Pillole di ordinario fascismo: controlli antidroga sul posto di lavoro

Ed ecco arrivati anche i controlli periodici anti-droga (o per il rilevamento di sostanze psicotrope come recita il dispositivo ministeriale) per svariate decine di migliaia di lavoratori del settore trasporto; ovviamente la giustificazione è la tutela della sicurezza pubblica - ci mancherebbe! Ed infatti negli ultimi mesi ecco che sono apparsi in apertura di tg e sulle prime pagine dei quotidiani come per miracolo incidenti stradali in cui i conducenti, magari anche di mezzi pesanti (meglio!), sono sempre ubriachi e/o fatti di qualcuna delle tante droghe sul mercato proprio per creare nella popolazione il clima e l'insicurezza adatti all'adozione di questo provvedimento.

Beh intanto verrebbe da dire che se mafia, camorra ed 'ndrangheta importano ogni anno 600 tonnellate di sola cocaina (stime dell'antimafia) a fronte di un' “implacabile” azione di contrasto che ne porta al sequestro al max di... 1 all'anno quando va proprio bene (stessa fonte di sopra) qualcuno dovrà pur consumarlo tutto questo ben di dio, anzi dell'uomo... come sembra confermarlo anche il fatto che il 70% delle banconote circolanti in Italia contengano tracce di coca, la quale è presente in concentrazioni tali nelle acque dell'Arno a Firenze da compromettervi il normale equilibrio di flora e fauna...

Aldilà della fin troppo facile ironia provvedimenti come quello sopra hanno, dal nostro punto di vista, una specifica funzione di classe, ossia il ribadire ed approfondire il totale assoggettamento del singolo lavoratore all'autorità (lo stato cioè) e la sua ricattabilità nei confronti del "datore di lavoro"; è previsto infatti che in caso di rifiuto di sottoporsi a tale visita “forzata” il lavoratore venga sospeso automaticamente dalla mansione svolta - quindi di fatto messo a casa in aspettativa - fino all'esito positivo della stessa. Il fatto, poi, che - ci è stato detto - i controlli delle urine vengano svolti per disposizione ministeriale con l'obbligo per gli esaminandi di riempire le provette... a porta aperta e di fronte al personale Asl (per impedire manomissioni, sostituzioni ecc... la sicurezza al primo posto, non sia mai!) ci conferma nella nostra idea. Anzi, a costo di sembrare esagerati, sottolineamo come il costringere - di questo di fatto si tratta - persone ad usare i servizi igienici alla presenza di estranei “tutori” è una della forme più classiche di coercizione di volontà e dignità, e non a caso è prassi usata nelle carceri di tutto il mondo verso i detenuti ritenuti più “duri” come i politici.

Paradossalmente per ora le proteste più veementi sono venute dalle associazioni padronali cui la legge delega il costo di dette visite, anche se siamo più che sicuri che sapranno trovare il modo di risolvere la faccenda (scaricandolo sui dipendenti cioè). Dai sindacati per ora poco o nulla eccetto il solito sterile richiamo alle regole ed alla compartecipazione all'organizzazione della faccenda da cui per ora sono stati esclusi.

Seguendo la logica che ispira questo provvedimento allora chiunque lavori con bambini o minorenni come insegnanti od educatori - ad es. - dovrebbe consegnare con cadenze regolari il proprio personal computer e cellulare alle autorità competenti affinché verifichino che in essi non siano contenuti materiali pedo-pornografici! È evidente la natura vessatoria di ciò, che oltretutto capovolge anche il borghese principio legale che “ognuno è innocente fino a prova contraria”.

DS