncoli di un patrimonio teorico creduto incustodito”

È la prima volta che intervengo su questo forum e colgo l’occasione per salutare la redazione di BC e di ringraziare per l’ospitalità concessa a queste brevi considerazioni.

Sono consapevole che l’affermazione riportata nel titolo del mio intervento costituisce per voi un fatto da tempo assodato, nondimeno ritengo necessario che quest’organizzazione venga ulteriormente e, se possibile, continuativamente smascherata agli occhi dei lavoratori. Mi rendo conto che un’organizzazione nel solco della sinistra comunista ha altri urgenti compiti da assolvere piuttosto che attardarsi nell’esegesi di un giornale inutile e che non risulta dannoso per la classe operaia solo perché fortunatamente non lo legge quasi nessuno. Tuttavia credo che quasi nessuno sia sempre troppo e che sia arrivato il momento di far pagare un prezzo alle mistificazioni mensili di una redazione che si definisce marxista e che da diversi anni sta portando avanti una particolarissima e disgustosa operazione di falsificazione teorica dei cardini del marxismo.

Il mio modesto parere è che oltre la critica al modus operandi di LC, oltre la sua concezione aziendalista del partito che si tenta miserabilmente di spacciare per “leninismo”, occorra entrare nel merito delle sue anche recenti prese di posizione decisamente ed innegabilmente revisioniste. Ritengo che il forum di un’organizzazione alla quale non appartengo formalmente, storicamente collocabile nel campo della sinistra comunista (e non del “movimento della sinistra comunista”, realtà effimera alla quale LC ancora si richiama nel buffonesco tentativo di intrufolarsi in casa d’altri), sia il luogo migliore per dare un contributo ad un lavoro in corso da anni.

L’arroganza dei dirigenti e dei pubblicisti di scarso valore che scribacchiano su questo giornale si nutre della consapevolezza di poter violentare la teoria marxista impunemente, perché il loro giornale “diffuso tra le masse” non è letto nemmeno da chi lo vende, anzi, soprattutto dai molti ragazzi e ragazze strumentalizzati, fanatizzati e derubati delle loro giovanili energie, degne di causa migliore del raggiungimento del pareggio di bilancio della “Edizioni Lotta Comunista S.r.l.”.

Dal punto di vista teorico, soprattutto nell’ultimo quindicennio, LC si distingue per una concezione delle “relazioni internazionali” presa a prestito dalla scuola realista borghese, anzi, più che presa a prestito direi rubacchiata ai vari Paul Kennedy, Henry Kissinger, ecc.. e spacciata per “marxista”. Basta provare a leggere un numero qualsiasi della rivista per imbattersi in articoli di “analisi” che risultano piuttosto un collage di brani di testate giornalistiche borghesi statunitensi, europee, cinesi, indiane… come conclusione all’articolo un vago e indefinito richiamo ad una visione “marxista” dei “rapporti tra le potenze”. Ma la cosa peggiore è l’interminabile serie di editoriali in cui vengono citati articoli di giornale scritti da Marx ed Engels sulla situazione politica e i rapporti tra gli Stati europei tra gli anni ’50 e ’60 del XIX secolo, spesso su riviste borghesi. Lo scopo preciso di questa serie di editoriali è di accreditare l’idea che l’attuale concezione di LC riguardo le relazioni internazionali abbia le sue radici nell’elaborazione teorica dei due fondatori del socialismo scientifico. Quella di LC è una concezione sovrastrutturalista che nega con ridicole formule quali la “LEGGE di non corrispondenza della sovrastruttura con la struttura” e la “relativa autonomia della sovrastruttura”, qualsiasi rilevanza al fattore economico, che determina in ultima istanza (frase sempre abusata da chi intende cancellare tout court ogni determinazione) i movimenti delle frazioni del capitale mondiale e che sottostà alle dinamiche politiche degli involucri statali di cui queste frazioni si dotano; e che contrabbanda per “dialettica” l’abbandono del determinismo marxista, che è dialettico di suo, senza bisogno di aggettivi che lo specifichino. In sostanza LC, senza dichiararlo a volto scoperto, ritiene INSERVIBILE il formidabile strumento di comprensione e di lotta che Marx ed Engels hanno lasciato in eredità al movimento operaio mondiale: “Il Capitale”. Si è avuto anche il coraggio di scrivere che la rivoluzione proletaria non avrebbe alcun legame con la crisi economica del capitalismo analizzata da Marx (che è alla radice della crisi di tutta la società borghese) ma che invece sarebbe una possibilità legata esclusivamente ad una “rottura dell’ordine mondiale, dell’equilibrio delle potenze”, ad una guerra, di cui si minimizza la connessione con movimenti tettonici del capitale, e che quindi per questi furbacchioni può essere analizzata e prevista “strategicamente” non a partire dall’analisi della dinamica dell’accumulazione del capitale mondiale, ma esclusivamente sulla base dei rapporti politici tra gli Stati. Lo studio della “art of diplomacy” ha sostituito lo studio del “Kapital”. D’altronde, persone che per lunghi anni hanno creduto di “militare” in LC e che hanno avuto stretti contatti con i suoi dirigenti, riferiscono di affermazioni secondo le quali “vi sarebbero alcune considerazioni del Capitale di Marx ormai non più valide”, ovviamente senza specificare quali. Non si nega a nessuno il diritto di negare validità alla teoria marxista, ma lasciatemi chiamare carogna chi lo fa nei corridoi dei “bureaux” in cui si atteggia a “dirigente rivoluzionario” senza affermarlo apertamente e pubblicamente, perpetuando in tal modo l’inganno di farsi considerare marxista e, peggio ancora, cercando conferme proprio in Marx della mistificazione che sostituisce la lotta delle classi alla lotta degli Stati borghesi. Vergogna. Concludo questo intervento-premessa, che spero iniziatore di fecondi approfondimenti, con l’invito ad attaccare senza pietà questi socialdemocratici revisionisti in sedicesimo su un terreno per loro assai sdrucciolevole: prendiamoli a schiaffi materialistici e, se sarà il caso, anche materiali.

Forum: 

Quella di LC è una concezione sovrastrutturalista che nega con ridicole formule quali la “LEGGE di non corrispondenza della sovrastruttura con la struttura” e la “relativa autonomia della sovrastruttura”, qualsiasi rilevanza al fattore economico

Effettivamente, avendo frequentato per diverso tempo un "circolo operaio" di Torino (Mirafiori) ti posso confermare che di LEGGE DELLA NON CORRISPONDENZA si sentiva parlare ad ogni conferenza. Generalmente per giustificare qualche avvenimento politico che giungesse imprevisto al "laboratorio scientifico" di LC. La cosiddetta legge di non corrispondenza dimostrerebbe la sua esistenza nelle frequenti "crisi di non corrispondenza", cioè crisi sociali determinate da un mancato adeguamento della sovrastruttura ai movimenti strutturali... ricordo bene che LC ha qualificato come crisi di non corrispondenza persino la rivoluzione spagnola del 1931-39, nell'introduzione ad un libro di Grandizo Munis, che nell'impostazione generale mi sembra segua tutt'altra strada nell'analisi di quell'avvenimento.

Ora, premesso che Marx ed Engels non mi sembra abbiano mai inteso identificare meccanicamente l'economico con il politico è pur vero che per loro la determinazione in ultima istanza del politico da parte dell'economico ha sempre assunto il carattere di una "legge". Quello di legge è un concetto scientifico che astrae dalle singole contingenze, che esprime un dato generale riproducibile solo nell'astrazione. Ad esempio, la legge di gravitazione universale, da cui si deduce l'accelerazione gravitazionale che i corpi subiscono quando sono liberi di muoversi in caduta libera in un campo di gravità, astrae da diversi fattori che sulla Terra la modificano e che alterano il suo valore medio: la latitudine, l'attrito dell'atmosfera, la composizione geologica, la rotazione terrestre, lo schiacciamento ai poli... Questo per dire che se Marx ha formulato una legge di determinazione della politica da parte dell'economia, la cosiddetta non-corrispondenza è implicita nella stessa formulazione della legge, come in ogni altra legge scientifica (nessuna legge scientifica pretende l'IDENTITA' con ogni fatto empiricamente osservabile, ma serve appunto a spiegare e collegare i fatti empirici astraendo dalle circostanze di disturbo), per cui parlare di legge della non corrispondenza è come parlare di "legge della non-accelerazione a 9,81 m/s dei corpi". Una legge che codifica che un'altra legge non corrisponde meccanicamente ai fatti che descrive, dal momento che nessuna legge lo fa, implica che per ogni legge scientifica finora scoperta bisogna arrovellarsi a trovare la sua legge di non corrispondenza. Si tratta di un'evidente assurdità che denota un completo digiuno da qualsiasi nozione di scienza naturale, figuriamoci sociale..

BOLSCEVICHI PER L'EUROPA

Leo, da quello che scrivi penso che hai "militato" in qualche circolo... di quale città?

ne avrei di cose da raccontare su quelli di lotta comunista...

"......un giornale inutile e che non risulta dannoso per la classe operaia solo perché fortunatamente non lo legge quasi nessuno. Tuttavia credo ......." . Non so perchè ma mi ricorda una delle più celebri favole attribuite a Esopo.

Non so perchè ma mi ricorda una delle più celebri favole attribuite a Esopo.

Ti riferisci forse alla volpe e all'uva?

Ti posso assicurare, per esperienza diretta e pluriennale, che il giornale di cui stiamo discutendo, definito come un giornale "che non si rinchiude in una torre d'avorio, ma che è diffuso tra le masse", è si diffuso tra le masse, a migliaia di copie, ma non è letto dagli acquirenti, di più, non è letto dagli "abbonati" a cui viene portato a casa ogni mese, e peggio ancora non è letto dagli stessi ragazzi che lo vendono. Non esistono discussioni di alcun tipo sugli articoli del giornale, ne parlano solo i vari "capoccia" locali nelle riunioni di aggiornamento, dall'alto delle loro cattedre. Questo è un fatto, non una favola. Capisco quanto possa essere difficoltoso per chi, stando in LC, non è mai stato abituato a maneggiare i concetti del marxismo, ma penso che vada raccolto l'invito di wolf ad approfondire criticamente i CONTENUTI di un giornale niente affatto "difficile" ma solo tedioso ed autoreferenziale oltre ogni dire piuttosto che continuare a dilungarsi su questioni come: "è tutta invidia, il giornale è diffusissimo e apprezzato" eccetera eccetera... questa è la sola autentica favola raccontata nei bui stanzini dei "circoli operai". Mentre un altro fatto è che NESSUNO, nell'ambito della sinistra comunista, e pur con tutte le divergenze in essa presenti, è disposto a riconoscere LC come un partito anche solo vagamente marxista.

E' stato detto e scritto tanto di LC su BC e su questo forum. Compreso tutto quello che l'intervento di Leo Wolf ripresenta e rapprenta sopra e i relativi commenti di Kyoshi . Non è mia intenzione riprendere una polemica sterile quanto, a mio avviso, inutile e ripetitiva . Noto solo una particolare attenzione da parte dei detrattori del giornale e questo mi fa, in qualche modo, molto piacere. Da parte mia attendo pazientemente il carteggio tra Cervetto e Damen nel volume delle "Opere" e continuo a seguire con rispetto e curiosità l'evoluzione della tradizione della Sinistra Comunista bordighista, in tutte le sue forme, senza dare nè chiedere patenti di nessun genere che non mi competono. Consiglio chi non l'avesse gia fatto di comprare e leggere; Il modello bolscevico 1965-1995 di La Barbera (ed. Lotta Comunista) . Convinto che molti bordighisti lo abbiano già fatto, dando particolare attenzione al capitolo sulla Battaglia di Milano e ai rapporti pur difficoltosi con i seguaci di Amadeo in quel di Milano.

La polemica è senza dubbio sterile, ma sono i sostenitori di LC che si sottraggono come sempre ad ogni critica che entri nel merito delle loro affermazioni, utilizzando argomentazioni inconsistenti. E' così difficile trovare degli argomenti per difendere le proprie posizioni? Oppure si crede che la forza organizzativa sia di per sé una risposta? in tal caso il PCI avrebbe avuto ragione per decenni... Una piccola precisazione, la sinistra comunista non può essere identificata con il "bordighismo", e probabilmente persino la lettura degli altri volumi di "Lotta comunista story" avrebbe potuto chiarirlo. Immancabilmente ad attacchi precisi e circostanziati si risponde con affermazioni che non significano nulla. Dovrebbe uscire fuori qualcosa di inaspettato dal carteggio Damen-Cervetto? Cosa? E che cosa sono queste "Battaglie" di cui è pieno il libro menzionato? Una pomposa carrellata di episodi ininfluenti che posseggono un significato solo ed esclusivamente per LC, e che come tutto ciò che LC ha prodotto non escono di un millimetro dal ristretto cerchio dell'organizzazione. Si parla di "battaglia di Milano" o di "battaglia per Genova" come se questi pseudo-avvenimenti abbiano un'importanza paragonabile che so, a Livorno 1921 o al comitato d'Intesa. Questi sono momenti importanti per la storia del movimento operaio, riconosciuti unanimemente tali. Di battaglie di LC non ne sa nulla nessuno. Nonostante tutti gli sforzi, tutte le copie di giornale, i libri apologetici venduti, le conferenze trionfalistiche... il movimento operaio rigetta LC come un corpo estraneo. Rinnovo l'invito (non voglio dire la sfida) ad entrare nel merito delle questioni teoriche affrontate, in un confronto sereno e pacato.

....."Rinnovo l'invito (non voglio dire la sfida) ad entrare nel merito delle questioni teoriche affrontate, in un confronto sereno e pacato."......C'è stato un periodo nel quale c'erano le condizioni, e gli uomini, per entrare nel merito delle questioni teoriche che differenziavano la S.C. , i Gruppi leninisti all'interno dei Gaap e altre esperienze all'interno del movimento operaio. E' stato discusso (si fa per dire) anche in questo forum. Oggi mancano sia le condizioni che gli uomini (c'è chi fa finta che confronto non ci sia mai stato). Purtroppo oggi partendo dal pre-presupposto che LC sia estranea al movimento operaio un confronto sereno e pacato e, ( perche no?) una sfida nel merito è impossibile. Personalmente, e come me tantissimi compagni di LC, non escludo il ritorno ad un rapporto dialettico e produttivo tra differenti sensibilità tra le organizzazioni che condividono : Internazionalismo proletario e Antimperialismo. Mi auguro che un domani si ricreino le condizioni oggettive e soggettive per farlo. Un "fronte" tra Internazionalisti è sempre auspicabile. Oggi ciò è purtroppo impossibile e il tutto si riduce a dialogo tra sordi. Io non dispero.

Ciao compagni,

su una cosa ha, in parte, ragione 1971 e cioè che su questo forum molto è stato detto su Lotta, ma ritornarci su non fa mai male, visto il ruolo nefasto giocato da questa organizzazione che si spaccia per comunista, ma che, in realtà, con il comunismo non ha nulla a che fare, per tutta una serie di ragioni così ben individuate sia da Leo Wolf che da Kioshy. Anche per questo avrei poco da aggiungere a quanto detto da questi due compagni, alle loro precisazioni, allo smascheramento, da loro operato, di un'impostazione teorico-politica, dunque pratica che, appunto, vuole passare per comunista quando invece, se va bene, è banalmente socialdemocratica. Lasciando da parte le fumisterie "analitiche", che, al pari degli elisir di lunga vita, dovrebbero risolvere tutto e non risolvono niente (peggiorando la malattia), una questione fondamentale, secondo me, è il chiedersi dove porti tutto questo, quali risvolti politici materiali abbia. La risposta è scontata: l'appoggio al sindacato, CGIL, in tutti i suoi misfatti, il mantenimento di operai combattivi o ptenzialmente tali, dentro quella gabbia, il vanificare, dunque, energie di classe che potrebbero essere spese in ben altra direzione. Ho sentito militanti operai di Lotta, "comiziare", come sindacalisti della CGIL, a fianco di rappresentanti delle istituzioni, arringando i lavoratori con argomentanzioni che potevano appunto stare sulla bocca di un qualunque sindacalismo di un qualsivoglia sindacato di qualsivoglia politicante borghese di qualunque partito. Una schifezza, insomma, ma anche rabbia per l'intossicazione politica della classe a cui Lotta dà, nel suo piccolo, un contributo.

Ah, ultima cosa: mi ha colpito, come una confema, in particolare questa frase di 1971: "Consiglio chi non l'avesse gia fatto di COMPRARE [enfasi mia] e leggere..."; non c'è niente da fare: Lotta il marketing ce l'ha nel sangue e non perde occasione per cercare di vendere, vendere, vendere...

Ciao compagni,

Smirnov

Continuo a trovare molto significativo l'interesse che suscita LC nella Sinistra Comunista. Anche Programma di recente ha ripreso ad interessarsene.

Ho cancellato l'ultimo post del lottista, che, come sempre capita quando questi personaggi non sanno più cosa dire, si mette a provocare.

1971, sei pregato di andare a razzolare da un'altra parte.

Smirnov

Scusate il ritardo. Su lotta comunista vorrei dire qualcosa anche io, avendovi militato per 23 anni di cui 21 a tempo pieno; avendo passato quasi tutti i sabati e le domeniche (spesso anche il pomeriggio) di questi anni a vendere quel giornale porta a porta fin nei più sperduti e insignificanti comuni della Lombardia. Leo Wolf scrive che LC va attaccata teoricamente, e mi trova d'accordo, ma non credo che si possa prescindere dalla critica al suo modus operandi. Nel corso degli anni mi sono reso conto con sempre maggiore sconforto che l'unica cosa che conta veramente lì dentro è la raccolta senza sosta di denaro. Da troppi anni ormai i compagni vengono selezionati esclusivamente sulla base del "quanti sodi porti" e il clima che si respira è quello di una qualsiasi squallida aziendina. Le riunioni organizzative, i cosiddetti "attivi", altro non sono che riunioni "motivazionali" stile Ennio Doris per entusiasmare i venditori. I compagni a tempo pieno (lo stipendio massimo è attualmente di circa 1250 euro da cui viene decurtato mensilmente il 10% come quota) hanno l'obiettivo di raccogliere una somma ben al di sopra di quanto percepiscono. Vengono dati degli obiettivi individuali che il tempo pieno deve raggiungere a qualunque costo, pena umilianti colloqui motivazionali che arrivano fino alla minaccia del "licenziamento" (per quanto possa sembrare assurdo, il "ti licenzio" è un abituale ritornello nei circoli "operai"). Molti compagni, per non essere richiamati all'ordine ed umiliati, anche pubblicamente, fanno la cosa umanamente più facile ma politicamente devastante: ci mettono i soldi di tasca loro, inventando giornali diffusi, sottoscrizioni raccolte, libri venduti, inventano nuovi diffusori del giornale. Quello che mi ha veramente dato il voltastomaco è che questi atteggiamenti sono tollerati ed incoraggiati dai dirigenti locali e centrali. L'obiettivo va preso a qualunque costo; se un compagno si svena finanziariamente (quanti ne ho visti correre a chiedere i soldi ai genitori per ripianare il debito accumulato) e l'autoinganno diventa l'aria che si respira ogni giorno, tanto meglio. Ho visto anche elementi che con il comunismo poco o nulla hanno a che fare diventare dirigenti locali facendosi forti delle proprie personali disponibilità economiche per "scalare" le gerarchie organizzative. Ricordo una "compagna" che ogni 7 novembre (diffusione "straordinaria" per l'anniversario della rivoluzione d'ottobre) spariva con 150 giornali e tornava la sera affermando di averli venduti tutti fino all'ultima copia...perfino il più fesso dei compagni era consapevole che quella compagna non aveva suonato nemmeno un campanello e poteva permettersi di sborsare come minimo 150 euro per accreditarsi come "top score" e come esempio da additare a tutti gli "sfigati" (che magari a fatica mettevano insieme il pranzo con la cena) che quindi erano costretti a sudare girando per i condomini come trottole sperando che qualcuno si impietosisse fino a lasciare almeno un euro per la copia stropicciata. Ma dove la falsificazione delle cifre raggiunge vette imbarazzanti è nell'ambito della partecipazione ai cortei ed alle conferenze pubbliche ai teatri. Anche in questi casi viene dato un obiettivo individuale di partecipanti ad ogni tempo pieno e ad ogni povero "telefonista", che pur di non sentire il "ti licenzio" porta magari 20 persone reali e ne dichiara 50 al proprio circolo di appartenenza. Capirete come 1000 partecipanti ad un corteo possano diventare 1500, questa è l'unica dialettica trasformazione della quantità in qualità di cui in LC "fassi larghissimo impiego". A Milano in questi ultimi anni c'è stato un fuggi fuggi di "tempo pieno", molti compagni sono perfettamente consapevoli di questa situazione ma rimangono dentro per paura di finire a dormire in auto, qualcuno pensa che non ci sia alternativa, qualcuno è troppo vecchio e stanco per ricominciare da capo, qualcun'altro poveretto, si è dato al Buddha (non è una battuta). Ritengo che per tutti questi compagni, Battaglia comunista possa rappresentare un'alternativa da prendere in considerazione...

@Saverio, un bel quadretto edificante, ma scusami, in quanto stimi l'ammontare della raccolta fondi dei timorati della cgil del vangelo secondo Cervetto? Ad esempio nella tua regione e se potessi dare l'indicazione a livello nazionale sarebbe interessante.

a pugno chiuso Compagno

Ciao Saverio,

il quadro che dipingi è a dir poco squallido: leggendo il tuo post, mi sembrava di vedere il film "Tutta la vita davanti". Che dire di più di quello che hai detto?

Un saluto a tutti, compagni,

Smirnov

Compagni fuoriusciti da lc sostengono di raccolte fondi, a firenze, di 50000 euro al mese. Direi che cosi siamo ben oltre la mera propaganda della coscienza di classe: questo è marketing del più raffinato. Studenti e in alcuni casi minorenni, naturalmente a titolo gratuito esentasse, indottrinati a vendere, credere, obbedire......ecc

Posso confermare che a Torino la musica è la stessa... Penso che sia assolutamente necessario rendere noto al più vasto uditorio possibile i retroscena di questa organizzazione a scopo di lucro, che sfrutta le giovanili energie di chi non accetta questa società decadente solo per conservare un elefantiaco apparato burocratico. Quanti ragazzi si sono ritirati da ogni attività politica per la nausea di quello che hanno visto in LC? Quanti sono arrivati a disprezzarsi perché spinti a considerarsi inadeguati per via delle "basse produttività" (parole testuali)? Quanti si sono adattati perfettamente trasformandosi in emerite canaglie, un pò per predisposizione un pò per mancanza di termini di paragone? Quanti hanno provato ad uscirne e a militare altrove per essere minacciati verbalmente e fisicamente? Facciamo girare queste verità, smascheriamo LC ed impediamole di rovinare altri giovani perdendoli alla causa comunista. Facciamo in modo che chiunque cerchi LC sul web abbia la possibilità di conoscerne il vero avido volto dietro la cravatta e la "faccia pulita".

ciao a tutti i compagni,

leggo con piacere e disgusto i vostri report sul LC, in particolare quello di saverio mi sembra particolarmente efficacie. Saverio, possiamo usarlo come corrispondenza per diffonderlo anche su altri media?

Poi, come in tutte le cose, una volta indivuduato ciò che non va, al fine di non finirci impantanati, dobbiamo invece capire dove vogliamo andare, e vi volevo ribadire che bc è sempre disponibile ad ogni confronto, ad ogni livello, sia pubblico che privato.

Che dire di più... se non che l'unica alternativa a LCspa è la costruzione di un autentica avanguardia internazionalista di classe.

un saluto a tutti a pugno chiuso,

e grazie ancora delle vostre testimonianze, sperando che il confronto continui, specie - per quanto è di mio interesse - sul ruolo di LC nel sindacato.

Un ultima precisazione, per i lettori esterni, sebbene la maggior parte dei compagni intervenuti non siano della nostra org. (la "voce di battaglia comunista" è rappresentata dagli editor, come me e smirnov) è per noi un piacere ospitare il dibattito e la discussione con compagni che si pongono con sincerità e passione sul terreno del comunismo internazionalista.

Ciao compagno, certamente potete usare quanto ho scritto. mi ricollego a quello che ha scritto Kyoshi e spero che queste porcherie abbiano la massima diffusione, insieme ad una critica spietata delle assurdità teoriche di chi si è autoproclamato con arroganza pari alla propria ignoranza del marxismo: partito-scienza. L'unica scienza che padroneggiano con indiscussa autorevolezza è quella dello sfruttamento di manodopera gratuita o sottopagata, tenuta al guinzaglio con il ricatto economico e peggio ancora con il ricatto morale: se non si raggiungono gli obiettivi "non si è capito cosa si sta facendo". Negli ultimi tempi poi a Milano c'è un altro fenomeno: arrivati ad una certa età i compagni cominciano fisiologicamente a diminuire le proprie "rese", a questo punto il dirigente di turno li prende a colloquio e gli dice amichevole: "dovresti trovarti un lavoro". Più chiaro di così : arrivati a 40 anni, dopo aver dato tutto, magari per 20 anni, abbandonando su esplicita richiesta gli "inutili studi" per compiere la mitica "scelta di vita " (non era il titolo dell'auto biografia di quel servo di Stalin di Amendola?) del "rivoluzionario di professione" (leggi venditore di giornali stipendiato), lavorando quasi tutti i giorni dell'anno (senza contributi ovviamente) si viene gentilmente messi alla porta per cessata utilità. Non è facile trovare un lavoro a 35,40 o 50 anni senza titolo di studio e senza precedenti esperienze documentabili? Non è un problema di LC, che "sistema" nelle mitiche fabbriche da lei "controllate" (ma questo soprattutto a Genova) solamente gli "affidabili", e neanche tutti.

Saverio questo spiega anche l'enfasi con la quale LC si è gettata nel reclutamento di giovani e giovanissimi nell'ultimo quindicennio, e sopratutto perché pur parlando di formazione di quadri in realtà chieda a tutti i neoreclutati di buttarsi immediatamente a tempo pieno: il turnover di qualche mese dei giovani, che spesso vengono convinti con motivazioni del tutto estranee alla politica, dura poco, se ne vanno presto, sostituiti da altri. Ovviamente nessuna formazione politica, nessuna domanda, nessuna perplessità, nessun problema da porre ai dirigenti. Molto meglio che tenere compagni più navigati che possano cogliere svolte, contraddizioni, degenerazioni... meglio di così?

Ciao a tutti i compagni,

è da poco che sono iscritto al forum e colgo l’occasione per salutare e ringraziare la redazione di BC per la possibilità di partecipare alla discussione.

Ho frequentato LC anni fa ma non ho mai militato. Leggo il giornale, come leggo altri giornali internazionalisti. Lavoro in un’azienda metalmeccanica e cerco di convincere altri miei colleghi a prendere coscienza delle contraddizioni del capitale. C’è un mondo capitalistico che fa pagare alla classe operaia un prezzo altissimo: di vite, di contraddizioni, di soprusi e di illusioni “democratiche”. E qui in questo forum, c’è una discussione su LC. Discussione che verte su un giornale “inutile” e si scrive di “far pagare un prezzo alle mistificazioni mensili” di lc e su “ragazzi strumentalizzati” . Ho conosciuto personalmente compagni di LC di varie età (non i capoccia) e mi pare che le rappresentazioni di Wolf, Saverio (se hai militato per 23 anni, potevi andartene prima da LC…o sei stato cacciato per comportamento peloso??!!) e Kyoshi siano un po’ fantasiose. Appare più come uno sfogo dettato da un astio (personale?!) che un ragionamento marxista.

Io mi sento comunista, combatto l’imperialismo in tutte le sue forme e soprattutto ho un atteggiamento critico e radicale che dovrebbe caratterizzare chiunque voglia porsi sul terreno della lotta di classe ma qui purtroppo siamo su un terreno da bambini dell’asilo mariuccia, non c’è nessun confronto politico serio, teorico. I due “editor” (ma Damen sa di quello che scrivete ??) che dovrebbero fare da moderatori a parole scrivono “volevo ribadire che bc è sempre disponibile ad ogni confronto, ad ogni livello, sia pubblico che privato” … “è per noi un piacere ospitare il dibattito e la discussione con compagni che si pongono con sincerità e passione sul terreno del comunismo internazionalista.” e poi bannano 1971 scrivendo: “ ho cancellato l'ultimo post del lottista, che, come sempre capita quando questi personaggi non sanno più cosa dire, si mette a provocare”.

Dovevate bannare il “Cerbero” cioè chi non si pone su un terreno di discussione sincera sul comunismo internazionalista. Chi denigra compagni che neanche conosce utilizzando un linguaggio da bar sport come “smascherare”, “porcherie”, “ignoranza” e “voltastomaco” (un po’ più giovane ho frequentato rif.com per un anno e mi sembrava di rivivere un déjà vu, lì gli attacchi erano i “cossuttiani” contro i “bertinottiani”). Mi dispiace che BC ospiti nel forum questi elementi “strani”. Per carità lo scontro dialettico è sempre auspicabile; ma chi sono questi elementi che non sono della Vs organizzazione: spioni?! figli di papà?! burocrati sindacali falliti?! stalinisti nostalgici travestiti (ci mancava solo scrivessero “pagati dalla CIA”?!!)

Il marxismo sprizza di vitalità da ogni poro della pelle della classe operaia, in un mondo borghese imputridito, dove l’imperialismo schiaccia uomini e donne. La lotta tra briganti imperialistici è palese e va combattuta in tutte le sue forme. Oggi gli internazionalisti avrebbero l’opportunità di essere un punto di riferimento per lottare, per indicare una strada di lotta verso una civiltà nuova. Ci sono operai, disoccupati, immigrati, giovani e studenti che potrebbero essere avvicinati all’internazionalismo proletario e le discussioni che intavoliamo sono quelle astiose e patetiche contro lc, su uomini e donne che lottano su un terreno rivoluzionario, forse sbagliato, l’analisi può non essere corretta, ma non con queste puerili discussioni “… quelli che prendono lc non lo leggono”, sono tutti “ignoranti”. Come è possibile attrarre uomini e donne utilizzando un linguaggio verbale così scadente, molesto e puerile ? Io non lo so chi ha la patente del partito internazionalista doc, ma discutiamo nel merito delle questioni. Come fanno altri compagni e altri partecipanti sul forum. Non lasciamo spazio ai perditempo, piagnucoloni e detrattori di professione. Diamo spazio al comunismo.

Un saluto a tutti a pugno chiuso.

Mino

Non lasciamo spazio ai “piagnucoloni” perditempo e detrattori di professione.

Mino

Passatempi estivi

Così ci verrebbe da commentare una mail che ci è arrivata il 13 luglio da un lettore, simpatizzante di Lotta comunista, che si è sentito offeso dai contenuti e dal tono del dibattito su Lotta cominciato sul forum nel mese di giugno. La pubblichiamo integralmente qui di seguito, credendo che si commenti da sola. Naturalmente, benché il lettore si firmi, correttamente, per esteso, abbiamo omesso il suo nome e usato iniziali di fantasia.

Due cose, però, vorremmo aggiungere, cose per altro ovvie. Il sensibile simpatizzante di Lotta, forse non conosce o dimentica l'asprezza di certi dibattiti all'interno del movimento rivoluzionario (tra gli stessi bolscevichi, per esempio), asprezze che, giustificabili o meno, non sono nemmeno paragonabili al modo in cui si è svolta la discussione su Lotta, nella sostanza corretto e rispettoso del regolamento del forum stesso. Altra cosa, siamo noi a decidere chi escludere o meno e se fare degli strappi alla regola per quanto riguarda la lunghezza degli interventi: come nelle assemblee pubbliche, capita spesso che il moderatore conceda più tempo, di quanto preventivamente stabilito, per amore o per forza, diciamo così.

Ancora una precisazione. Il post di XY non era stato pubblicato per un'operazione in automatico del programma, che l'aveva catalogato come spam, “decidendo” quindi di oscurarlo (unpublished), indipendentemente dalla nostra volontà. Non è la prima volta che capita e, probabilmente, capiterà di nuovo. Quando XY ci ha “cortesemente” segnalato la cosa, abbiamo ovviato agli automatismi e messo “in chiaro” il post medesimo, perché esso rispetta il regolamento e quindi non c'era ragione per non pubblicarlo, non per gli “avvertimenti” di XY. Le pressioni, chiamiamole così, di qualunque specie, non ci piacciono tanto e le lasciamo ad altri che sembrano essere ben più pratici di noi in questo genere di cose (vedi, per esempio: combat-coc.org).

Infine, un dubbio: ma la mail è stata un'iniziativa personale di XY oppure è il frutto di un'ispirazione superiore? Mah!

Smirnov

_Sono XY e scrivo perché mi sono sentito offeso in maniera

gratuita da alcuni commenti di partecipanti al vostro forum. La

discussione è quella del 8 giugno 2017 nel forum dal titolo: quello su

“Lotta comunista ladruncoli di un patrimonio ritenuto incustodito”.

Ci sono messaggi palesemente in contrasto con il Vostro regolamento:_

_punto 2) includere messaggi od utilizzare nickname dal contenuto

osceno, blasfemo, diffamatorio, o comunque illegale;_

_punto 3) includere messaggi di carattere esclusivamente polemico,

minacciare, molestare od ingiuriare terzi od altri partecipanti al

forum;_

_punto 11) pubblicare messaggi di carattere personale e/o comunicazioni

indirizzate esclusivamente ad un determinato interlocutore, più

propriamente gestibili mediante email o chat;

punto 12) pubblicare interi articoli o comunque messaggi eccedenti le

15-20 righe (circa 2000 caratteri).

Mi ritengo personalmente leso dai commenti di Wolf, Saverio e Kyoschi.

Non sono un “ladruncolo” ma sono un lettore di Lotta Comunista, come

di molti altri giornali tra cui Battaglia Comunista; ho partecipato a

conferenze in luoghi pubblici di LC e non sono stato

strumentalizzato.

I moderatori hanno deciso una conseguente accettazione decidendo di

intervenire a sostegno della discussione diffamatoria, polemica e

ingiuriosa che peraltro era oggettivamente possibile chiuderla

nell’immediatezza.

Nel primo intervento di Leo Wolf c’è anche una minaccia esplicita

:”prendiamoli a schiaffi materialistici, e, se sarà il caso, anche

materiali.”

Se non verranno rimossi tali post o non verrà pubblicata la mia

personale risposta inviata al Vostro forum ieri sera, sarò costretto a

rivolgermi al Garante della protezione dei dati personali per far

rimuovere gli stessi.

Da questo momento il gestore del sito è avvisato delle possibili conseguenze.

Cordiali saluti.

In Fede

XY_

mi pare che le rappresentazioni di Wolf, Saverio (se hai militato per 23 anni, potevi andartene prima da LC…o sei stato cacciato per comportamento peloso??!!) e Kyoshi siano un po’ fantasiose.

Ovviamente, se è vero che RaMino non ha mai militato in LC e il suo non è semplicemente un artificio per far passare un burocrate di partito per un appassionato e indignato simpatizzante operaio, è difficile che conosca i meccanismi interni dell'azienda, per cui i suoi "pareri" sulla fantasiosità delle rappresentazioni su LC hanno, senza nessuna offesa, un valore corrispondente a zero. Ho militato per 23 anni in LC e non me ne sono andato subito per una serie di motivi: per prima cosa LC vent'anni fa non era quello che è diventata ora; secondo, non siamo evidentemente tutti così intelligenti ed accorti da renderci conto per tempo delle degenerazioni; terzo, come è stato già scritto e come avrai sicuramente letto: il ricatto economico. Se è vero che sei un metalmeccanico questo non è un problema che ti riguarda dentro LC, e me ne rallegro, ma senza titolo di studio e senza esperienze professionali, ad una certa età è difficile trovare qualcuno che ti dia uno stipendio per "tirare la carretta". L' insinuazione su una presunta cacciata per comportamento peloso, oltre che avere la arditissima caratteristica di essere un insulto personale lanciato nascondendosi dietro la sicurezza dell'anonimato, rivela perfettamente chi sei: un burocrate di LC. Di sicuro non sono stato cacciato, me ne sono andato con la nausea, anche per via di comportamenti "pelosi" dentro LC.

ma chi sono questi elementi che non sono della Vs organizzazione: spioni?! figli di papà?! burocrati sindacali falliti?! stalinisti nostalgici travestiti (ci mancava solo scrivessero “pagati dalla CIA”?!!)

Sembra quasi che chi scrive non si renda conto che la serie di appellativi infamanti che utilizza provengono proprio dal sozzo armamentario degli stalinisti... perché questo è LC: stalinismo travestito da leninismo.

Come sempre, ad accuse precise e circostanziate, a critiche sulle "debolezze" teoriche ed organizzative, gli scherani di LC rispondono nello stesso modo: insulti a cui non si può dare la risposta che meritano, esilaranti concioni retoriche sulla "grande lotta contro l'imperialismo" da cui non bisogna distrarsi perché LC è l'unico baluardo di internazionalismo nel mondo... Come si fa a non essere sopraffatti dal ridicolo? Come si fa a scrivere certe cose in buona fede?

Diamo spazio al comunismo? Sottoscrivo! Per farlo è necessario ripulire preventivamente il movimento operaio dalle scorie opportuniste costituite da tutti i perditempo, i piagnucoloni e i detrattori di professione di LC. Dentro LC ci sono centinaia di compagni veramente degni di questo nome -e va da sè che il "simpatizzante" RaMino, la cui unica scusante è quella di essere ignaro rispetto alle complesse questioni in cui si addentra imprudentemente, non potrà mai considerarsi uno di loro-, compito dei rivoluzionari è quello di sottrarli all'attività mercantile e recuperarli alla lotta per l'internazionalismo.

Faccio peraltro notare, a chi invoca una discussione seria su questioni teoriche, che i primi due interventi di Wolf e Kyoshi, che vertevano principalmente su questioni teoriche non hanno ottenuto risposta. Signori, non potete lamentarvi di una carenza di critiche serie; date solo la dimostrazione che le questioni teoriche sono per voi "terra incognita" e che l'unica cosa che vi fa scattare è quando si va a "smucinare" nel vostro nervo scoperto: il "portafoglio". Come sia squallido tutto questo è inutile dire...

C’è un mondo capitalistico che fa pagare alla classe operaia un prezzo altissimo: di vite, di contraddizioni, di soprusi e di illusioni “democratiche”.

in un mondo borghese imputridito, dove l’imperialismo schiaccia uomini e donne. La lotta tra briganti imperialistici è palese e va combattuta in tutte le sue forme.

... e c'è chi ha la faccia tosta di parlare di linguaggio puerile... ma dove siamo? al kindergarten del comunismo scientifico? Alla recita di fine anno scolastico in cui bisogna mandare a memoria i canti natalizi? Suvvia... anche delle verità inoppugnabili quando vengono ripetute fuori contesto e con la pretesa di insegnare qualcosa diventano delle banalità...

Credo che tutti quanti su questo forum abbiano il diritto di aspettarsi un pochino più di impegno. Si può fare di meglio. O no?

Brevemente:

1) si puo fare sempre di meglio, ma se si discute tra rivoluzionari. LC spa non rientra nella categoria, quindi con i cervettisti, che da lungo tempo si sono allontanati dal marxismo per abbracciare un ideologia mista di marketing e kautskismo, non abbiamo molto da fare se non denunciarneblo schieramento nel campo della sinistra borghese, il sostegno al sindacato padronale cgil e una ideologia che, nonostante le etichette, nulla ha a che fare con il comunismo rivoluzionario e la sinistra comunista italiana.

Le sublimi sciocchezze del “Cerbero” che si atteggia da filisteo piccolo-borghese.

Primo: Finalmente il “peloso” Cerbero esce allo scoperto e dimostra la mia personale ipotesi della sua cacciata. Io a 39 anni sono stato licenziato, nel 2008 a causa della chiusura della mia azienda. Mi sono trovato alla soglia dei 40 anni a dovermi reinventare un lavoro. Mi sono tirato su le maniche e dopo ben tre anni mandando centinaia di curriculum e 18 colloqui (e dovresti saperlo che i gruppi come lc, bc, programma, troskisti vari non hanno nessuna via prioritaria per trovare un lavoro … figurati chi simpatizza … anzi…) ho trovato un lavoro in fabbrica a 1350 euro.

Dovresti sapere delle dinamiche del mercato del lavoro borghese (leggi Marx), non puoi prendere in giro migliaia di lavoratori che sono stati nella mia e sono nella tua situazione indipendentemente dalle esperienze politiche. Che cosa c’entra che sono un metalmeccanico e non è un problema per lc ? È qui che si vede che sei un filisteo piccolo-borghese, con delle venature astiose personali.

E tu vorresti difendere gli operai ? Diceva Antonio all’on. Trombetta: “Ma mi faccia il piacere!”

Secondo: grazie per il tuo contributo Smirnov. Volevo soltanto ribadire la bassezza di quel pseudo dibattito “teorico” del “Cerbero”, oggi con la testa di Saverio.

Paragonare il dibattito all’interno dei bolscevichi con questi “haters” del Web mi pare un po’ eccessivo.

La lotta dei bolscevichi non era solo contro i menscevichi, ma anche all’interno delle proprie file e quindi Smirnov hai perfettamente ragione c’era dell’asprezza non per “passatempi estivi”.

Dove sono nel dibattito del “Cerbero” le differenze con gli ultimatisti, gli otzovisti, i liquidatori, i “cercatori di Dio”, dove sono le polemiche contro “i socialdemocratici dei giorni della libertà”.

Soprattutto in un contesto storico in cui la repressione contro i bolscevichi era all’ordine del giorno.

Forse il “Cerbero” fa parte di quei “poputčzkj”.

Se la discussione fosse rimasta su un terreno teorico poteva essere interessante, ma qui mi pare che non ci siano neanche le letture marxiste di fondo. Marx legge, recensisce, commenta, controbatte i maggiori economisti borghesi dell’epoca: Steuart, Smith, Quesnay, Paoletti, Schmalz, D’Avenant, Petty, Mill, Garnier, Ramsay, Ganilh, Ricardo, Ferrier, Lauderdale, Destutt de Tracy, Storch, Nassau, Rossi, Linguet, Rodbertus, etc. letture decisive per l’elaborazione del suo pensiero economico.

Probabilmente il “Cerbero” fisiocratico gli avrebbe contestato di “rubacchiare” le teorie sul plusvalore dalla scuola borghese.

Terzo. Diamo spazio al comunismo. Io sono un operaio che vuole avere delle indicazioni precise, oggi, per una battaglia politica contro l’imperialismo: ma questi “strani poputčzkj”, che si atteggiano con sublimi sciocchezze da professori accademici, che non sfogliano il giornale di Lotta (Prometeo, Programma, etc.) cosa dicono sull’imperialismo Europeo ?

Cosa dicono del nuovo aereo da guerra presentato dal presidente francese Macron, che a fianco del cancelliere Angela Merkel, ha comunicato la decisione al termine del consiglio dei ministri intergovernativo che si è concluso a Parigi ?

E che indicazione diamo agli operai sul “capriccioso” e forse litigioso imperialismo europeo che però ha dato una zampata all’Africa con i suoi artigli affilati?

Allora il G-20 non è andato “tutto come previsto”.

La Mogherini ha firmato un piano di sviluppo presentato dalla confindustria tedesca. Questo piano, mi pare, va oltre ai semplici aiuti per lo sviluppo.

È una risposta all’imperialismo cinese in Africa ?

Una controvia dell’UE in Africa ?

E se l’operazione Serval in Mali si europeizza sempre di più vuol dire che i confini dell’imperialismo europeo si allargano.

È una lotta tremenda tra briganti imperialistici sulla pelle del proletariato africano. Quali indicazioni pratiche diamo alla classe operaia ?

Io voglio un confronto su questo, sul “che fare” e cosa dire ai miei colleghi e basta con queste discussioni sterili su chi ha il bollino doc del partito internazionalista.

Non mi interessano le risposte “brevi” e patetiche alla Lotusflower, il comunismo non va studiato in modo libresco staccato dalla vita e dalla lotta, diamo risposte politiche alla nostra classe … almeno voi di BC…e lasciamo il “Cerbero” che ci apra un “Gasse” di saggezza e non uno “Gosse” di scienza.

Non sono un anonimo “burocrate” sono un orgoglioso operaio XY.

Un saluto a tutti a pugno chiuso.

XY (Mino)

Ciao a tutti e a Mino,

premetto che non intervengo molto nel forum, perché oggettivamente poco tempo a disposizione, quindi, mi scuso per la sinteticità forse eccessiva del mio intervento.

Prima cosa: concordo in pieno, va da sé, con l'intervento di Lotus, che non solo non è patetico, ma coglie perfettamente la natura di LC, così come l'hanno colta, ancora più nel dettagli, altri compagni qui intervenuti, dandoci uno spaccato del "pensiero e azione" di Lotta quanto mai vivido e realistico, confermato, praticamente parola per parola, da altri ex lottisti che hanno abbandonato disgustati (e, non di rado, purtroppo bruciati per ogni altra militanza ) l'organizzazione.marketing.

Mino - e lo dico senza spocchia alcuna! credimi - secondo me fraintendi completamente gran parte dei discorsi qui fatti e non solo l'articolo sul G20; ma quel che è più grave, secondo me, è che fraintendi perché hai l'impostazione tipica di Lotta che fa grandi discorsi in stile Sole 24 ore, ma non si capisce dove voglia andare a parare, cioè quali indicazioni politiche (in senso di comuniste, va da sé) dia ai suoi lettori e in primis al proletariato in cerca di orientamento. Nell'articolo sul quale ironizzi si dice che l'imperialismo europeo è "capriccioso" per dire ironicamente che non è ancora bell'e fatto, per sottolineare i contrasti interni, cioè gli interessi diversi e persino contrapposti, a volte, tra i vari segmenti della borghesia europea. Per te, per Lotta esiste già un imperialismo europeo fatto e finito? questo è il vostro punto di vista: per noi no e la prova è, oltre agli screzi che emergono non raramente, la mancanza di uno stato unitario, quindi di un esercito unico, di un sistema fiscale unico ecc. ecc. La borghesia europea ci sta provando, sono sessant'anni almeno che ci lavora sopra, ma ha ancora della strada da fare. Pensi che la Francia ceda volentieri il suo influsso, diciamo così, nell'Africa subsahariana alla borghesia tedesca, italiana ecc.? Gli aerei di Macron sono prima di tutto per la Francia, poi si vedrà. In ogni caso, dici bene: che indicazioni politiche si danno al proletariato europeo? Leggendo Lotta, facendo lo slalom tra una selva di parole para-diplomatiche, che sembrano messe lì apposta per non far capire un c... a chi legge, non si capisce. Allora, un criterio-guida per opporsi all'imperialismo europeo potrebbe essere quello di rifarsi alla vecchia indicazione di cominciare a lottare dal nemico in casa propria, cioè a cominciare dalla "propria" borghesia, sul proprio posto di lavoro (se si ha un lavoro). Ma come si può lottare efficacemente contro il padrone a cui siamo direttamente sottomessi? Non solo fiancheggiando spudoratamente la CGIL, ma assumendo ruoli di responsabilità all'interno del sindacato e quindi condividendone le politiche schifosamente antioperaie? Una cosa è, in quanto lavoratore, prendere la tessera del sindacato (tatticamente si può anche fare, dipende), ben altra, appunto, assumere ruoli di responsabilità nel sindacato, anche a livelli alti. E' così che Lotta si oppone all'imperialismo europeo? Dai, su!

Per quanto riguarda le asprezze, certo che mi riferivo anche e prima di tutto ai dibattiti infuocati dentro il partito bolscevico, ma non mi risulta che nessuno dei contendentdi si sia mai rivolto all'Okrana - giusto per fare un esempio - perché offeso e risentito per gli attacchi ricevuti sulla stampa? Ancora una volta, dai, Mino, su! E poi, perché richiamare, in nome di un buon tempo andato, le "correnti" bolsceviche o gli economisti usati e/o criticati in vario modo da Marx per denigrare, abbassandoli, i compagni intervenuti in questo dibattito? Che c... c'entra Steuart ecc?

Infine, il "tutto come previsto" si riferisce anche al comportamento di chi organizza e partecipa in vario modo alle contestazioni dei vertici come il G20 che ha replicato puntualmente, nelle sue diverse "anime", la prassi vista da vent'anni a questa parte. Ma Lotta cos'ha da dire su questo, quali sono le sue indicazioni politiche a un ambiente politico che, sia pure confusamente e per lo più su basi nettamente riformistiche, intende sinceramente lottare (almeno alla base) contro questa società? Posso naturalmente sbaglia, ma non mi sembra di ricordare prese di posizione specifiche da parte della tua organizzazione su questi argomenti e in questi ambiti.

Mi fermo qui, registrando una volta di più che Lotta non va al cuore dei nodi teorico-politici, perché è disabilitata per poterlo fare. Giusto per, mi viene sempre in mente la prefazione, credo di Cervetto, all'Imperialismo di Lenin pubblicato da Lotta: non so se definirla comica o tragica (facciamo tutte e due, va'), perché quel testo, nella prefzione suddetta, sembra un manualetto di diplomazia ad uso di studenti simil-bocconiani, non un'arma politica di lotta proletaria qual esso è!

Un saluto a tutti,

Smirnov

L’”orgoglioso operaio” si è stizzito… benissimo.

L’impostura non poteva emergere meglio e gli sproloqui eccitati/agitati di Shai (visto che siamo in vena di appellativi mitologici quale migliore rappresentazione per RaMino del dio egizio col corpo di serpente e la testa di suino?) ribadiscono, se mai ce ne fosse stato bisogno, la maleodorante natura del mestierante di LC.

Visto che si insiste sul tema del “peloso” credo sia mio dovere ringraziare Shai per i peli sulla lingua che comunque ha mantenuto nella sua requisitoria, anche se sappiamo tutti a quale deretano appartengono…

È bello constatare che esiste qualcosa che scuote questi sfruttatori di manodopera giovanile malpagata e oppressa… peccato si tratti sempre e solo di denaro, l’unica cosa che veramente conti per un’azienda fatta di bilanci trimestrali, che ha per unico scopo quello di autoconservarsi per stipendiare la vasta pletora di culi di piombo che dai loro scranni di “rivoluzionari” mandano centinaia di giovani a vendere un giornale ridicolo, sotto il sole, la pioggia e la neve, mentre loro praticano l’onanismo teorico… e pratico nei loro ufficietti.

Non voglio sprecare spazio per ribadire a chi “non capisce di professione” (altro che rivoluzionario) la differenza tra la sua situazione e quella di tanti altri. Cercherò di spiegare il tutto in parole semplici in maniera tale che chiunque altro possa capire: se un poveraccio viene licenziato da LC S.r.l. dopo vent’anni di tempo pieno, senza un titolo di studio e senza altre esperienze lavorative, che cosa scrive nel curriculum? Venditore di cartaccia per vent’anni in un’azienda che ufficialmente non esiste? Ma rifletti su quello che dici o cos’altro? Ovviamente non è impossibile trovare un lavoro (per quanto precario e malpagato) ma non è questo il punto. Il punto è che questa difficoltà per moltissimi compagni è l’unico motivo per continuare a spalare merda nella sentina politica di LC, magari per pagare le tasse scolastiche dei figli. Non mi illudo che Shai possa capire, sicuramente il nostro “orgoglioso operaio” non rischia le delizie del licenziamento da LC, è una fedelissima guardia giurata. Ah, a proposito – con certi crani di legno i concetti vanno ribaditi a martellate (metaforiche ovviamente! Si dovesse impaurire qualcuno) – non sono stato “cacciato” da LC, LC non “caccia”, al massimo licenzia dal tempo pieno, ma comunque mi sono allontanato per divergenze politiche. LC non caccia perché c’è sempre speranza che chi si allontana “cacci” una sottoscrizione in denaro, mensile o una volta ogni tanto; LC non caccia chi inventa i numeri di giornali venduti, euro, partecipanti alle conferenze, perché tutto fa brodo per dimostrare che “siamo in crescita” (chiedere al comitato di Milano); LC non caccia i dirigenti cinquantenni che approfittano della loro posizione per insidiare le giovani compagne dei circoli, magari fidanzate con altri giovani compagni (chiedere ai comitati di Roma e Genova); LC non caccia chi chiede sottoscrizioni di 10.000 euro a persone con gravi ed evidenti problemi psichici (chiedere al comitato di Roma), perché più che la decenza poté l’autofinanziamento (o la circonvenzione di incapaci)… LC non caccia, e Shai lo sa benissimo, nonostante i suoi maldestri tentativi di screditare chi scrive (tipica, lercia, prassi stalinista).

Questi, come tutte le cose scritte in precedenza, sono fatti, fatti troppo circostanziati e collegati armoniosamente tra loro per essere frutto di fantasia… ci vorrebbe il genio romanzesco di Victor Hugo per costruire questa grande “corte dei miracoli”, ed io, come gli altri compagni, non abbiamo particolari predisposizioni per la letteratura d’appendice…

Ritengo che il paragone di Smirnov a proposito dell’ “asprezza di certi dibattiti all'interno del movimento rivoluzionario” non possa più, da lungo tempo ormai, applicarsi a LC. LC non fa parte del movimento rivoluzionario: LC è un’organizzazione opportunista nociva per il movimento operaio e l’opportunismo non è l’ala destra di quest’ultimo, ma l’ala sinistra della politica borghese. Non credo di infastidire i moderatori del blog affermando che nulla lega più in nessun modo gli internazionalisti a questo ciarpame pseudorivoluzionario autodefinitosi Lotta comunista. Viene meno anche la cortesia di chiamare “compagni” i prezzolati aziendali che si prestano allo sporco mestiere di difendere l’indifendibile.

L’”orgoglioso operaio” deve aver appena finito di leggere, non senza averlo “comprato” s’intende, la “Storia del Partito bolscevico” di V. Nevskij edito da Pantarei, e vuole impressionarci con tutto quello che ha appena finito di ingurgitare… senza digerire. Siamo sempre nel cortile del kindergarten.

Shai elenca senza scopo ultimatisti, otzovisti, liquidatori, “cercatori di Dio”, “i socialdemocratici dei giorni della libertà” e i “poputčzkj”… è il disperato tentativo di far credere che la sua organizzazione abbia qualcosa a che vedere con l’esperienza bolscevica e con le sue battaglie teoriche e politiche. Ha dimenticato di citare il movimento dell’epoca che più lo inquadra, visto il suo modo di porsi: gli “operai” zubatoviani col distintivo nella saccoccia.

Ma poi il rinnegatore di Marx va anche oltre, e cita: Steuart, Smith, Quesnay, Paoletti, Schmalz, D’Avenant, Petty, Mill, Garnier, Ramsay, Ganilh, Ricardo, Ferrier, Lauderdale, Destutt de Tracy, Storch, Nassau, Rossi, Linguet, Rodbertus…

A dimostrare esclusivamente che l’unica cosa che ha letto del Capitale è l’indice dei nomi… almeno ha avuto l’accortezza di non elencarli in ordine alfabetico. È sveglio il nostro Shai!

Che Shai sia un "pasdaran" di LC lo si intuisce dall'affermazione circa lo studio fatto da parte di Marx dei giganti del pensiero economico borghese, giganti che si inseriscono pienamente nella fase storica dell'ascesa borghese, giganti che avevano ancora molto da insegnare e che era necessario analizzare criticamente per impostare una teoria economica materialista, rivoluzionaria, del proletariato. Il frutto di questo lavoro pluridecennale di Marx e di Engels sono i Grundrisse, Il Capitale, gli scritti sulle teorie sul plusvalore… Cosa vuole dirci Shai? Che il Capitale di Marx deve essere aggiornato alla luce degli attuali economisti borghesi? Alla luce di Milton Friedman, Paul Krugman, Kenneth Rogoff e altri “campioni” di una "teoria" economica borghese che è solo mistificazione infantile, che non ha nulla da insegnare e che è stata demolita dalla teoria economica marxista prima ancora che invadesse le accademie borghesi?

Non credo. Molto più probabilmente Shai vuole giustificare - in verità in modo assai maldestro - la sudditanza (questa si filistea!) dei "teorici" di LC dagli analisti borghesi della politica internazionale. Sudditanza filistea e codina per i vari Kissinger, Kennedy, Brzezinski che spiega perché gli articoli del giornale LC assomigliano ad un elenco dettagliato delle posizioni di questi ultimi, senza nessuna analisi ed anzi spesso presentate come il non plus ultra dell'elaborazione, da condividere in pieno salvo una piccola ed insignificante chiosa in fondo all'articolo: "l'unica guida è l'internazionalismo". Ci si riempie la bocca di "teoria marxista delle relazioni internazionali" mentre allo stesso tempo la si appiattisce sulle ultime del New York Times, di China Today o sull'ultimo bestseller di Henry Kissinger. Per cortesia…

L’”orgoglioso operaio” vuole delle indicazioni precise per la lotta politica all’imperialismo? Non ci stupisce affatto dal momento che non può certamente aspettarsele dalla sua organizzazione. Al massimo può attendersi le indicazioni per la strada che porta da Milano (o da dove diavolo abita) al primo paesino di provincia da saccheggiare con le “diffusioni straordinarie”.

L’imperialismo europeo? Per LC è un comodissimo “nemico in casa nostra” che permette di stornare qualsiasi seria e concreta battaglia politica dagli imperialismi nazionali e concretamente operanti, compreso quello italiano, verso un imperialismo continentale che proprio in Africa, ha dimostrato di essere tutt’altro che unito politicamente ma piuttosto nettamente diviso dalla competizione sul mercato mondiale (basti vedere la contrapposizione tra Italia e Francia in Libia, per dirne una soltanto). E che l’UE sia una confederazione di cui le miopi borghesie nazionali si servono quando fa loro comodo, salvo scaricarla nell’ognuno per sé quando interessi economici e politici nazionali prevalgono, è cosa che non merita nemmeno di essere approfondita per quanto è sotto gli occhi di chiunque. Comunque per LC è comodo additare al proletariato un nemico “in prospettiva” per evitare accuratamente di fare la benché minima denuncia delle imprese imperialistiche dell’imperialismo straccione italiano, che, tutto sommato e guarda caso, tollera benevolmente le attività della sua azienda non registrata.

Ma c’è ancora da divertirsi. In seguito alla proiezione europea dei circoli di LC persino l’imperialismo europeo, quando mostra di arrancare o sembra trovarsi in mezzo al guado, va difeso. Va difeso contro le derive nazionaliste e populiste che mettono a rischio i “vantaggi oggettivi” dell’unificazione continentale, come la libera circolazione delle merci e delle persone, i proletari forse? No, niente affatto, i venditori di giornali e i giornali da vendere a Parigi, Valencia, Londra…

Le vecchie volpi per mesi interi hanno paventato sul loro giornale (come può notare Shai, lo sfoglio) il pericolo di una “catastrofe politica” per il proletariato europeo nel caso di vittoria degli euroscettici, non risparmiando citazioni di Marx, Lenin Trotsky, vergognosamente utilizzate per giustificare la “progressività” dell’unificazione UE, attaccando (sacrosantamente) il nazionalismo piccolo borghese dai tempi del Brexit, passando per le elezioni austriache, olandesi, referendum ungherese e così via, fino alle… elezioni francesi! Di colpo, con la vittoria di “Macron l’europeo” e la sconfitta della “fascista” Le Pen, il tono degli editoriali cambia: si torna a scrivere di lotta contro l’imperialismo europeo! Ovviamente. Pericolo scampato in uno dei Paesi fondamentali per il processo Ue. Il processo ha dimostrato di essere forte e si può riprendere ad attaccarlo verbalmente, platonicamente, ora che il pericolo è passato e che il calcare la mano sull’opposizione all’imperialismo Ue non rischia più di produrre risultati tangibili. Bolscevichi in Europa? O bolscevichi PER l’Europa? Ai fatti l’ardua sentenza.

Il Che fare ce l’hai da tempo caro Shia, LC al massimo può darti il Che NON fare. Se non ti accontenti delle brevi risposte (le uniche che meriti, ma io sono di buon cuore) puoi cercarle altrove e magari sforzarti di dare tu una risposta qualsiasi, anche piccina piccina, alle critiche che vengono sollevate sul business che chiami lotta politica.

PS: Certamente non sei un “orgoglioso operaio” – e se lo sei il tuo zubatovismo non rende onore alla classe – sei un burocrate “semi-anonimo”, perché il nome l’hai messo (posto che sia vero), ma sempre burocrate.

Un saluto compassionevole

Saverio

Quando ho scritto quanto sopra, non avevo ancora letto la risposta di Smirnov, che condivido pienamente notando anche la sintonia nelle argomentazioni...

...Io non lo so chi ha la patente del partito internazionalista doc, ma discutiamo nel merito delle questioni. Come fanno altri compagni e altri partecipanti sul forum. Non lasciamo spazio...

...dovresti saperlo che i gruppi come lc, bc, programma, troskisti vari...

Avete notato come il burocrate di Lottalmarket cerchi di tendere una mano "pelosissima" a BC per additare Saverio, Wolf e me come Haters del web, personaggi "strani", denigratori di professione, sindacalisti falliti e via insultando? E' come se dicesse: "Perchè vi immischiate con gente del genere? Noi e voi siamo compagni e si può discutere amabilmente... ma con questi provocatori giammai!"

A parte il fatto che questa affabilità non solo è pelosa ma addirittura puzzolente, visti i precedenti di tolleranza per il dibattito di Lottalmarket, non ricorda l'infame modo di isolare e screditare gli avversari tipico degli stalinisti? Ricordate Pietro Tresso, Mario Acquaviva e Fausto Atti?

Io, parlo per me, non voglio certo paragonarmi a questi compagni o considerarmi alla loro altezza, ma di sicuro il lottista è "alla bassezza" degli stalinisti, ma senza la capacità di colpire impunemente.

Visto l'accordo di fondo che ci lega alle posizioni di BC crediamo di poter intervenire sul suo blog, e finora questo diritto non ci è stato contestato, abbiamo solo aggiunto carne al fuoco, carne marcia purtroppo, ma se l'arrosto è fetente non è certo colpa nostra...

I tentativi di screditare e isolare non vanno a buon fine caro burocrate69, sappiamo che una mano tesa da LC è un artiglio pronto ad arraffare (soldi perlopiù). Ritenta, magari sarai più fortunato.

Il Cerbero è un cane a tre teste, il lottista talebano è un cane senza testa.

diamo risposte politiche alla nostra classe … almeno voi di BC…e lasciamo il Cerbero...

Il lottista parla di odio. Nei nostri interventi si legge odio, astio, rancore? Probabile. L'odio di classe per gli sfruttatori e per i NEMICI del proletariato è l'unico sentimento umano che resta a chi vuole lottare per rovesciare il loro dominio. Una cosa è certa: di tutto quello che è stato scritto non c'è una sola cosa non vera. Se l'odio c'è, non altera certamente la nostra capacità di giudizio o di dire il vero, ma penso si tratti più di viscerale disprezzo, giustificato dall'essere stati per anni testimoni silenti di una prassi infame.

Il silenzio è finito.

Abituatevici.