Gli attacchi della borghesia si fanno sempre più virulenti. Sulla devastazione fascista di un circolo di Lotta comunista

Il clima plumbeo che si respira, è sempre più opprimente. Più la crisi economica del capitalismo internazionale e quindi nazionale, si aggrava, più gli artigli della classe dominante si fanno incisivi e acuminati.

Il falso luccichio della società degli sfruttatori, non paga dei suoi profitti e delle sue fauci sempre affamate di nuove carni da sbranare e di nuovo sangue da succhiare dalla classe sfruttata dei proletari, mette in moto tutta la sua potenza distruttiva pur di mantenere i suoi privilegi, il suo sfarzo, i suoi bordelli.

Le sue armi distruttive si aggirano ovunque si tratta di schiacciare e portare l'ordine borghese a imperituro disegno dell'ordine mondiale. Dal genocidio di Gaza, all'Ucraina, all'Iran, per ora, i folli criminali del pianeta fanno sfoggio dei loro fiammanti armamenti all'ultimo grido: portaerei nucleari, bombardieri, carri armati, droni e così via: col folle dei folli che si gonfia il petto per magnificarne le loro qualità. Tutte qualità che gli ficcheremmo volentieri nel di dietro.

Bestie subumane che decidono il destino delle masse sfruttate, del proletariato del mondo, che le massacrano a decine e centinaia di migliaia con la stessa disinvoltura con cui si beve un bicchier d'acqua: bestie subumane figlie del subumano sistema di produzione capitalistico.

Non v'è delitto che non sono disposti a commettere pur di salvaguardare il loro dominio di classe. Ciò che naturalmente vale in tutto il mondo, vale anche nelle quattro mura di casa che si chiama Italia. Anche qui abbiamo un bell'esemplare che non perde occasione nello “slurpare” il suo degno compare d'oltreoceano: la cosiddetta Trump in gonnella.

Da quando ha messo i tacchi sullo scranno più alto del potere, non fa che esercitarsi, un giorno sì e l'altro pure, al gioco della sicurezza/repressione contro tutto ciò che ostacola la sicurezza di lor signori borghesi; il grande gioco dell'accumulazione della ricchezza e del profitto capitalista. Esercitazione svolta assieme al suo fedele ministro dell'interno, tal Piantedosi, che avrebbe fatto un gran figurone anche nei “plumbei tempi” andati, se non altro per la sua devozione devota all'ordine e disciplina che così tanto piacciono a padroni e Confindustria: ad maiora!

Leggi liberticide vengono oramai approvate al ritmo delle macchinette sparapalle. Centri sociali, anche i più servizievoli nei confronti del potere dominante, come Spin Time Labs di Roma, vengono visti come centri bolscevichi antisistema; infatti vi è una sentenza di sgombero. Altri centri sociali come il Leoncavallo di Milano e Askatasuma di Torino, per citare i più famosi, anch'essi sempre ascrivibili al recinto sociale della borghesia imperante, vengono chiusi e liquidati per una diversa identità di vedute sulla interpretazione della società capitalista. Insomma, nell'ambito della crisi dei meccanismi produttivi della società capitalista, nulla è più sopportabile per le classi dominanti, neanche il più piccolo dei dissensi.

Questa è la ragione delle leggi liberticide nostrane; questa è la ragione per cui il diritto internazionale, di cui tutti si riempiono la bocca, diventa carta igienica con cui i soliti criminali si puliscono il deretano; questa è la ragione per cui vengono lasciati liberi e impuniti centri sociali, si fa per dire, e fogne come casa Pound; questa è la ragione per cui le bande di fascisti e fascistelli vengono lasciate libere di scorrazzare impunemente, di sparare, di assaltare sedi che odorano anche lontanamente di un liberalismo borghese troppo umanitario.

Quindi, e a maggior ragione, diventano obiettivi le organizzazioni della sinistra che, in un modo o nell'altro, si richiamano all'internazionalismo proletario rivoluzionario. Così è accaduto a Bergamo, dove un agguato di matrice fascista ha “colpito il Circolo operaio” di Lotta comunista, appiccando il fuoco ai libri dopo averli accatastati, e a materiale vario. Il tutto col silenzio complice della stampa borghese.

È, questo, un fatto gravissimo che dà l'idea della gravità della situazione e dell'accentuarsi della crisi del processo di valorizzazione dal capitale. Chiusa in un angolo dalle sue stesse contraddizioni senza vie d'uscita, la borghesia accecata dalla sua folle criminalità, non sopporta più il benché minimo lamento. Ogni occasione è buona per ridurre al silenzio, oggi e in prospettiva, le forze che soggettivamente – a torto o a ragione – si definiscono comuniste e rivoluzionarie, anche quelle che hanno scambiato il movimento rivoluzionario per una specie di movimento missionario/umanitario e che, anche per questo, evidenziano differenze marcate con le nostre posizioni.

Per quanto ci compete, ancora una volta facciamo appello alle forze autenticamente comuniste internazionaliste, affinché trovino un linguaggio comune contro la criminale società capitalista e imperialista, chiamando a raccolta il proletariato mondiale per la guerra di classe contro le guerre di distruzione della borghesia.

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Lunedì, May 4, 2026