Aurora (Matteo e Giacomo, 2000)

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Calpesta il ghiaccio, figlio della steppa
il reggimento marcia già compatto
va’ dove senti tuonare il cannone
che soffia il vento della rivoluzione

E l’incrociatore Aurora
presto il segnale ci darà
corre veloce la sua prora
verso le sponde della libertà

Quella vera, senza classi né frontiera
una chimera non sarà

Oggi come cento anni fa
non bisogna chiedersi “chi ci salverà?”
chi vive di fatica avendo in cambio stenti
si libererà solo con i propri reggimenti

Sconfiggi il sonno, figlio del cemento
che arriva il giorno del combattimento
e guarda in faccia la situazione
l’unica strada è la rivoluzione

E luce d’aurora
sulle ciminiere tornerà
e navighera l’uomo ancora
verso le sponde della libertà

Quella vera, senza classi né frontiera
una chimera non sarà