Storia vissuta

Corrispondenza di un compagno da lungo tempo a noi vicino

Nell'aprile 1945, quando Torre Annunziata era già stata “liberata” da ormai due anni dai tedeschi e occupata dagli alleati, alcuni giovani ebbero la fortuna di apprendere della brigantesca manovra operata a Lione, in Francia, nel 1926 da alcuni militanti del giovane partito comunista d'Italia nato dalla scissione di Livorno nel 1921 dal PSI, capeggiata da un loro dirigente (Gramsci) che esprimeva idee marxiste miste a filosofiche e che aveva personalmente ipotizzato un partito organizzato in cellule di fabbrica. Di ritorno dalla Francia, dove appunto a Lione si era svolto una specie di congresso truffa o colpo di stato per estromettere la segreteria di Livorno, questo dirigente venne arrestato dalla polizia fascista e condannato a molti anni di carcere dal tribunale. Il presidente Isgrò che non capiva assolutamente niente di comunismo disse: “Dobbiamo impedire a questo cervello di pensare”. Fu allora che nacque la famosa leggenda del partito di Gramsci e Togliatti, voluto dalla tattica manovrista internazionale di Stalin.

Tornando a a quei giovani di Torre Annunziata, alcuni dei quali avevano provato il carcere ad opera dei fascisti, essi si ritrovarono nelle celle carcerarie ad opera degli sgherri del partito cosiddetto comunista di Gramsci e Togliatti, voluto dal padrone di Mosca. Questi giovani, invece di essere reclutati da questo falso partito comunista, aderirono alla fine della guerra alla impostazione politica del nascente Partito Comunista Internazionatista, il cui giornale era Battaglia Comunista. Muovendosi sulle direttive di questo nuovo partito, contestavano tutte le manifestazioni e le affermazioni, ispirate da Mosca, nell'ambito della strategia della Guerra Fredda.

Vada l'esempio per tutti: una mattina, sui muri di Torre Annunziata si vide attaccato un grande manifesto il cui titolo era: “Né con Stalin. né con Truman, ma con il proletariato di tutto il mondo”. Questo episodio fu la goccia che fece traboccare il vaso, nel senso che la locale sezione del partito di Gramsci e Togliatti prese spunto da una protesta organizzata dal Partito Comunista Internazionalista contro il caro-vita, per denunziare alla polizia le “azioni illegali” di questo gruppo di giovani. Gli sgherri del partito di Gramsci e Togliatti arrivarono ad essere le spie della polizia: Vergogna!

Gli stessi giovani internazionalisti, usciti dal carcere, continuarono compatti la loro lotta contro il revisionismo togliattista finché nel 1952 si verificò una grande disgrazia per il partito internazionalista: la scissione. Fu allora che questi giovani si divisero. Chi aderì al giornale Programma Comunista e chi restò con Battaglia Comunista. Fu allora che il rinnegato Togliatti disse: “gli internazionalisti sono un pugno di sbandati”. I due gruppi “opposti” erano guidati da due grossi calibri, della stessa statura politica. Ma ci fu qualcuno che non ha mai accettato la scissione e, dopo una breve sbandata, con i maoisti, è ritornato, e fino alla morte, con gli internazionalisti di Battaglia Comunista.

FP

Battaglia Comunista

Mensile del Partito Comunista Internazionalista, fondato nel 1945.

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