Il partito della rivoluzione sarà un tutto monolitico e non organizzazione federativa di correnti

Documento n. 3 - Da Battaglia Comunista, maggio 1957

La decisione presa dai compagni di Azione Comunista e della Federazione Comunista Libertaria di unificarsi e di prendere la denominazione di “Movimento della Sinistra Comunista”, che era già quella del Comitato sorto a Milano il 16 dicembre 1956, al quale i due gruppi in parola avevano dato la loro adesione, fa cadere automaticamente il Comitato stesso e rende nulla l'iniziativa per la quale esso era stato concepito e realizzato, dato che il nostro partito è del tutto estraneo al tentativo di dar vita al “Movimento della Sinistra Comunista”. Ciò per un diverso modo di concepire l'azione da condurre tra i gruppi dell'avanguardia rivoluzionaria in vista della ricostruzione dei quadri del futuro partito di classe, ricostruzione che per noi deve scaturire da particolari condizioni obbiettive, da una più matura coscienza del fine a cui si vuol pervenire e soprattutto da una chiara e precisa visione teorica dei problemi della rivoluzione socialista.

A noi non rimane perciò che prendere atto della situazione che si è così determinata e ritenere chiuso il primo capitolo di quell'opera dura e a volte dolorosa che sola prepara e accompagna il formarsi di un partito autenticamente proletario e rivoluzionario.

Solo l'esperienza dirà fino a che punto i compagni con i quali avevamo dato vita ad una prima seria, organica opposizione di classe allo stalinismo, erano e sono effettivamente e sinceramente animati dall'idea centrale della ricostruzione del partito della rivoluzione proletaria, oppure fino a che punto, paventati dalla durezza della lotta, sono ripiegati, come lascia supporre certo contenuto della dichiarazione in comune, sulle trincee coperte d'una opposizione interna al partito di Togliatti che essi ritengono “insufficiente” (non quindi del tutto perduto alla causa della rivoluzione) e il cui gruppo dirigente (non la linea politica, del P.C.I., non il suo conformismo teorico, non la sua pratica obiettivamente antioperaia e contro-rivoluzionaria) è sceso all'ultimo stadio del trasformismo e dell'opportunismo" (dalla Dichiarazione Comune della F.C.L. e di A. C.).

Il nostro partito che ha accettato senza sottintesi, senza restrizioni mentali e senza alcuna riserva tanto la piattaforma politica che quella sindacale del Comitato della Sinistra Comunista, piattaforme che ritiene tuttora valide, si ripromette di continuare nell'opera di aiutare questi compagni a risalire verso le posizioni di principio del marxismo-leninismo, all'infuori del quale ogni unificazione si ridurrebbe a semplice operazione aritmetica col risultato di peggiorare la già difficile situazione dell'avanguardia rivoluzionaria.

La breve esperienza del Comitato della Sinistra Comunista è da ritenere comunque positiva non solo per aver realizzato il primo serio schieramento politico di classe contro lo stalinismo, ma anche pera aver messo alla prova e posto nella sua vera luce il ruolo filo-stalinista a cui è chiamata l'organizzazione che si richiama al trotzkismo e dall'altra per aver dimostrato la pratica impossibilità di far coesistere in un saldo e accentrato organismo di lotta rivoluzionaria, in quanto tali, correnti ideologiche tra loro inconciliabili e comunque non maturate nel clima della tradizione marxista-leninista. L'iniziativa del 16 dicembre 1956 è tuttora viva nei suoi motivi ideali e nei suoi obiettivi e attende d'essere ripresa certo con maggiore impegno, con maggior serietà politica e soprattutto con maggior senso di responsabilità se vogliamo che il proletariato ci capisca e ci segua.

Il Comitato Esecutivo del Partito Comunista Internazionalista

Prometeo

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