Niente aiuti, solo armi

Il 9 aprile, la premier Meloni è intervenuta alla Camera. Nel suo discorso, ha proposto di sospendere il Patto di Stabilità, che vincola la spesa pubblica al livello del debito (3% Rapporto debito-PIL).

Subito è giunta la risposta negativa di Bruxelles: manca la “grave recessione” richiesta per la sospensione, così ha dichiarato il commissario europeo all’Economia Valdis Dombrovskis.

Con la guerra in Iran, il costo di diesel e benzina, hanno raggiunto prezzi di 2,2 euro al litro per il primo e 1,8 euro al litro per la seconda, nonostante il temporaneo taglio delle accise.

Dato che benzina e gasolio son impiegati per alimentare i trasporti pubblici e di merci, questo avrà una ricaduta sui già alti prezzi dei beni di prima necessità.

Come sempre, a pagare questi aumenti siamo noi lavoratori che vediamo i nostri stipendi già divorati da anni di inflazione, venire sempre più erosi dall’ennesimo aumento del carovita.

Ma la situazione ancora non è abbastanza grave per permettere sconti: “Bisogna tener conto del bilancio!” Ci dicono! Ma allora quando si può agire, quando si può spendere senza tener conto del Bilancio?

Quando bisogna preparare la morte di intere generazioni!

L’imperialismo europeo deve dotarsi di un esercito entro il 2030 e così a Marzo 2025 viene presentato il piano “Rearm EU” (“Riarmare l’UE” ) ovvero un piano di investimenti da 800 miliardi interamente destinati all’industria bellica. Questa cifra è da raggiungere anche con esenzioni dal Patto di Stabilità, esenzioni mai concesse quando si trattava di spese nel welfare.

La Germania è stata la prima a dare l’esempio gettando al vento ogni rigore fiscale, arrivando ad eliminare persino i vincoli costituzionali alla spesa pubblica, pur di investire 850 miliardi a debito per il proprio riarmo.

Ovviamente questi debiti andranno ripagati e anche in questo caso saranno i lavoratori ad esser sacrificati con tagli a sanità, pensioni, scuola ecc.. Quest’ultima diventa persino una riserva di manodopera gratuita, come dimostra l’ultima riforma del ministro Valditara che taglia ore di lezione negli istituti tecnici per aderire alle “esigenze formative delle imprese”. (Ovvero le esigenze di profitto dei padroni)

Quando si chiedono aiuti e sollievi, i soldi son sempre da razionare, quando invece bisogna difendere i padroni, e il loro Stato, la loro Patria, allora i rubinetti sono sempre aperti!

LAVORATORI, IL NOSTRO SUDORE, IL NOSTRO SANGUE È USATO PER PREPARARE IL NOSTRO MASSACRO!

Intanto, i falsi amici dei lavoratori, i “partiti di opposizione” e i sindacati, continuano a diffondere il loro veleno ideologico, soffocando le rivendicazioni dei lavoratori; in nome della loro “legalità” impediscono agli scioperi e alle lotte di espandersi e di colpire tutti i settori ritenuti “vitali”. Nella democrazia borghese il diritto del padrone vale quanto quello dello sfruttato!

Alla pacificazione democratica di sindacati e partiti borghesi opponiamo la lotta di classe!

Alle guerre imperialiste che questi briganti preparano opponiamo la guerra di classe!

Oggi più che mai dobbiamo costruire il Partito rivoluzionario, unico nostro strumento per difenderci e opporci a questo sistema di barbarie e morte!

Studenti, lavoratori, sostenete questa lotta: leggete e diffondete la stampa del vostro partito!

SE NON LOTTIAMO ABBIAMO GIÀ PERSO

Domenica, April 12, 2026