“Sragione di stato” - Il volto criminale della democrazia borghese

Indagini insabbiate, depistaggi, provvedimenti disciplinari contro militari impegnati in prima linea. Erano gli anni del venerabile Licio Gelli e della Loggia P2: un sistema clandestino per mettere sotto controllo l’Italia”, si legge nella quarta di copertina di “Sragione di Stato” di Camillo Arcuri (188 pagine, 9,20 euro).

Un libro che ripercorre tutti i fatti più oscuri e inquietanti avvenuti in Italia:

dal cosiddetto “Piano solo” della primavera-estate 1964 al golpe Borghese, al fiume di sangue delle stragi di innocenti, da Piazza Fontana alla stazione di Bologna, fino a oggi, agli scandali che hanno travolto Sismi e Telecom, e ai tanti altri in corso, fatti d’intercettazioni, depistaggi e funzionari corrotti.

E il giornalista ricostruisce queste vicende torbide e sotterranee a partire della testimonianza di Nicolò Bozzo, che dal 1973 all’82 è stato il più stretto collaboratore di Carlo Alberto Dalla Chiesa ai vertici dell’arma dei Carabinieri.

In appendice al libro è riportato l’elenco dei circa 700 iscritti alla Loggia P2 che venne sequestrato nella villa di Gelli nel marzo del 1981. Particolarmente massiccia - davvero impressionante - è la presenza di alti gradi delle Forze Armate e degli organi di sicurezza: 38 generali, 9 ammiragli, 36 tra colonnelli e capitani di vascello, e via di seguito.

Tra i tanti nomi di funzionari e dirigenti ne spiccano alcuni tristemente famosi come quelli di Roberto Calvi, Michele Sindona e l’immancabile Silvio Berlusconi. Questo libro è la storia di una mano invisibile. La mano di chi, dice Arcuri:

congiura con trame e attentati perché nulla cambi e il peggiore dei mondi possibili si perpetui all’infinito.

La mano, o meglio le mani di burattinai che, a ben guardare dietro le quinte, hanno spesso avuto il grembiule dei massoni e il volto dei servizi segreti. E non solo italiani.

Ormai non è più un abusato luogo comune del complottismo - afferma Arcuri - intravedere dietro i tanti misteri italiani l’onnipresente ombra della Cia.

La Cia e l’Mi-6 inglese, infatti, avevano predisposto fin dall’immediato dopoguerra una rete militare clandestina in tredici paesi Nato e in altri non aderenti al Patto atlantico. In Italia, spiega il giornalista in conclusione:

la copertura di un’iniziale struttura occulta di difesa, ha favorito il passaggio alla fase offensiva: il terrorismo, da piazza Fontana in avanti, è diventato strumento di una strategia finalizzata a diffondere orrore e paura per attribuirne la responsabilità ai “rossi” anche stimolando la loro reattività. Lo confermano le inchieste, puntualmente, depistate, su stragi e tentati golpe. Circa gli ispiratori, non può essere un caso che tutti gli imputati, da Borghese al capo del Sid Miceli passando per il colonnello Spiazzi della Rosa dei Venti, si siano trincerati dietro il segreto militare, sostenendo di agire con avalli soprannazionali”.

Il lupo perde il compasso ma non il vizio, verrebbe da dire a proposito degli ultimi scandali Sismi e Telecom. Perde il compasso? Forse nemmeno, visto che Gelli è ancora in libertà...

gek

Battaglia Comunista

Mensile del Partito Comunista Internazionalista, fondato nel 1945.

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