Condizioni e lotte operaie nel mondo

Finlandia

La lotta degli operai dei cantieri navali in Finlandia rappresenta un buon esempio di solidarietà di classe. Il 3 novembre scorso 1600 lavoratori dell’Aker Yards, nel sudovest del paese, sono scesi in sciopero contro i trattamenti “riservati” ai loro compagni stranieri. Grazie all’accordo con i sindacati locali, che sanno sempre bene che interessi difendere, parecchi subappaltatori ignorano infatti ogni legge vigente sul lavoro, incluso il pagamento del minimo salariale. Durante la protesta è emerso ad esempio che un padrone pagava i suoi lavoratori 1,50 euro all’ora; altri erano costretti a lavorare senza il rispetto di alcuna norma sulla sicurezza o sull’orario massimo consentito. I responsabili dell’azienda hanno prontamente risposto che non erano al corrente della situazione e che porranno subito rimedio chiedendo ai subappaltatori il rispetto della legislazione sul lavoro, ma non hanno convinto nessuno.

Francia

I pompieri, a Parigi, sono scesi in sciopero il 21 novembre contro la soppressione di un’indennità, per richiedere un aumento salariale e il diritto al pensionamento a 55 anni. I lavoratori si sono mostrati decisamente stanchi di subire gli attacchi alle loro condizioni di vita e di rispondere soltanto con finte parate. Il corteo ha manifestato per 24 ore consecutive per le strade della città, si è scontrato duramente con la polizia, riuscendo in parte a bloccare anche la tangenziale della città, e solo dopo l’intervento di un imponente schieramento di polizia è stato disperso. La protesta è stata sostenuta in tutta la Francia dagli altri pompieri ma anche da lavoratori di altri settori.

Belgio

In Belgio sta salendo la protesta dei lavoratori della Volkswagen contro la minaccia di numerosi licenziamenti che si presumono imminenti a causa di importanti cambiamenti aziendali. Tutta la produzione della Golf in Belgio dovrebbe infatti essere chiusa a breve, e si stima che, considerando anche l’indotto, ciò comporterà la perdita di circa 10.000 posti di lavoro. Il 2 dicembre è stata organizzata una manifestazione nazionale, ma intanto a Bruxelles, dove 4000 operai hanno già ricevuto la lettera di licenziamento, i lavoratori stanno scioperando da tre giorni consecutivi e stanno bloccando l’accesso a molti concessionari Volkswagen.

Grecia

Continua in Grecia, soprattutto ad Atene, la protesta contro la riforma scolastica e l’intenzione del governo di privatizzare le scuole superiori. La lotta è portata avanti fin dall’inizio dell’anno scolastico dagli insegnanti delle scuole superiori e inferiori e dagli studenti, che continuano ad occupare molte scuole ed università. Lo sciopero trova il sostegno dei dipendenti di altri settori e continua nonostante il sindacato, ormai stanco di tanta rabbia, non abbia dato più la sua autorizzazione a nessun’assenza dal lavoro.

Namibia

In Namibia la maggior parte dei lavoratori della miniera di Rosh Pinah sta portando avanti un durissimo sciopero. La lotta è iniziata il 29 di ottobre per richiedere un aumento salariale che copra almeno l’inflazione. L’azienda ha fatto alcune offerte ed ha perfino inviato, all’inizio del mese, a casa di ogni minatore una lettera con una proposta d’accordo, ma i lavoratori le hanno rifiutate. Il loro sciopero sta ora costringendo la compagnia ad acquistare alcune materie prime da paesi stranieri.

Ghana

Gli insegnanti in Ghana hanno dato inizio in settembre a un’aspra lotta contro le loro condizioni di assoluta povertà. Inizialmente solo una parte dei docenti, aderenti al National Association of Graduate Teachers, ha proclamato lo sciopero e si è scontrata con la repressione del governo che ha subito ordinato ai docenti di tornare al lavoro con dure minacce. In seguito la protesta ha trovato il sostegno di tutti gli insegnanti del paese e continua ormai da settimane.

Stati Uniti

In Texas gli autisti, i meccanici e gli altri dipendenti della Forth Worth Transportation Authority stanno lottando per avere un nuovo contratto. Il loro sciopero è durato 5 giorni, poi il sindacato ha deciso di non sostenerlo più e di firmare un accordo con l’azienda. Come spesso succede, il sindacato ha fatto votare i lavoratori per avere la loro approvazione all’accordo, ma poi ha ignorato completamente la loro opposizione al nuovo contratto e l’ha firmato nonostante la sua bocciatura da parte dei lavoratori. Alcuni dipendenti continuano a fare dei picchetti e a scioperare, ma sindacati e azienda sono compatti nel dire che non si può sempre pretendere troppo...!

A Houston è finito, dopo un accordo con l’azienda per un nuovo contratto, lo sciopero dei lavoratori delle pulizie iniziato più di 30 giorni fa. Quasi 2000 janitors hanno scioperato contro i loro salari da fame (per alcuni anche 20 dollari al giorno), la mancanza di assistenza sanitaria e previdenziale. Per molti giorni i lavoratori hanno bloccato l’ingresso alle ditte committenti e si sono scontrati con la polizia, molti denunciano di esser addirittura stati calpestati dagli agenti a cavallo.

ju

Battaglia Comunista

Mensile del Partito Comunista Internazionalista, fondato nel 1945.

Abbonamento annuale: € 15,00 (10 numeri)