Contro i padroni, senza il sindacato, il potere al proletariato!

Il 29 Maggio una parte dei sindacati di base ha proclamato lo sciopero generale.

I temi dell'indizione sono sempre i soliti. Elenco di richieste impossibili da ottenere in questa società (forti aumenti dei salari e pensioni, contro il lavoro precario, edilizia popolare ed etc..)

Inoltre, per non essere da meno rispetto allo sciopero precedente del 18 Maggio - indetto dal Usb -, supportano e solidarizzano con la missione Global sumud flotilla.

Non ci stancheremo mai di dire che il tempo del riformismo è moribondo, sia politicamente che sindacalmente, e che mai può rappresentare una via verso il cambiamento rivoluzionario della società. La crisi del sistema ha ristretto i margini di rivendicazione svuotando il riformismo dei suoi obiettivi e facendo delle rivendicazioni, molto spesso, un esercizio di protesta senza speranza.

Il riformismo contribuisce a confondere e dividere il proletariato. Il che non significa rinunciare alle lotte, perché una classe che non lotta nemmeno per le sue condizioni contingenti non è una classe e, se non altro, si dimostra l’incapacità del sistema di soddisfare il minimo delle necessarie esigenze dei lavoratori.

Questa società è in crisi di profitti, se un tempo poteva dare alla classe lavoratrice qualche briciola/elemosina sotto forma welfare statale ecc..., ora, tutto ciò non è più possibile! E’ la fase in cui avviene il contrario: le briciole non vengono più elargite, nemmeno con lotte e scioperi burletta, ed è il capitale che attacca le condizioni di vita del proletariato. Come? Con la precarietà del lavoro, i licenziamenti, le morti sul lavoro,i tagli ai sussidi sociali, crescente disoccupazione giovanile, aumenti di tasse per lavoratori dipendenti e pensionati, tagli alle pensioni ed al cosiddetto stato sociale: questi sono i frutti avvelenati che ci riserva questa società putrescente e fallita che non va riformata, ma va abbattuta!

L'insufficienza di profitti spinge sempre più gli stati borghesi a conflitti in giro per il mondo con sempre maggiore intensità, e ciò dimostra che ci si avvicina rapidamente alla guerra mondiale del capitalismo.

La nostra risposta dev'essere il disfattismo rivoluzionario. Contro la guerra, per la guerra di classe !

Certamente non saranno le missioni umanitarie-interclassiste a fermare i massacri che subisce il proletariato palestinese. Quelle missioni poi finiscono per schierarsi da una delle due parti borghesi in conflitto - vedi appoggio incondizionato alla resistenza palestinese, cioè con i clerico-fascisti borghesi di Hamas, armati e finanziati da un regime ultra clerico-fascista come la Repubblica degli ayatollah.

Bisogna rifiutare la logica degli scioperi dimostrativi, per affermare la necessità di convocare lotte vere, ad oltranza! I lavoratori devono auto-organizzarsi sul posto di lavoro, in COMITATI DI LOTTA fuori dal controllo sindacale. In questo modo si può iniziare a recuperare quel senso di comunità di classe capace di vedere oltre l'orizzonte sempre più ristretto del capitalismo, verso una società senza classi né frontiere.

Dobbiamo avere la precisa coscienza che, fino a che sussisterà il sistema del profitto e vigeranno le ferree leggi del capitale , le sue crisi saranno di anno in anno sempre più gravi e devastanti. E' un futuro di maggiore sfruttamento, di fame, di guerre e miseria quello che questa società riserva a noi lavoratori salariati .

Lo slogan che deve circolare tra noi sfruttati in quanto forza-lavoro è:

Contro i padroni, contro il sindacato e il suo impossibile riformismo, il potere al proletariato!

Proletari , rilanciamo il conflitto di classe e rafforziamo il Partito Comunista internazionalista!

Mercoledì, May 20, 2026