I produttori di latte protestano e i proletari pagano

Da Bruxelles è in arrivo un taglio di 215 miliardi di lire sui fondi comunitari indirizzati all’Italia come aiuti all’agricoltura. Si tratta di una semplice ritorsione per il mancato pagamento della corrispondente somma di multe - non ancora versate - per le famose quote latte non rispettate da circa 15 mila produttori italiani.

Se i produttori di latte ancora in mora non si metteranno in regola al più presto, pagherà lo Stato, cioè i “cittadini” proletari i quali, direttamente o indirettamente come al solito, hanno fino a oggi già coperto 3.600 miliardi per le annuali multe sulle quote latte. A ciò vanno aggiunti altri balzelli imposti, comunitariamente, dai trattati agricoli.

Mentre un terzo dell’umanità è costretto alla fame, la riduzione delle produzioni agricole attraverso l’imposizione e il controllo delle quote si presenta - secondo le logiche del capitalismo - come l’unico modo per evitare una superproduzione (che il mercato non assorbe per mancanza di clienti paganti, nonostante i loro bisogni!) e quindi una caduta dei prezzi e dei profitti. I prodotti alimentari non differiscono per nulla da ogni altro prodotto e oggetto-merce.

Battaglia Comunista

Mensile del Partito Comunista Internazionalista, fondato nel 1945.

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