Guerra e pace, pace e guerra: due facce della stessa medaglia imperialista

Un mondo sempre più dilaniato da guerre, ben 59 gli scannatoi sparsi nel globo; centinaia di morti tutti i giorni, sull'altare del profitto. Scontri senza esclusione di colpi e macelleria sociale fra imperialismi d'oriente (Cina, Russia, Iran e Corea del Nord) e d'occidente (Usa, Israele, Europa, ecc.).

Qualcuno si era illuso che Trump, bombardiere al pari di Netanyahu, fosse veramente interessato alla pace. Al futuro premio Nobel della pace non gliene fotte nulla, lui pensa solo al suo denaro e a quello della sua classe; lo difende dall'alto dei suoi armamenti, schierati minacciosamente contro chiunque osi porli in discussione.

Ora i due criminali, promettono la “pace eterna” ai palestinesi - la loro vera aspirazione - perché oltre alla “riviera”, i loro occhi guardano alla borsa di dollari dei giacimenti gasiferi palestinesi.

In questo quadro si inserisce la Flottilla e, com'era facilmente prevedibile, è finita come “doveva finire”: solo gli ingenui, politicamente parlando, potevano illudersi, se in buona fede, che sarebbe finita diversamente, che la borghesia israeliana, sterminatrice come e più delle altre borghesie, avrebbe ascoltato l'appello umanitario per mettere fine al macello di Gaza.

Israele ha sempre agito nella più totale impunità, con la copertura degli USA e la connivenza della UE, degli stati arabi.

Chi si aspettava questo, non ha capito la natura della borghesia, non conosce le cause profonde della guerra, di questa come delle altre, cioè la crisi pluridecennale del capitalismo.

E' una crisi che, nonostante l'intensificazione dello sfruttamento, dell'oppressione, l'impoverimento e il saccheggio sia del proletariato che dell'ecosistema, non è e non può essere superata: solo una guerra generalizzata può farlo, ammesso che poi il mondo possa essere ancora vivibile.

E' giusto scioperare contro lo sterminio di Gaza, ma non per sostenere una delle borghesie corresponsabili di questo stermino, anche se in scala quantitativamente minore: il sindacalismo di base che appoggia la cosiddetta “resistenza palestinese” - guidata dal fascio-islamista Hamas - espressione a sua volta del fronte imperialistico di Cina-Russia-Iran.

E' giusto scioperare contro la guerra, ma non per difendere la pace così com'è – la CGIL - cioè quella della borghesia, perché è questa pace che prepara inevitabilmente lo scoppio delle guerre.

Oggi, l'attenzione è focalizzata su Gaza, ma non dimentichiamo le altre guerre, a cominciare dall'Ucraina, tutte scatenate dai contrasti sempre più aspri tra i fronti imperialisti: quello “Occidentale” - nonostante i contrasti interni – e quello “Orientale”, di cui si parla sopra.

Scioperare, lottare contro il capitalismo e le sue guerre, per sotterrarlo, rompendo i guinzagli sindacali, creando i propri organismi di lotta dal basso: comitati di sciopero, assemblee di lotta ecc.; questa è la via, non c'è alternativa.

Guerra alla guerra! Nessuna guerra, se non di classe!

PCInt.- Battaglia comunista della Tendenza Comunista Internazionalista

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Giovedì, October 2, 2025