Referendum: solo fogna mediatica

Lo stato borghese ha mobilitato tutte le sue anime migliori in un duello all'ultimo sangue: il referendum sulla separazione delle carriere. Amazzoni e cavalieri, con e senza macchia (si fa per dire), mobilitati per il trionfo della democrazia e delle libertà... borghesi. Mentre la casa dei proletari brucia: di nuovo diesel e benzina alle stelle; a ciò seguirà, come al solito, una raffica di aumento dei prezzi dei generi di prima necessità, e non solo. Insomma di nuovo inflazione e salari sempre al palo. Sempre fermi, rigorosamente fermi, immobili.

Una rincorsa infinita senza che mai si intraveda il traguardo. Eppure mentre i salari scendono, la speculazione e gli extra profitti salgono. I pescecani della finanza alzano subito i prezzi al solo bisbiglio dell'aumento del barile di petrolio come se le scorte fossero ridotte a zero. Questa è la semplice conferma che per la borghesia la sentenza latina: “morte tua, vita mia”, è la vera ragione di esistenza; dove per morte si deve leggere lo sfruttamento fino all'ultimo sangue del proletariato. Questa giostra del sali/scendi, si svolge in realtà solo all'interno di una infinita discesa. Una infinita discesa nel vortice della crisi del sistema capitalista che, quando va bene ti tratta da schiavo “nobile”, e quando va male ti dà un calcio nel culo.

Allora i tagli del salario non bastano e quindi si assalta la sanità, la scuola e tutto il welfare riducendoli a brandelli. Contemporaneamente scoppiano guerre facendo diventare realtà “la morte tua, vita mia”, nel senso più concreto del termine. Il capitalismo avvolto nella sua crisi infinita e con a capo criminali di ogni risma - da Netanyahu a Trump a Putin, per fermarci ai più in voga - scatena guerre.

Guerre d'ogni specie, ma, guerre di rapina di cui, la più alta in grado, è la rapina di plusvalore, senza confini e d'ogni donde. Patria o nazione, hanno un solo colore; il colore dei soldi il profumo nauseabondo del profitto; il dolce tintinnare, per i padroni d'ogni risma, dello sfruttamento e quindi del pluslavoro delle braccia e dei corpi del proletariato. Fanculo la Patria e la nazione; fanculo i patrioti e gli sciovinisti. Ditelo a quei fanciulli a cui avete sparato proiettili di democratiche patrie criminali, quei bimbi che non hanno mai visto un raggio di sole e che avete triturato a decine di migliaia nel nome del sacro Dio Profitto e della sacra Patria.

Ed ora, e sempre, nel nome dei vostri sporchi interessi imperialistici, nel nome della vostra merda del dominio imperiale, del vostro dominio criminale che tutto soggioga ai vostri tesori, ancora una volta mettete a ferro e fuoco ogni cosa che vi si pari innanzi: dalla natura fino al genere umano, donne fanciulli e vecchi, non fa alcuna differenza.

Sono i soliti amici (Usa, Israele) dei soliti governanti, che a turno si scambiano la poltrona (oggi Meloni, ieri Conte, Renzi e Berlusca) e, a turno, si insultano. È il solito gioco delle parti, solo un ruolo non cambia mai: lo sfruttamento e la schiavitù del lavoro salariato della classe operaia.

E mentre, come già si diceva, le condizioni di vita e di lavoro peggiorano vieppiù, la grancassa democratica è all'apice del suo frastuono sul Referendum sulla giustizia. Molto caro alla destra più retriva, che vuole incapsulare sempre più anche i più timidi tentativi di lotta dei lavoratori, con interventi anche i più autoritari, come i decreti sicurezza.

Le montagne di merda democratica costituzionale inondano televisioni, giornali e ogni tamburo atto a rimestare le cloache dei duelli libertari. Alleluia! L'urna della democrazia è nelle mani del “popolo”. Il “popolo” oppresso e sottomesso dal maglio della dittatura borghese che forgia, giorno dopo giorno, le coscienze a sua immagine e somiglianza.

La propaganda, una vera e propria produzione di ideologia, idee e cultura borghesi, che fanno da sovrastruttura, appendice, della struttura materiale, ovvero economica, riconducendo il tutto ai bisogni economici di esistenza del proletariato.

Alleluia! La poderosa macchina delle idee e del consenso guidata e manovrata dalla classe dominante. La produzione di consenso che, rispetto al passato, ha molti più tentacoli. Campagne elettorali che movimentano centinaia di milioni di euro; financo miliardi di dollari, alla faccia dei poveri, degli sfruttati e di chi muore di fame.

Il referendum sulla giustizia, come quelli precedenti, con il giochino del Sì e del No lascerà per il proletariato le cose immutate dal punto di vista sostanziale: la legge è legge. Ma la legge è la legge scritta dalla classe dominante, ovvero la borghesia. Come la Costituzione, la legge delle leggi: il Santo Graal al servizio dei padroni e dello sfruttamento di classe, che mai ha impedito guerre; che mai ha impedito povertà e miseria; che ha sempre fatto del diritto giuridico, nazionale o internazionale che sia, il diritto delle classi dominanti, il diritto del più forte: i parassiti e putrescenti borghesi che continuano a succhiare il sangue/plusvalore delle classi oppresse. Fanculo i vostri referendum che non cambiano neanche di un millimetro la vita di chi stenta tutti i giorni a mettere in bocca un pasto decente. Fanculo al governo, che fa la carità prendendo per i fondelli con il decreto sulle accise dei carburanti per venti giorni, tagliando al contempo sulla sanità ecc. Il classico intervento pro Referendum.

Fanculo alla cosiddetta opposizione e sindacati tutti, che non muovono un dito contro queste politiche affamanti. Sinistra e sinistruncola che gioca sullo stesso ring/quadrato delle leggi borghesi, e che, al contrario dei super reazionari alla Meloni-Tajani-Salvini, si battono al massimo per imbellettare e infiocchettare i cordoni del ring, che, però, devono rimanere al loro posto per tenere rinchiusi e in gabbia i proletari.

Anni e decenni di esperienza hanno insegnato a sufficienza che la strada democratica (borghese), non porta da nessuna parte e continua a mantenere lo status quo. Anche il referendum, spacciato per il non plus ultra democratico, al di là di sporadici, parziali e sempre temporanei risultati (per esempio, l'aborto, il nucleare) - che, in definitiva, rafforzano anzi l'illusione democraticistica che con il referendum la “cittadinanza” possa davvero decidere - lascia inalterato il meccanismo di comando e di sfruttamento della società borghese: lo stato di schiavitù salariale, lo stato di classe subalterna, sfruttata e oppressa. L'unica prospettiva del sistema capitalista imperialista è la guerra con milioni di morti. Gli incendi che ormai ogni giorno scoppiano e divampano in diverse parti del mondo ne sono il preludio. Per questo noi diciamo no alla guerra del capitale, no alla guerra dei padroni, sì alla guerra di classe del proletariato sfruttato. Sì alla costruzione dell'organizzazione rivoluzionaria del proletariato. Bisogna lavorare dunque senza più perdere neanche un attimo alla costruzione del partito che, unico, può guidare la classe alla riscossa.

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Venerdì, March 20, 2026