Meeting sulla crisi tra le sezioni di Napoli e Catanzaro

Il 31 gennaio e il 1 febbraio 2009 le sezioni M. Stefanini di Napoli e F. Maruca di Catanzaro del Partito comunista internazionalista si sono riunite per una due giorni di approfondimento sul tema della crisi epocale che sta sconvolgendo il capitalismo contemporaneo.

L'incontro, tenuto presso il Circolo Prometeo di Catanzaro, è stato strutturato in tre temi principali: le cause della grande crisi odierna, le possibili prospettive della crisi nel raffronto con quella del 1929, e il ruolo - e le modalità di intervento - dei rivoluzionari in questo contesto. Le relazioni e un ampio dibattito hanno sollevato la conferma delle posizioni del PCInt relativamente alla crisi. Una crisi che a buon diritto possiamo definire epocale, al contrario di quanto vanno ripetendo gli economisti borghesi, senza eccezione, nel denunciare esclusivamente la cattiva regolamentazione del sistema finanziario, che avrebbe tuttavia alla base un'economia cosiddetta “reale” del tutto solida. La situazione in cui versa attualmente il capitalismo si inserisce invece nella crisi aperta all'inizio degli anni Settanta, una crisi che come il PCInt affermò sin da allora nasceva dalle contraddizioni proprie del processo di accumulazione capitalistica e che è data dalla caduta del saggio medio di profitto. La divisione tra una dimensione economica “reale” e una meramente “finanziaria” è un palese artifizio, volto a oscurare come l'espansione senza precedenti delle attività finanziarie negli ultimi decenni sia la diretta conseguenza della caduta del saggio di profitto medio, che rende quindi poco remunerativa la produzione industriale.

Al centro di questo meccanismo sono gli Stati Uniti, che, grazie al ruolo del dollaro nei mercati mondiali e all'uso della forza militare, hanno sostenuto l'accumulazione con un'enorme produzione di capitale fittizio.

La conseguente mole di capitale fittizio esige - in quanto capitale - una remunerazione, pur non passando per il processo di produzione di merci. Un fattore non nuovo nel capitalismo, ma che dagli anni Ottanta del secolo scorso ha assunto proporzioni elefantiache.

Non è un caso che la crisi si sia dunque manifestata attualmente nel cuore dell'imperialismo mondiale (segnando la differenza con le crisi degli ultimi 30 anni, che hanno avuto teatro in Messico, Russia, Tigri asiatiche, Brasile e Argentina). Nella due giorni si è evidenziato come la criticità della situazione economica mondiale renda impossibile sostenere gli oneri di un vasto intervento statale nel settore industriale, forse salvo nel caso della Cina; al momento le prospettive che si intravedono non lasciano ipotizzare altro che un maggiore sviluppo di capitale fittizio e delle conflittualità interimperialistiche. Si prepara probabilmente un periodo di profonda espropriazione: di capitalisti da parte di altri capitalisti, ma soprattutto dei salariati. L'attacco alle condizioni del proletariato è il primo passo politico che può muovere la borghesia, generando una fortissima polarizzazione tra le classi che tenderà a crescere col tempo. Durante la riunione si è sottolineato e analizzato inoltre come la situazione che si apre rafforzerà l'esigenza della guerra permanente, fattore specifico di questa crisi del ciclo di accumulazione del capitale. Anche se questa crisi è epocale, e ci troviamo alla fine di una fase del capitalismo, quest'ultimo non morirà di per sé. Oggi assistiamo che in una situazione di crisi profonda il proletariato non reagisce con grandi movimenti, così come in passato; la sua composizione attuale, nonché il peso della sconfitta della rivoluzione nei primi decenni del Novecento, rendono più complesso e articolato il ruolo dei rivoluzionari in questa crisi. La necessità del partito comunista internazionale ed internazionalista si manifesta con una concretezza probabilmente mai avuta in passato. Obbliga ad essere all'altezza delle sfide che la fase attuale del capitalismo ci impone, capaci di contribuire realisticamente a una moderna progettualità socialista.

ml

Battaglia Comunista

Mensile del Partito Comunista Internazionalista, fondato nel 1945.

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