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Home ›Il dominus mercato impicca le “merci avariate”
A Casalmoro, in provincia di Mantova, un operaio a seguito di uno sfratto si toglie la vita. La dura legge del mercato, la cieca e bendata follia - altro che Dea Bendata, quella gira al largo dai poveracci, dai proletari - si è abbattuta ancora una volta su fragili spalle.
”Nessuno resterà indietro”, sbrodolavano con le loro lingue velenose. Loro di sicuro non staranno indietro, con le loro pance piene come maiali (ai quali, maiali, chiediamo scusa), il loro conto in banca, le loro ville; non perderanno certo tempo a cercare una corda da mettersi attorno al collo. Questo tempo lo impiegano volentieri a cercare le corde per cingere i colli dei sempre più poveri operai.
I quali, vengono svuotati di ogni energia vitale in forma di valorizzazione della forza-lavoro (plusvalore) che crea ricchezza e capitale, il biberon da cui la borghesia si nutre in continuazione. Ma succede che questo perverso giochino borghese entra in crisi, dibattendosi all'interno delle sue insanabili contraddizioni, e allora i soliti porci cominciano a restringere sempre di più il cosiddetto welfare. Le forbici la fanno da padrona. I tagli di ogni tipo fanno invidia anche ai sarti e alle firme più celebri.
Si può cominciare, dall'elemosina del reddito di cittadinanza, che viene raso al suolo per essere sostituito con altri interventi, che dire truffa è un eufemismo (Assegno di Inclusione e Supporto Formazione lavoro), che fanno risparmiare allo stato tre miliardi di euro all'anno. La sanità è ormai ridotta a un vero colabrodo con liste d'attesa che vanno alle calende greche; a Teramo, per dire, per un “Eco(color) Doppler dei vasi sovraortici” ci vogliono 861 giorni. La spesa, sempre nella sanità, rispetto al Pil che era arrivata fino al 7% scenderà gradualmente al 6%; mentre contemporaneamente salirà la spesa per armamenti dall'1,5% al 5%! Gli interventi per le fasce più deboli vengono quasi del tutto smantellati per ingrassare le società energivore (elettricità e fossili, petrolio ecc.). Il cosiddetto Bonus Bollette per le famiglie più bisognose, quest'anno scenderà alla ridicola cifra di 115 euro: la “bellezza” di 9,58 euro al mese; ¼ di caffè al giorno.
E adesso la delusa bionda si ritrova con il suo dolce amore Trump (che manco l'ha avvertita), il pacifista e massacratore (l'ha detto lui: “stiamo massacrando l'Iran”) guerrapendaglio da forca insieme al suo degno compare e criminale di guerra Netanyahu, che ha scatenato l'ira di Dio facendo salire di un sol balzo il petrolio di 10 euro al barile (+9%) e il gas del 38%.
A chi si rivolgeranno i proletari adesso che le bollette e l'inflazione riprenderanno a correre? Al Cristo che si balocca nei cieli? Ma in tal caso mai preghiera fu esaudita, perché il gas e il petrolio son sordi e non sentono le preghiere di noi poveri cristi. Si rivolgeranno allora ai loro governanti che imperterriti continuano a stendere tappeti rossi alla classe padronale? Governanti che imperterriti continueranno a baciare il fondo schiena al padrone americano. E i più baldanzosi al massimo si spingeranno a dire che questa succube politica servile è contro l'Europa. Ma “chissenefrega dell'Europa”, sì, non è elegante.
Neanche crepare di freddo con bollette supercare è elegante; quindi, chissenefrega dell'Europa, perché il caro vita è sempre scaricato sulle spalle degli ultimi della ruota del carro: i proletari. Com'è successo con il Covid, com'è successo con l'altra guerra dell'altro criminale Putin, il quale adesso, pur essendo l'Iran compagno di strada nella guerra tra imperialismi, gongola per l'aumento in simultanea di petrolio e gas.
Il perverso “gioco” dei criminali di guerra si abbatte come un maglio sulle già deboli spalle del proletariato internazionale. Da una parte c'è chi brinda a champagne ad ogni bomba o missile che colpisce il bersaglio; dall'altra ci sono i corpi maciullati dei soliti poveri cristi, di bambini e bambine venuti al mondo per essere cancellati da un democratico missile, per la gioia dell'americano e del russo nella loro folle follia imperialistica, che massacra ogni ostacolo che si frappone al raggiungimento dei loro interessi.
È la barbarie di un sistema basato sul profitto, sullo sfruttamento delle classi più deboli, ovvero del proletariato. Nella ricca Europa, nel ricco Occidente, nella ricca Italia, nella “civiltà“ delle civiltà, accade che una mattina si ripiomba nell'incubo sociale nella distopia di un meccanismo che trita tutto. Allora la vita di un 56enne che non è in grado di pagare un affitto vale appunto 400 o 500 euro. Un triste (?) giorno per lui appeso penzoloni con una corda intorno al collo che, pian piano, gli toglie gli ultimi respiri, l'ultima triste agonia di una vita che dice addio a un mondo spietato; sì, spietato e senza alcuna pietà, perché il suo ultimo respiro si sposa con l'altro respiro, ma di sollievo, del proprietario dell'alloggio. La morte dell'uno è la gioia dell'altro. Non conta se consapevole o inconsapevole.
Se ne va comunque in compagnia, perché negli ultimi mesi l'hanno preceduto altri casi, altre impiccagioni. A Sesto S. Giovanni, a Grosseto. A Sarzana in provincia di La Spezia, il 4 febbraio un uomo che viveva da solo e aveva delle fragilità, all'arrivo dell'ufficiale giudiziario, la legge è legge, si è tolto la vita. Il sacrificio di una vita val pure una pigione.
Ma c'è anche chi resiste al degrado di una vita sempre più degradante come i clochard che dormono nei loculi del cimitero di San Cataldo a Modena. Loro hanno resistito all'uso della corda firmata a fuoco. Corde Doc: Dittatura d'Origine Capitalista. La dittatura imperialista, americana, europea, russa e cinese che sia che sta seppellendo il mondo di macerie nel suo degrado senza fine e che solo la forza organizzata del proletariato mondiale può arrestare, se esso stesso non vuole perire in queste “sansonate” di questi criminali. Mai parola d'ordine è più attuale del grido di Marx ed Engels: Il proletariato non ha nulla da perdere fuorché le proprie catene!
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