Volantino: SI ALLA LOTTA DI CLASSE CONTRO UNA SOCIETA' DI SFRUTTAMENTO E MORTE

L’inflazione ha abbassato pesantemente il nostro potere d’acquisto, i contratti (se rinnovati...) non recuperano il rialzo del costo della vita; l'aumento dello sfruttamento, del lavoro nero, precario, quello dei più anziani è l’unico dato che aumenta. I disastri ambientali colpiscono drammaticamente anche qui, nei paesi “avanzati”. Sulla pelle e con la pelle dei lavoratori, in Ucraina, in Palestina, in Sudan e in altre aree del mondo, si combattono guerre feroci: i soldi trovati per finanziare i conflitti, non si trovano mai per le esigenze della maggioranza della popolazione, il proletariato.

La casa è un problema assillante per larghi settori del proletariato e persino di piccola borghesia. La manovra del governo – in continuità con quelli passati – taglia ancora la sanità, la scuola/università e i servizi pubblici in genere, resi sempre più succubi alla logica aziendale. Il governo ha già inasprito, la legislazione repressiva contro chi sciopera e protesta. In breve, l’unica stella polare della società sono gli interessi dei padroni.

Le guerre non sono un semplice episodio. Al capitale non bastano più le vecchie ricette - compressione dei salari, precarizzazione, delocalizzazione, saccheggio dell'ambiente: quello che si prepara è uno scontro tra classi dominanti a livello internazionale, tra imperialismi contrapposti, ma lo scontro lo pagano e lo pagheranno solo ed esclusivamente i dominati. In questo scenario, com'è possibile pensare di affrontare la situazione indicendo scioperi con largo anticipo, rispettosi delle compatibilità e corredati da una lista di obiettivi irrealizzabili dentro il sistema capitalista? Se lotta dev’essere, che sia lotta economica vera!

Scioperare per respingere le aggressioni dei padroni e del loro Stato è il primo passo; superare le divisioni di settore il successivo; costituire comitati di sciopero che tolgano l’iniziativa alle litigiose chiese sindacali, è quello dopo ancora. L’iniziativa di lotta, se partirà, partirà dal basso, non dall’alto delle gerarchie sindacali. Ma perché possa davvero “far male” ai padroni deve rimanere nelle mani di chi l’ha espressa, attraverso delegati eletti dai lavoratori in sciopero, revocabili in ogni momento.

La situazione odierna è frutto della crisi storica del capitale. Noi, classe lavoratrice, non possiamo aspettarci di uscire definitivamente dalle secche in cui ci troviamo, se non ci libereremo dalla schiavitù del lavoro salariato. Solo le guerre generalizzate fanno ripartire nuovi cicli economici per il capitale, ma noi altre guerre non le vogliamo. Scioperiamo contro l'ennesima manovra anti-proletaria, la guerra e le politiche finalizzate al riarmo, ma anche contro la pace borghese, che lascia inalterate le cause della crisi e prepara lo scoppio di altre guerre

Per questo lanciamo un appello a coloro che, facendo propri i principi dell'internazionalismo, contro ogni forma di nazionalismo, si muovano insieme contro le guerre di tutte le borghesie – comprese le cosiddette “resistenze popolari”: per es., Hamas - agitando tra il proletariato la necessità della lotta contro il capitale e le sue guerre, costruendo comitati la cui bandiera sia: NO ALLA GUERRA IMPERIALISTA, SI ALLA GUERRA DI CLASSE; le nostre armi sono la coscienza di classe, le lotte proletarie, gli organismi che da esse nascono per guidarle.

Se la lotta di classe proletaria è indispensabile, da sola però non basta; occorre la presenza del partito rivoluzionario internazionale, alimentato dalle lotte e che a sua volta le orienti politicamente, per affossare definitivamente questo sistema basato su sfruttamento, guerra e devastazione dell'ecosistema. O lui o noi.

PCInt. - Battaglia comunista, affiliato alla Tendenza Comunista Internazionalista

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Venerdì, November 21, 2025