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Home ›Il criminale genocidio di Israele: i bambini presi di mira intenzionalmente
Checché se ne dica, non è tutta merda ciò che, anche ad un distratto sguardo di un semicieco, appare, perché invero, se rovistate bene, potreste rimanere sorpresi e scoprire boccioli di gemme d'amore vero.
Insomma si assiste oramai ad un gioco che ripete senza fine i soliti show di distrazione di massa. L'inflazione aumenta, le buste paga hanno perso quasi il 9% negli ultimi anni, le condizioni di lavoro peggiorano, il potere d'acquisto perde sempre più terreno, la sanità va a rotoli e con essa i proletari e le classi più povere; le guerre continuano con il pesante fardello di morti, ma il circo non può fermarsi: “the show must go on”, lo spettacolo deve continuare. Pur nella sua macabra rappresentazione.
Come macabri sono pure i silenzi, le cose che si nascondono volutamente. È infatti passata sotto silenzio, a parte pochissimi giornali, la notizia dei bambini presi di mira volutamente da Israele sia a Gaza che in Cisgiordania. È quanto emerge da un'inchiesta della Commissione internazionale indipendente delle Nazioni unite sul Territorio palestinese occupato, compresa Gerusalemme est, e Israele. Danni collaterali? Danni collaterali un cazzo! Ammazzati con l'intenzione di ucciderli apposta, fin da piccoli. Colpirli scientemente e scientificamente. Danni sì, senza alcun dubbio. Danni da capitalismo. E mentre i criminali e i loro complici dedicano paginate e paginate a parlarci di delitti passionali ecc. come ad esempio quello di Garlasco che dopo ormai vent'anni vede tutti i media profondere ogni goccia di “impegno professionale”, si fa per dire, molto per dire, fino a spaccare (e non diciamo altro...) i particolari delle indagini in atomi e in protoni, fanno silenzio assoluto su assassini e macelleria di massa.
Ora, con tutto il rispetto per ogni vita spezzata da balordi, che vivono e si nutrono di una società, capitalista, che sempre più scivola nella barbarie, e anzi proprio per questo, non vi è nessun paragone che possa equiparare la morte di una persona a quella di migliaia di vittime di bambini innocenti che stanno venendo al mondo, infame, aggiungiamo noi. Infame fino al punto che questo paragone lo si fa ogni giorno, ma, ribaltando il tutto: un morto “nostro”, nel senso di “”bianco, civile e occidentale”, vale molto di più di 20mila bambini, vale almeno “millanta e uno” proletari mandati a morire nelle trincee degli interessi dell'imperialismo criminale. Vale “millanta e una” pagine di giornali di televisioni, di maledetti social; coscientemente o inconsciamente, questo non fa differenza alcuna, perché tanto alla guida del tram della morte c'è sempre la borghesia.
Ma le sirene borghesi della Maga Circe ci parlano di libertà e di democrazia, la melodiosa democrazia israeliana che in siffatto merdaio infernale, continua a regalare fulmini che inceneriscono vite... in un lampo. Vite non utili all'accumulazione del capitale; vite di cui il processo produttivo capitalistico può tranquillamente fare a meno. Perché questa è la democratica società capitalista: nessuna vita è utile se non crea ricchezza per il capitale, se non produce plusvalore, se non produce profitto. Ma i subumani borghesi e le loro corti continuano a difendere Israele e la sua democrazia borghese o capitalistica, come la chiama Lenin; che ovviamente nella fattispecie è del tutto campata in aria. Nel senso che nello stato di Israele vige un ferreo controllo dittatoriale su ogni aspetto, che davvero conta, della vita sociale ed economica, per non parlare dell'apartheid. Il tutto ammantato come democrazia. La democrazia borghese, che è sempre il “miglior involucro” delle classi dominanti per opprimere le classi subalterne. Qui però ci troviamo, come già in passato è più volte accaduto, di fronte ad un totale parossismo della forma mentis propria del capitalismo, che nella sua esasperata mania di grandezza (sempre riconducibile agli sporchi interessi borghesi), calpesta qualunque cosa si frapponga al trionfo dei suoi interessi di classe. In questo caso individuando il nemico perfetto nei palestinesi. Da qui nasce la minuziosa ricerca “del bambino, della bambina” gazawi, che: “Secondo gli investigatori (della Commissione Indipendente Onu, Ndr) l'esercito di Tel Aviv ha preso di mira in maniera deliberata...” (Il Fatto Quotidiano 23/6/26).
Ma poi, anche rimanendo nel vostro lurido terreno, di che democrazia vogliamo parlare? Quella di chi usa qualsiasi strumento di morte per flagellare decine di migliaia di bambini, quella di chi colonizza con le “buone” o coi carri armati le terre di poveri cristi; quella di chi usa sistematicamente la tortura nelle carceri, sommata agli stupri e alle violenze di ogni genere; quella di chi usa la “dottrina Dahiya” (già denunciata da noi) che consiste nell'uso sproporzionato della forza contro chi ha osato e oserà anche tirare un sassolino contro Israele.”Causeremo danni e distruzione immensi” diceva il generale Gadi Eizenkot dell'Idf. Gaza, Libano e Cisgiordania, ne sono ampiamente testimoni.
Ritornando allo scempio e al massacro dell'esercito israeliano, solo attenendoci alle cifre ufficiali, l'ammazzatoio di palestinesi (circa 74.000), in rapporto agli israeliani uccisi il 7 ottobre del 2023, ha superato di gran lunga persino i nazisti (10 italiani per ogni nazista, contro 58 palestinesi per ogni israeliano). Anche la conta dei morti è largamente sottostimata, persino i più critici nei confronti di Israele, si attengono alle cifre ufficiali. Persino l'ultimo studio della rivista scientifica The Lancet è passato nell'oblio. Eppure sono numeri “importanti” che rivelano tutta la malvagità del capitalismo, di cui Israele fa parte a pieno titolo tra gli infami degli infami. E, a parte i numeri e a parte le potenze dominanti del periodo storico determinato, Israele non sfigura affatto a fianco della Germania di Hitler. Ma, d'altronde, piccoli e grandi Hitler sono nel grembo della madre patria capitalista borghese. Queste sì che sono teste da tagliare. Teste e grembi da cui nascono tutte le miserie e le tragedie del mondo.
Ebbene, lo studio di Lancet del 20 febbraio 2026, “intitolato Gaza Mortality Survey, stima un totale di 75.200 morti violente tra il 7 ottobre 2023 e il 5 gennaio 2025...”. (Il Manifesto 20/2/2026) Dunque ancora oggi si parla solitamente di 70/74mila morti, il che significherebbe che Israele non ha più ammazzato nessuno da un anno e mezzo a questa parte. Ma sanno tutti che il massacro è continuato e continua anche dopo la cosiddetta tregua di ottobre. “I minori di 18 anni uccisi nei primi 15 mesi di guerra sono stati 22.800...” (Ibidem); ma ad oggi i mesi di aggressione (chiamarla guerra è del tutto improprio) sono 32. Sempre lo stesso studio calcolava a gennaio dell'anno in corso che ”la cifra complessiva delle morti violente supererebbe quota 100mila, a cui andrebbero aggiunte le morti per cause indirette e i dispersi.” (Ibidem).
Sono numeri ben diversi rispetto a quelli che ci vengono “venduti” oggi, da tutti, dalla stessa Commissione d'inchiesta Onu. «... “circa il 30% delle persone uccise nella guerra di Gaza erano bambini” e tornando a denunciare “un genocidio in corso” che prosegue nonostante il cessate il fuoco in atto. Le conclusioni degli esperti Onu sono inequivocabili: i bambini non sarebbero vittime collaterali dell’esercito israeliano, _ma obiettivi “presi di mira deliberatamente_». (Ispi 24/6/26, la sottolineatura è nostra) La Commissione denuncia anche gli assassini commessi da Hamas il 23 ottobre del 2023, nei confronti di bambini israeliani. E qui sottolineiamo ancora una volta le responsabilità di Hamas, gruppo innanzitutto di potere borghese, sì, borghese al pari di Netanyahu, e come lui e la borghesia che rappresenta, profondamente anticomunisti e perfino nemici della stessa democrazia borghese, per quel che vale. Responsabilità nel massacro che ne è derivato, a seguito del suo blitz terroristico del 7 ottobre, delle decine di migliaia di palestinesi inermi obiettivi alla mercé dell'Idf. Responsabilità di criminali, al pari di Israele, perché sapevano benissimo quali sarebbero state le conseguenze. Non entriamo qui nel merito del fatto che Israele conosceva benissimo ciò che Hamas stava preparando, fino al punto da poter far insorgere il sospetto che tra Hamas e Israele vi fosse un tacito accordo, perché son tutte cose che abbiamo già denunciato più volte. Anche se in ultima analisi ciò che conta, sono i “risultati”.
E questi “risultati” accomunano sia Israele che Hamas nello sterminio sistematico di civili palestinesi. Sono entrambi sul banco degli imputati: macellai sterminatori e massacratori. Come non ricordare la straziante voce di Hind Rajab la bambina di 5 anni chiusa per giorni nella macchina sotto il tiro del carro armato che, sentendosi minacciato dalla sua flebile voce e dalle sue ferite, chiude questo duello titanico con una sventagliata di mitra contro di lei e i due infermieri della MezzaLuna Rossa che erano, finalmente, arrivati a soccorrerla? Le indagini e le testimonianze, anche satellitari parlano di 335 colpi che hanno crivellato l'auto. E che dire dell'altro grande atto eroico dei soldati del “Dei” Elohim (“Dei” perché Elohim in ebraico è plurale), o di Jahvé, e forse sarà proprio per questa confusione endemica dei loro crani “deformati” dal solito oppio religioso, che si trasformano in bestie barbare e disumane. Eccone un esempio: «Due mesi dopo il cessate il fuoco a Gaza, il 10 dicembre del 2025, un ragazzo di 16 anni del campo di Jabalia viene ucciso a colpi di arma da fuoco e poi subisce un ultimo indicibile insulto: un carro armato israeliano passa sopra il suo corpo mutilandolo.» (Il Fatto Quotidiano 26/6/26).
Sempre secondo la Commissione Onu i bambini uccisi sarebbero 20.179, circa il 30% del totale delle vittime, (vogliamo però ricordare, il rapporto di Lancet, per il quale le vittime sono ben superiori alle 100mila, e questo porterebbe il numero dei bambini uccisi a circa 30mila!); ma andiamo avanti, di questi più di 5.000 avevano meno di 5 anni; più di mille erano sotto l'anno di vita e oltre 400 erano neonati. (Ispi 24/6/2026). Non vi è però solo il dossier della Commissione Onu. C'è anche un secondo dossier “... pubblicato dalla Brown University, firmato da un medico che ha operato a Gaza, da un ex responsabile della guerra di precisione del Pentagono, da un ex dirigente del Dipartimento di Stato e dalla direttrice del progetto Costs of War. Entrambi descrivono lo stesso fenomeno: l’impiego di piccoli droni armati contro i minori.” (Il Fatto Q. 27/6/26). Questi piccoli droni sono i famosi quadricotteri dotati di telecamere elettro ottiche ad alta risoluzione, sensori termici e infrarossi; possono essere equipaggiati con fucili, lanciagranate ecc. Pensate, muovono persino le carcasse dei loro cervelli malati per trovare dei nomi a questi robot volanti seminatori di morte: bird of prey, uccello rapace; un nome in linea con la natura predatoria e famelica della borghesia. Rapace è uguale a rapire, il solco del capitale segue la medesima strada: dal rapinare lo schiavo salariato del suo plusvalore, alla rapina della vita è un attimo. L'attimo in cui i suoi interessi possono essere in pericolo.
La minuziosa analisi di cartelle cliniche, della balistica dei proiettili (chi vuole può andare a leggersi gli articoli citati), la loro angolazione di ingresso nel cranio e nel collo stabilisce con certezza che il proiettile è stato esploso da un drone. E soprattutto gli operatori addetti all'assassinio legalizzato, anche di neonati, grazie alle telecamere ad alta risoluzione vedono benissimo il “loro bersaglio”: «Uno dei casi più sconvolgenti si svolge il 12 aprile 2024, nel campo profughi di Nuseirat_. E’ l’una del pomeriggio. Una madre sta allattando il figlio, il piccolo ha_ dieci giorni di vita. Un solo proiettile attraversa la tenda, entra nella testa del neonato, esce dalla nuca e finisce sul cuscino. Il bimbo sopravvive, ma riporta gravissime lesioni cerebrali: avrà crisi epilettiche per tutta la vita...». (Fatto Q. 27/6/26). Questi quadricotteri sono prodotti dalla Elbit Systems, azienda israeliana. E questo è l'altro aspetto che vogliamo denunciare con forza, ovvero il completo asservimento della scienza ai voleri (e valori nel senso della ricchezza personale che ne deriva) della classe dominante.
Dov'è la coscienza di questi scienziati nel momento in cui producono armi sempre più sofisticate destinate a trasformare milioni di vite in ossa e ceneri, l'una accanto all'altra nel macabro circo della morte? È una coscienza che si è fatta tutt'uno con la coscienza della classe dominante. E questo vale anche quando la scienza viene messa al “servizio dell'uomo”, ma sempre sottolineando che c'è uomo e uomo, ovvero l'uomo proletario e l'uomo capitalista e che quindi questo cosiddetto “servizio” non annulla le differenze di classe, anzi, le accentua nella sua evidente difformità di trattamento. Questo “servizio” inoltre è sempre subordinato al massimo profitto. Perché nella società della schiavitù salariale, potete girarla come volete, ma non si muove foglia che il capitalismo non voglia. E chi ha i soldi può sempre fare ricorso, solo per fare un esempio, alle migliori cure e a quelle più all'avanguardia. È questo un insulto, se si volgono gli occhi e si guarda allo scempio di Gaza, Cisgiordania e Libano, non dimenticandoci mai di ciò che accade negli altri 65 conflitti nel mondo. Un insulto alle centinaia di migliaia di vittime triturate nel macina carne delle classi dominanti
Ritornando, alle piccole vittime di cui Israele fa collezione, tramite l'Idf e i suoi soldati che colpiscono crani, toraci e colli come in un videogioco; oltre ai morti bisogna aggiungere ben 44.000 bambini feriti, molti dei quali mutilati per tutta la vita. Un trofeo come soprammobile ai migliori killer di vite nascenti. Intanto vengono a passare le vacanze per decomprimersi, nelle migliori strutture turistiche italiote. Ne hanno bisogno poverini, devono pur scaricare la tensione emotiva nel bersagliare neonati. Il tutto col beneplacito del governo complice. «NEL RAPPORTO, il targeting dei bambini diventa uno degli elementi centrali per dimostrare l’intento genocidario: l’infanzia rappresenta la continuità biologica, sociale e politica del gruppo palestinese. Uccidere i bambini, mutilarli, privarli della salute, della scuola, della famiglia e della possibilità stessa di crescere significa, secondo la Commissione, aggredire il futuro dei palestinesi, spezzarne la sopravvivenza collettiva e compromettere l’esistenza stessa del gruppo.» (Il manifesto 24/6/26). E per completare il lavoro, tra il 90 e 95% di ospedali, scuole e università distrutte o seriamente danneggiate.
Questo è solo un piccolo “spaccato” delle “meraviglie” che ci offre il capitalismo e per conseguenza l'imperialismo. Abbiamo citato prima l'Università Brown University e il suo progetto Costs of war (costi della guerra). Ebbene basta anche solo un rapido sguardo al sito dell'Università per avere un altro piccolo spaccato, e sottolineiamo piccolo, in quanto questo riguarda le guerre che gli Usa hanno condotto in prima persona, che già non è poco, anche se poi indirettamente gli Stati Uniti “ci sono sempre”. «Si stima che oltre 940.000 persone siano state uccise direttamente dalle violenze belliche successive all''11 settembre in Iraq, Afghanistan, Siria, Yemen e Pakistan tra il 2001 e il 2023. Di queste più di 432.000 erano civili. Il numero di persone ferite o malate a causa dei conflitti è di gran lunga superiore, così come il numero di civili morti “indirettamente”, a causa della distruzione di economie, sistemi sanitari, infrastrutture e ambiente provocata dalle guerre. Si stima che tra 3,6 e 3,8 milioni di persone siano morte indirettamente nelle zone di guerra successive all'11 settembre, portando il bilancio totale delle vittime ad almeno 4,5-4,7 milioni, e il numero è in continuo aumento.».
Non rientrano qui, ovviamente le vittime della guerra in Ucraina, dove mancano del tutto le stime ufficiali di entrambi i contendenti. Queste ce le fornisce il Center for Strategic and International Studies (CSIS) statunitense, il quale ci dice che già entro la primavera di quest'anno si sarebbe arrivati a due milioni di morti complessivi, solo tra i militari. (analisidifesa.it).
Un bel quadretto ciò che emerge. È semplicemente il quadro della società della dominazione del capitale, in cui tutto è sussunto, in ultima analisi, al profitto. La pietà umana è bandita, le vite valgono quanto un cumulo di merda, se poi son piccole vite di bambini o neonati, beh allora son cumuletti. E dove si vede, per sbaglio, scendere qualche lacrima, niente paura: è solo l'ipocrisia del bianco sepolcro che accompagna soprattutto la borghesia. Tutto questo però, ci deve insegnare che in questa valle di lacrime, se il proletariato vuol smettere di piangere, deve distruggere la classe dei padroni, deve lottare ogni giorno per creare le sue organizzazioni di classe, il suo partito per muovere all'attacco delle classi dominanti. E non possiamo che ripetere com Marx ed Engels che il proletariato deve spezzare, demolire, far saltare (Sprengung, esplosione, come ebbe a dire Engels) tutta la macchina dello Stato, con “l'ardore” rivoluzionario di cui dispone, per la presa del potere.
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