Lottare e guardare oltre

Per lo manifestazione del 23 ottobre a Roma, sciopero indetto dai sindacati di base

Riappropriamoci della capacità di guardare oltre e di lottare!

Lavoratori, precari e disoccupati di ogni categoria, genere e nazionalità,
sono tempi duri quelli nei quali viviamo, quella che stiamo vivendo è la crisi capitalista più grave che i nostri occhi abbiano mai visto. Doveva essere un autunno caldo! Invece, ci appare ancora piuttosto freddino. Per questo fatto, compagni, ci sono precisi motivi e responsabilità:

  • Se, come lavoratori, siamo divisi in mille categorie, nazionalità, forme contrattuali differenti, se siamo frammentati sul territorio, se siamo chiusi in loculi abitativi davanti a TV che ci bombardano con messaggi inutili, notizie e immagini lontane anni luce dalla nostra vita quotidiana, se siamo sfruttati, mal pagati, cassaintegrati e, in fine, licenziati, la colpa è dei padroni, della loro organizzazione del lavoro, dei loro governi.
  • Ma se abbiamo perso la fiducia nella nostra capacità di lottare, se abbiamo perso la capacità di organizzarci per fare male ai padroni, se abbiamo perso la dignità e l'orgoglio di essere proletari la responsabilità, in massima parte, è delle organizzazioni - politiche e sindacali - alle quali da troppo tempo abbiamo demandato la difesa dei nostri interessi.

Il sindacato confederale da tempo ci ha venduti firmando ogni sorta di peggioramento economico e normativo.

Il sindacalismo alternativo, dal canto suo, è rimasto sostanzialmente a guardare, incapace di promuovere ed organizzare vero conflitto di classe, incapace di andare oltre le barriere e i limiti che le politiche borghesi hanno posto alla gestione del conflitto capitale/lavoro.

La sostanziale incapacità del mondo sindacale di difenderci, secondo noi, è insita nel loro stesso essere sindacato ovvero organismo di contrattazione, quindi, necessariamente rispettoso delle modalità borghesi di gestione del conflitto.

Fino ad oggi TUTTI gli episodi di lotta significativi hanno visto i lavoratori impegnati su due fronti: contro la volontà (o la necessità) padronale da un lato, contro la cappa sindacale che disgrega e riconduce alle briglie istituzionali le lotte in corso, dall' altra.

Quali significative risposte alla crisi i sindacati ci hanno aiutato a produrre?

Nessuna! Nessuna lotta che si sia estesa a lavoratori di categorie differenti, che abbia assunto i caratteri di una radicalità capace di andare oltre l'episodio, oltre gli steccati.

Forse stanno aspettando la ripresa del 2010 ma, se così *fosse, allora non hanno capito che, se ripresa sarà, questa si fonderà* su un taglio di salari e posti di lavoro tale che per noi proletari le cose continueranno solo a *peggiorare.*

Noi internazionalisti siamo per la creazione di organismi/assemblee autonome sul territorio che decidano come portare avanti nel modo più efficace le lotte in corso, che si organizzino con delegati eletti e revocabili in ogni momento (necessariamente perciò fuori dal controllo sindacale/istituzionale, e probabilmente contro...). Assemblee che dovrebbero coordinarsi e produrre reciproca solidarietà, oltre che richieste unificanti per la classe ― blocco dei licenziamenti, dei tagli, rifiuto della Cigs ecc. ― e le relative forme di lotta da adottare per ottenerle, come p. es. blocchi stradali, occupazioni di impianti, scioperi ad oltranza ecc.

Dobbiamo rifiutare il solito ricatto del “o questo o niente” e trattare come merita chi questi ricatti ce li vorrebbe imporre!

Ma questo è solo il primo passo. I lavoratori più coscienti, quelli capaci di guardare oltre gli steccati delle ideologie borghesi, devono trovare la forza di impegnarsi su questa strada senza mai perdere di vista che si tratta ancora di schermaglie. Perchè la posta in palio è molto più alta: il nostro obiettivo è una società nuova, senza crisi, né classi, né sfruttamento. Questo modo di produzione, fondato sull'accumulazione continua di capitale e proprio per questo capace di generare solo devastazione sociale, non è il migliore né l'unico possibile. Ma potrà essere superato solo se la classe lavoratrice riprenderà la sua autonoma iniziativa e le sue avanguardie saranno abbastanza preparate, organizzate e radicate per guidare in questo senso le lotte.

Discutiamo, organizziamoci. Noi abbiamo già iniziato.

Battaglia Comunista
AllegatoDimensione
PDF icon 2009-10-23-roma.pdf83.55 KB

Battaglia Comunista

Mensile del Partito Comunista Internazionalista, fondato nel 1945.

Abbonamento annuale: € 15,00 (10 numeri)