Il coronavirus non è uguale per tutti

Pubblichiamo ben volentieri questa corrispondenza di un compagno, che illustra, una volta di più, come la classe salariata sia per il capitale... carne da macello anche e non da ultimo in situazioni drammatiche come quella che stiamo vivendo.

Ciao Compagni,

vi scrivo un breve report riguardante la situazione lavorativa che sto vivendo.

Come credo voi sappiate, lavoro come operatore ecologico per una grande azienda dell'igiene ambientale .

Il nostro settore rientra nel novero dei lavori ritenuti di pubblica utilità, sicché, com'è giusto che sia, in considerazione del periodo che si sta vivendo, il nostro servizio non può e non deve essere né differito né tanto meno sospeso.

In virtù dell'epidemia, l'azienda ha disposto dei cambiamenti riguardanti soprattutto la gestione all'interno dei magazzini /sedi e cioè:

  • i servizi vari svolti nell'intera giornata (pulizie strade, raccolta porta a porta etc.) devono avere inizio e fine orario distanziati di 15 minuti tra loro, in modo tale (a detta dell'azienda) da evitare assembramenti negli spogliatoi (da considerare che il numero degli operatori, solo nel mio magazzino, conta di 300 persone circa e, con armadietti e spazi striminziti, siamo costretti a vestirci uno attaccato all'altro).
  • la mensa aziendale non è stata chiusa, ma è stato consigliano di starci il meno possibile e tenere un'adeguata distanza tra un commensale e l'altro.
  • è stato rivolto l'invito a non stazionare in gruppo nella “zona di inizio e fine turno” (luogo dove vengono esposti i turni di lavoro giornalieri) .

Le sopraccitate disposizioni ovviamente non sono sufficienti a tutelare noi operatori perché:

  • il distanziamento di 15 minuti da un servizio a l'altro non è sufficiente ad evitare assembramenti, perché non solo le dimensione ridotte degli spogliatoi (come già detto), ma l'inadeguato numero di docce (una dozzina) vanno inevitabilmente ad incidere sui tempi d'attesa .
  • la mensa andrebbe chiusa, il “sospetto” è che non venga fatto poiché in altre sedi sprovviste di mensa aziendale ai lavoratori vengono dati buoni pasto: .... diventerebbe forse troppo oneroso?
  • terza questione, e non meno importante ovviamente, i dispositivi di sicurezza personale (mascherine, gel igienizzante etc) che dovrebbero essere dati in dotazione regolarmente agli operatori (a prescindere dall'epidemia in corso) mancano. All'inizio sono stati negati con scuse vaghe, poi, dopo continue richieste da parte dei lavoratori, l'azienda ha detto che non ne aveva più e stava cercando di reperirli sul mercato; alla fine della fiera sono stati consegnati, dopo svariati giorni ma in numero limitato e insufficiente.

Anche in questa occasione non è mancata la netta differenza tra lavoratori di serie A e lavoratori di serie B. Gli uffici sono stati in buona parte chiusi, è stato permesso il telelavoro, ma è comprensibile visto il tipo di attività svolta; quello che è invece è risultato stucchevole è il fatto che mascherine e guanti monouso non siano mai mancati negli uffici dirigenziali.

Come da prassi, i responsabili alla sicurezza e i delegati sindacali non hanno battuto ciglio e non si sono attivati in nessun modo.

Siamo alle solite, adesso è un periodo 'eccezionale', ma lo sfruttamento dei lavoratori continua. In questo periodo di 'attenzione alla sicurezza' non può che emergere ancora una volta l'evidente mancanza di sicurezza sui luoghi di lavoro.

Se ci dovessero essere eventuali contagi nella mia azienda, nelle fabbriche ancora aperte, tra le corsie degli ospedali, sono a tutti gli effetti da considerarsi infortuni/morti sul lavoro. Il dio profitto non si può arrestare.

Saluti

Domenica, March 15, 2020

Comments

anche io lavoro come operatore ecologico in una cooperativa pero'...noi siamo messi ancora peggio. sono riuscito a reperire delle mascherine per conto mio. notare i telegiornali che menziano solo medici(giustamente) e tabaccai come eroi...mentre gli operai nemmeno vengono nominati. ma si sa' che la nostra nazione l'hanno gia' venduta al dio denaro.

Ciao, purtroppo, nel capitalismo, il dio denaro (alias profitto) è veramente l'unica cosa che conta. Sarebbe interessante se volessi scriverci, sulla mail, un resoconto della tua situazione.

ciao lotus. appena posso vi scrivo per mail.

dai, attendiamo allora!

un saluto a pugno chiuso (che di questi tempi poi va doppiamente bene!)

fa' sempre piacere! mi piace sempre dare una mano a chi ha un idea alternativa a questo schifo di societa'. anche appunto con un piccolo resoconto di cio' che sta succedendo.

comunque io al contrario della propaganda delle varie televisioni e del popolino chi scimmiotta sempre le icone borghesi la penso diversamente. cosa era diventata la lombardia? una regione totalmente cementificata, piena di inquinamento atmosferico...sovrappopolata...con ritmi di lavoro frenetici....il coronavirus e' anche causa del progresso. ma questo non fa' comodo dirlo. preferisco di gran lunga "l'italia profonda" dove ancora si respira qualcosa di autentico.

ah comunque ti ho appena scritto due righe in privato sulla nostra situazione. spero la mail sia sempre la stessa.

Ok