“Liberiamoci dalla precarietà”, una festa, una farsa, un inganno…

Sabato 9 aprile siamo stati al corteo “Il nostro tempo è adesso, liberiamoci dalla precarietà” che si è svolto a Napoli in concomitanza ad eventi simili promossi in altre città. Un manifesto giallo e nero, senza nessuna particolare firma, annunciava la manifestazione con un concerto finale a Piazza del Gesù. Dall’assenza di una chiara firma sul manifesto, e da come era stato annunciata, poteva apparire un’iniziativa quasi “spontanea” o meglio non legata a nessuna sigla politica particolare; partecipando al corteo di Napoli abbiamo avuto conferma che così assolutamente non era, purtroppo. Già dal presidio, dai camion e dalle bandiere presenti, si capiva che il grosso dell’organizzazione, almeno a Napoli, era opera di: CGIL, FIOM, l’“Unione degli Studenti” e i “disobbedienti” locali che ormai vanno a braccetto con la FIOM-CGIL.

Il tema centrale della manifestazione era la “precarietà”, problema certamente serio, che coinvolge giovani e non solo. Una manifestazione che ha assunto una forma in prevalenza festosa con musica sparata ad altissimo volume per tutto il corteo. In altri momenti sarà certamente piacevole ascoltare la musica e ballare, ma un corteo sulla “precarietà” dovrebbe essere altro. La musica inoltre non ti permette di parlare, di confrontarti, di organizzarti, di ragionare. Musica a parte, molto limitati anche i contenuti. Contro la precarietà ok, contro il governo Berlusconi ok, non una parola invece contro le leggi dei governi di centrosinistra (pacchetto Treu in primis), non una parola sul ruolo che hanno avuto le direttive europee, ovviamente non una parola sulla radice del fenomeno: il capitalismo, ma figuriamoci.

Ma gli episodi che hanno caratterizzato ancor di più, in senso negativo, il corteo sono stati altri. Due eventi del tutto sfuggiti ai giovani presenti, impegnati a ballare dietro i camion (cosa inevitabile ci viene da dire… vista la forma da festa che gli organizzatori hanno voluto dare alla manifestazione). Entrambi questi episodi inoltre ci hanno visto, senza volerlo, direttamente coinvolti.

Ma andiamo con ordine. Come detto, era presente alla manifestazione l’area dei “disobbedienti” locali. Quando il corteo è passato davanti alla sede centrale dell’università Federico II i “disobbedienti”, volevano inscenare il loro “gesto dimostrativo” all’entrata dell’università, i loro soliti atti fumosi; ma la cosa bizzarra (ma non è assolutamente una novità!) è che questi “disobbedienti”, per avere strada libera, con chi cercano di accordarsi? Con la polizia in borghese che monitorava il corteo dai lati! Ammazza che “disobbedienti”! Ridicolaggine a parte l’episodio più schifoso è stato quello che ha visto coinvolta una insegnante della scuola, presente al corteo. L’insegnante, contraria al “gesto dimostrativo” dei “disobbedienti”, ha espresso verso questi tutto il proprio dissenso, sostenendo che i media avrebbero strumentalizzato l’episodio. A questo punto i “disobbedienti” hanno accerchiato la signora e hanno iniziato ad inveire contro questa, fino ad etichettarla come serva della polizia (che faccia tosta!). Un nostro compagno era nelle vicinanze e pur non conoscendo la signora si è avvicinato per sostenerla. Si è creato così un po’ di casino, si sono avvicinati altri insegnanti, uno della CGIL a fare da paciere e così l’“azione” ridicola dei “disobbedienti” è sfumata.

Veniamo quindi al secondo episodio, altrettanto schifoso. Il corteo era abbastanza piccolo, quindi facilmente si riusciva ad osservare la testa e la coda. Ad un certo punto vediamo un po’ di fermento, telecamere, riflettori, giornalisti, qualche bandiera della FIOM. Ci avviciniamo, c’è de Magistris, candidato a sindaco di Napoli per “Italia dei Valori” (IdV), sostenuto da Rifondazione, “disobbedienti”, FIOM-CGIL, CARC. de Magistris, che non aveva nemmeno partecipato al corteo, spuntato dal nulla, subito attira l’attenzione delle telecamere (era tutto preparato ovviamente…), abbraccia un dirigente locale della FIOM, stringe le mani, saluta la gente, sventola la bandiera della FIOM, sorride, tutto in stile Berlusconi per intenderci. Una vera è propria passerella elettorale, finita la quale, spente le telecamere, de Magistris scompare. Un nostro compagno, disgustato da tutto questo, faceva osservare, ma con tutta calma, al dirigente sindacale FIOM quanto fosse poco serio trasformare un corteo che si annunciava contro la precarietà in una passerella elettorale. Forse non tutti sanno - noi lo sappiamo bene… - che i capetti della FIOM non amano il dissenso, anche se questo viene portato in modo serio e calmo da un precario. Il dirigente della FIOM subito si irrita, ovviamente non risponde alla domanda che il compagno - da precario - aveva posto, inizia a parlare di tutt'altro, con toni accesi, ad inveire contro il compagno. Non solo, in stile “abbraccio amichevole” tenta di spingere il compagno verso la fine del corteo (che era molto vicina) ovvero verso il cordone della polizia e in particolare nella zona dei poliziotti in borghese (potete immaginare le motivazioni alla base…); stessa manovra poliziesca viene poi applicata dal sindacalista verso altri due giovani che avevano partecipato con noi al corteo.

Il nostro tempo è adesso” recitava il manifesto, condividiamo le parole ma solo quelle. È tempo di lottare, ma lottare veramente. Purtroppo i giovani presenti, presi dalla festa, non hanno capito nulla, non hanno compreso che sono stati manovrati, che quella manifestazione non ha nulla a che vedere con una loro possibile lotta contro la precarietà. Ai giovani che sono venuti al corteo - che la precarietà la vivono o la temono per il futuro - agli insegnanti precari che hanno partecipato, ai giornalisti precari campani presenti alla manifestazione, a loro vogliamo dire: “aprite gli occhi”, stiamo attenti alle manovre di questi falsi amici che hanno le tasche e le pance piene, affezionati a questo sistema economico in quanto in esso occupano una posizione di privilegio. Così come vogliamo dire che la lotta di classe, contro questo sistema e contro gli effetti della crisi (non solo la precarietà…) è ben altra cosa! Non a caso abbiamo diffuso al corteo il volantino che la settimana precedente avevamo dato ai lavoratori delle aziende del trasporto locale (volantino che trovate sul sito web). Abbiamo voluto portare ai giovani un esempio di un vero episodio di lotta; poi si può vincere e si può perdere, ma almeno si può dire di aver lottato veramente e non di aver partecipato, in modo inconsapevole, ad una festosa messinscena.

NZ

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Dalla bandiera Rossa girano tutti alla larga, sembra che scotti! Sono solo una banda di delatori Stalinisti che raccolgono lo scontento popolare per poi fare nomi e cognomi, alla maniera sovietica appunto...

Battaglia Comunista

Mensile del Partito Comunista Internazionalista, fondato nel 1945.

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