Intimidazioni, minacce, repressione

Intimidazioni, minacce, repressione

La “legittima difesa” di un sistema sociale in crisi, lanciato verso la guerra generalizzata

Il fatto: una liceale fiorentina, di origini marocchine, è stata intimidita e, di fatto, minacciata dai servizi sociali per avere partecipato – non da sola – a una manifestazione in solidarietà con gli operai immigrati in lotta per uscire da condizioni di lavoro schiavistiche, a Montemurlo (PO).

Razzismo e odio *antiproletario* si intrecciano: sono “sentimenti” che ben rappresentano le politiche dei governi, di ogni colore, interpretate forse con maggiore brutalità e cinismo dall'attuale governo sovranista, cioè fascistoide.

Il razzismo è utile per deviare verso falsi obiettivi la rabbia sociale dovuta al peggioramento progressivo delle condizioni di vita della classe proletaria, classe che comprende chiunque riceva un salario e sia dunque soggetto alle tormente del mercato, ai licenziamenti e alla precarietà.

L'odio *antiproletario* fa da sfondo all'attacco pluridecennale contro la classe lavoratrice, portato dai padroni ( coloro che detengono la proprietà delle aziende e acquistano forza-lavoro tramite il salario), col sostegno dei governi, per cercare di uscire da una crisi economica in atto, tra alti e bassi, da molti anni. Il capitale, “incattivito” dalle proprie contraddizioni irrisolvibili, non può far altro che intensificare lo sfruttamento e l'oppressione della forza lavoro salariata, su cui fonda la propria esistenza.

E' quella stessa crisi all'origine dell'aumento delle guerre “localizzate”, che fa crescere il pericolo di una guerra generalizzata tra grandi potenze – USA e Cina, con relativi alleati. E' sempre la crisi che, aumentando la spinta alla predazione delle risorse naturali (materie prime) e alla devastazione dell'ecosistema, accelera la catastrofe climatica in atto.

Benché la reazione della classe sfruttata e sottomessa (la classe lavoratrice) sia finora molto, troppo debole, la borghesia teme un suo risveglio improvviso, che contrasti la dittatura padronale nei posti di lavoro, i tagli alla scuola, alla sanità, alla tutela ambientale, la corsa alla guerra.

Da qui, i “Decreti sicurezza”, che colpiscono con più forza il dissenso, la protesta, lo sciopero un po' meno docile del solito, ovvero al di fuori e contro il controllo delle gabbie sindacali..

E' doveroso denunciare l'aggressione legislativa a chi, in qualche modo, anche il più innocuo, dissente dal potere; altrettanto doveroso sottolineare che bisogna attaccare le radici di quelle politiche “liberticide”: la prevenzione di comportamenti che possono intralciare i piani della borghesia appena nominati.

In breve, solo il rilancio della lotta della classe salariata può dare forza e coerenza all'opposizione alle pratiche fascistoidi, come quella contro la studentessa fiorentina.

Una lotta di classe, però, non addomesticata né prigioniera dell'illusione su di un impossibile addolcimento né tramite la via democratica, né tramite la via sindacale, entrambi strumenti pienamente integrati nel sistema capitalistico. Questo sistema è di per sé sanguinario, oppressivo, liberticida, che dunque può e deve essere solo rottamato.

Una lotta che ha bisogno di organizzazione, strategia e tattica, sintetizzate in quello strumento imprescindibile che il partito rivoluzionario. Solo così si potrà sperare in un mondo diverso e migliore, senza sfruttamento e oppressione, comunque si presentino, in armonia con l'ecosistema.

P.C. Internazionalista – Battaglia comunista

www.leftcom.org info@leftcom.org FB: Battaglia comunista

Sabato, February 28, 2026