Pensionato vecchio fa buon brodo, basta cuocerlo a puntino

Si sa, le pensioni sono uno degli obiettivi principale del capitale in crisi per drenare denaro dai lavoratori e regalarlo ai padroni affinché possano accrescere i loro poveri magri profitti.

Le pensioni sono salario a tutti gli effetti, salario differito per l'esattezza, ossia accantonato nelle casse dell'INPS per tutta la vita lavorativa per poi essere goduto al termine di questa... Ma il ritornello è conosciuto: “la speranza di vita cresce, la gente campa di più, quindi deve andare in pensione più tardi” e già qui ci sarebbe da obiettare parecchio. L'aspettativa di vita cresce per tutti? Per gli operai come per gli industriali? Come mai categorie sociali privilegiate come quadri dello Stato, dirigenti, etc. vanno in pensione prima, mentre le più disagiate, le grandi masse lavoratrici, devono lavorare sempre di più, per guadagnare sempre meno? E via con altre mille obiezioni possibili.

La riforma Fornero sta portando gradualmente l'età pensionabile per tutti a 67 anni (rispetto a prima, più due anni per gli uomini e più sette anni per le donne!), impedendo di fatto a moltissimi giovani di entrare nel mondo del lavoro e favorendo la riduzione dell'aspettativa di vita per molte lavoratrici e lavoratori, costretti a continuare a lavorare ben oltre il limite delle loro risorse psico-fisiche.

Nel frattempo si è quasi risolto per sfinimento il dramma degli esodati – ossia per il raggiungimento da parte di molti dei termini pensionistici – restano comunque ancora alcune migliaia di lavoratori che da quel fatidico dicembre 2011 sono rimasti senza stipendio né pensione.

Ora creato il problema di una condizione di lavoro insopportabile, come è veramente insopportabile vedere colleghe e colleghi continuare a lavorare tutti i giorni quando è evidente che sono giunti oltre il loro limite naturale, il Governo ha trovato l'escamotage per far fruttare anche questa condizione di disperazione.

Ossia la brillante idea della “flessibilità in uscita”. Lo schema è il seguente: prima ti innalzo l'età della pensione mentre in tutti i luoghi di lavoro i ritmi, i carichi, l'intensità di lavoro aumenta, pochi sono i giovani ad entrare e quindi un aggravio di impegno sempre maggiore pesa sui più anziani; poi ti concedo di andare in pensione con alcuni anni di anticipo, ma a pensione decurtata di una cifra variabile tra il 10 e il 20%, forse di più, chissà! Sia chiaro, ancora niente di ufficiale, il tutto rientrerà nella legge di stabilità e quindi avremo poi tutti la possibilità di capire esattamente – nei limiti di quanto sarà comprensibile la cosa, ovviamente – di cosa si tratta veramente. Quello che possiamo qui affrontare è la logica evidente che sottende l'intera operazione, impacchettata con la solito occhiolino strizzato al rispetto delle regole del marketing commerciale sotto i suadenti termini di “opzione uomo” e “opzione donna”.

Pare che la nuova “opzione donna” preveda l’uscita anticipata delle donne dal lavoro dal 2016 a 62-63 anni con 35 di contributi e una riduzione dell’assegno - legata alla famigerata speranza di vita - pari a circa il 10% per tre anni di anticipo. Per quanto riguarda invece l'”opzione uomo” dovremmo disporre di un anticipazione massima di tre anni.

Si affretta però ad aggiungere Padoan, al quale fa eco Boeri: facciamo attenzione, perché il sistema pensionistico italiano «è giudicato dalla Commissione Europea uno dei più stabili e sostenibili» quindi non possiamo concedere nulla a questi lavoratori... In parole povere, se vanno in pensione prima o la pensione viene ridotta seriamente o si impegnano a schiattare prima o... la cosa non si può fare.

Per questo il commento di Renzi è stato puntuale, da un lato

c'è un sistema pensionistico che non può costare come in passato, dall'altro ci sono persone che vorrebbero godere della pensione non troppo tardi, magari prendendo anche qualcosa in meno. Va trovato l'equilibrio, ci stiamo provando:

pagare meno, pagare poco, pagare il meno possibile, sfruttare tanto e tutto quello che racimoliamo lo regaliamo a industriali, finanzieri e banchieri, gli unici veri parassiti di questa società decadente, i veri soggetti sociali da rottamare una volta e per tutte, vampiri che vivono succhiando il nostro sangue e sfruttandoci fino alla vecchiaia, e oltre.

Lotus
Sabato, October 10, 2015

Battaglia Comunista

Mensile del Partito Comunista Internazionalista, fondato nel 1945.

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