La nuova struttura del costo del lavoro in Germania

Salario combinato e lotta di classe - Di seguito pubblichiamo l’edioriale del n.13/14 di “Sozialismus oder Barbarei”, il giornale del Gis, il gruppo dei compagni tedeschi simpatizzante del Bipr

Un anno dopo la sua introduzione la legge Hartz, dall’allora ministro dell’economia Clement boriosamente esaltata come “la madre di tutte le riforme”, si è dimostrata un flop.

Dell’inversione di tendenza del mercato del lavoro, di una crescita più sostenuta e di una maggiore occupazione neanche a parlarne. La domanda interna si è ridotta ulteriormente, la povertà tocca più da vicino un numero sempre più consistente di strati sociali, l’ansia per il lavoro e per il futuro segnano profondamente le conversazioni coi colleghi e nelle cerchie dei conoscenti. Su questo proscenio la riforma Hartz si caratterizza sempre più come progetto pilota per la creazione di un settore, contraddistinto da bassi salari, e per la generalizzazione del lavoro coatto decretato dallo Stato. Il dibattito condotto attualmente sul modello di salario combinato esemplifica, nel contesto specifico, la continuazione di una ulteriore deregolamentazione delle leggi che regolano i contratti di lavoro. Anche quest’anno, secondo i programmi del governo, 20 milioni di pensionati dovranno accettare per la terza volta di seguito un Nullrunde, che l’età pensionabile, un passo alla volta, venga elevata e che la pensione, tanto quella aziendale quanto quella prevista dalla legge, venga tassata fino al 52%. La soglia di tassazione per il lavoro domenicale, festivo e notturno viene abbassata da 50 Euro, di salario orario, a 25 mentre le indennità di buonuscita vengono tassate per l’intero loro ammontare.

Chi ha la scalogna di diventare disoccupato a partire dal 55° anno d’età anziché avere, come avvenuto fino ad ora, diritto all’indennità di disoccupazione (ALG) fino a 32 mesi, vede ridotto questo termine a soli 18 mesi e deve perciò cercare di sopravvivere con 345 Euro al mese.

I tagli programmati del sistema sanitario, l’introduzione a tappeto delle tasse scolastiche e gli annunci, a cadenza quasi quotidiana, di massicci licenziamenti stanno ad indicare che il 2006 si distingue per l’attacco sempre più sostenuto agli interessi della classe operaia.

Mentre le proteste contro l’introduzione della riforma Hartz, deboli per esser chiari (rimaste limitate alla cerchia delle solite persone), perdevano forza anche per via del clima elettorale e quindi anche per l’azione del cosiddetto partito della “sinistra, si è pervenuti ugualmente allo sciopero, del tutto inaspettatamente secondo alcuni osservatori, in parecchi settori industriali (BSH, Infinion, Samsung, AEG, Alstom. Gate Gourmet ecc.). Pur avendo queste lotte un carattere chiaramente difensivo e pur essendo gestite dai sindacati che svendevano tutto ciò che aveva sentore di sporadico e isolato, queste, tuttavia, rappresentano oggi una chiara indicazione della disponibilità alla lotta di nuclei della classe operaia. Un nuovo movimento è pervenuto alla lotta di classe ed essendo - almeno potenzialmente - di grandi dimensioni può delineare un 2006 segnato da grossi contrasti sociali. Motivi ed opportunità per potersi inserire, passare dalla protesta all’opposizione, mirare costruttivamente alla distruzione dei rapporti esistenti ce ne sono a sufficienza.

Molto dipenderà, a proposito, se in futuro si riuscirà a stimolare una discussione seria sulle condizioni di partenza per una politica rivoluzionaria e se si riescono a fare sostanziali passi in avanti per la costituzione di un nucleo di una nuova organizzazione internazionale e internazionalista. Chiediamo tutto questo a coloro che sono interessati alle nostre posizioni, che intendono perciò dare inizio a contatti o discussioni con noi e che intendano fattivamente prender parte alla lotta per il socialismo.

Gis

Battaglia Comunista

Mensile del Partito Comunista Internazionalista, fondato nel 1945.