La crisi morde e azzanna i giovani

Sulla disoccupazione giovanile · In apparenza, questa società sembra fatta su misura per i giovani e il restare giovanili (cioè, cercare di) è diventato un comandamento biblico per schiere di borghesi non più ragazzine, che, sfidando inutilmente le leggi biologiche, si fanno trasformare in esseri da far invidia alla “Creatura” di Frankenstein. Se la chirurgia plastica dà l'illusione di manovrare la macchina del tempo, le movide, i fiumi di alcool che scorrono dal tramonto all'alba, gli “eventi” di massa all'insegna dello sballo - replica ingigantita dei normali fine settimana - creano l'illusione di vivere in una specie di eterno Paese dei Balocchi.

Scuola: licenziamento di massa

Continuano i licenziamenti, ma riparte anche la mobilitazione · Anche quest’anno, sui lavoratori della scuola e in particolare sui precari, si abbattono con violenza i tagli della “riforma” Gelmini/Tremonti. Verranno cancellati altri 25.600 posti di docenti e 15.000 di personale Ata, che sono da aggiungere ai 42.100 docenti e 15.000 Ata già eliminati lo scorso anno. · Quest’anno i tagli avranno una maggiore incidenza nella scuola secondaria di secondo grado, dove spariranno 13.700 posti di lavoro, mentre 8.700 ne perderà la scuola primaria. Un vero e proprio licenziamento di massa. E non basta. Il piano triennale di assunzioni in ruolo previsto dalla legge finanziaria del 2007 (150.000 docenti e 30.

Grazie Marchionne...

Sì, provocatoriamente siamo grati al sig. (?) Marchionne perchè ci dimostra una volta in più e con un bel calcio nei testicoli cosa è realmente il capitalismo e come funziona. Proprio lui il “borghese buono” come lo definì Bertinotti, “un amministratore delegato che non rinuncia a confrontarsi con l'etica e le conseguenze sociali delle scelte della Fiat” come dissero nel non lontano 2008 tutti i sindacati ed il centrosinistra all'unisono... · Dopo il ricatto di Pomigliano, ecco i licenziamenti a Melfi, talmente pretestuosi che anche la Magistratura non ha potuto far finta di niente imponendo il reintegro dei 3 operai licenziati.

Tensioni sul dollaro. L'ultima scommessa?

In evidenza, sul sito del Sole24Ore (1), è stato recentemente pubblicato un articolo dal titolo molto esplicito: "Oltre il 50% del debito pubblico americano è tornato nelle mani degli investitori statunitensi". L'articolo commenta la notizia come una sorta di rivincita patriottica delle comuni famiglie Usa ("Mr e Mrs Smith") che, spinte dalle incertezze della crisi, avrebbero riscoperto una altrimenti ben celata ma mai sopita propensione al risparmio. La spiegazione non convince certo appieno, pensando che molte di quelle stesse famiglie in realtà faticano ad arrivare a fine mese, e spesso annaspano già dopo le prime due settimane.

Al fondo della liberal-democrazia

Fra i marosi della crisi economica, la classe borghese brancola non soltanto per arginare le onde violente che fanno traballare le strutture stesse del sistema, ma anche per portare avanti una gestione politica che non sia proprio da “ultima spiaggia”, tanto del paese in generale che dello Stato e delle sue istituzioni. Il problema non è solo italiano: globalmente investe tutti gli Stati borghesi, al di là dell’etichetta politica sbandierata. · Nella prima e nella seconda Repubblica, i vari comitati d’affari insediatisi in Parlamento (votati, ecco la beffa, dal popolo sovrano!) hanno divorato quanto hanno potuto arraffare dalle tasche del proletariato e di quegli strati della piccola e media borghesia (i più deboli ed esposti agli effetti della crisi) che non sanno più a quale santo...

Iraq: il cosiddetto ritiro

Con dieci giorni d'anticipo è cominciato il ritiro delle truppe americane dall'Iraq. Ritiro e anticipo erano stati ampiamente programmati. Il primo come da annuncio della vecchia amministrazione Bush, poi ripreso da quella di Obama in campagna elettorale; il secondo quale condizione di sorpresa nei confronti delle opposizioni sunnite e sciite, affinché non accompagnassero lo spostamento in Kuwait delle truppe americane con atti di sabotaggio. · Tutto come promesso e previsto? Sì, ma con qualche nota in più che val la pena prendere in considerazione. Innanzitutto la nuova strategia prevede, sì, il ritiro del grosso delle truppe, ma non completamente.

Lettere sul valore del denaro e sul saggio del profitto

Marx a Engels (a Manchester) - Londra, 22 aprile 1868 · Caro Fred, · ho ricominciato a lavorare e il lavoro va bene. Soltanto, debbo limitare il tempo, perché dopo circa [about] 3 ore sento dei ronzii in testa e delle fitte. Voglio ora comunicarti in breve una «inezia» che mi è venuta in mente al solo guardare la parte del manoscritto sul saggio del profitto. Uno dei problemi più difficili è con ciò risolto in maniera semplice. Si tratta cioè di vedere come è possibile che, diminuendo il valore del denaro, rispettivamente dell'oro, il saggio del profitto sale e, aumentando il valore del denaro, cade. · Poniamo che il valore del denaro diminuisca di 1/10. In tal caso il prezzo delle merci, rimanendo invariate le altre circostanze, aumenta di 1/10.

Intrecci mafiosi ad alto livello

Sul territorio nazionale si va diffondendo il controllo della criminalità mafiosa organizzata, mentre a vari livelli sociali la cosiddetta legalità del controllo pubblico, sia negli organismi locali che nazionali, sprofonda in una limacciosa palude nella quale si agitano trasversali combriccole di canaglie e ruffiani di vario tipo e genere, tutti interessati a quella “coesione e pace sociale” che non disturbi gli affari in corso e che, con le buone o con le cattive, con un governo di destra o uno di “sinistra”, deve essere mantenuta, anzi imposta… Questo nonostante i soliti farisei vadano blaterando sulla legalità come condizione base dello Stato di diritto e della democrazia, entrambi presenti in Italia in tutti i loro più oppressivi contenuti e forme.

Nella Gran Bretagna dell'austerità

Il primo passo è quello di unirsi e lottare · La crisi è globale · In Gran Bretagna, ora che le elezioni sono passate, nessuno nega che il capitalismo stia affrontando una crisi globale. Anzi, ora i nostri governanti ci stanno preparando ad un “periodo di austerità”. C'è stato un brivido iniziale di panico tra le file della classe capitalista, quando il crollo finanziario di due anni fa espose drammaticamente la prospettiva di un completo collasso economico. Abbiamo tutti sentito fare confronti con il 1929 e la Grande Depressione. Improvvisamente gli esperti dei media hanno cominciato a chiedersi se, dopo tutto, non ci fosse qualcosa di vero in quel che Karl Marx aveva detto a proposito della tendenza intrinseca del capitalismo verso la crisi e l'auto-distruzione.

Marchionne, Fiat e nuovo rapporto di lavoro

L'obiettivo di Marchionne è molto semplice. Perché la “sua” economia reale possa ripartire risalendo il baratro della crisi, occorre che la Fiat persegua una politica di concentrazione con altre imprese internazionali (Chrysler) per anticipare l'ingresso sul mercato automobilistico di due colossi come quello cinese ed indiano ed essere competitivo con quelli che già ci sono. Necessita che il “suo” proletariato supporti senza condizioni il disegno di ristrutturazione, altrimenti si chiudono gli impianti in Italia per trovare all'estero le migliori condizioni possibili (Polonia, Serbia, Argentina e Brasile). Occorrono ingenti investimenti che verranno fatti solo se vengono soddisfatte le condizioni prima esposte.

Da uno scandalo all’altro la borghesia annaspa in un maleodorante liquame

Ieri · "In queste settimane tutti sono stati costretti ad aprire gli occhi sullo stato delle nostre istituzioni e ad accorgersi del loro sfascio (…) Lo sfascio istituzionale costituisce il vero problema." (S. Rodotà - Panorama, 16-05-1978, pag. 4) · "È come se fossimo davanti a un corpo in decomposizione: lo mangiano le formiche, i vermi, le mosche (…). Il corpo sociale si decompone, formiche, mosche, vermi accorrono da ogni parte." (Padre Davide Turoldo, Repubblica, 13-05-1978, pag. 4) · Oggi · La serie degli scandali nazionali e il dilagare della corruzione proseguono senza soste; si tratta di un campo in cui la borghesia italiana si presenta con un curriculum di tutto rispetto; si comincia ufficialmente nell’Ottocento, fra gli anni 1980 e 1990, con lo scandalo della Banca Romana:...

Beni e affari del Vaticano, fra terra e… cielo

Si stima in un 20%, sul totale dei beni immobili del paese, la parte di proprietà della Chiesa in generale. I 2000 enti ecclesiastici che gestiscono una gran fetta di tale patrimonio godono dello status di enti di beneficenza (esenzione dall’Ici e riduzione del 50% dell’Ires). Si aggiungono i beni culturali appartenenti alla Chiesa (ristrutturazioni e restauri a spese dello Stato). A circa un miliardo di euro ammonta poi il tesoro dell’8 per mille dei fondi Cei. Infine abbiamo il business dei pellegrinaggi verso i santuari e quello degli “eventi speciali”; l’Obolo di San Pietro 2009 ha superato gli 82,529 milioni di dollari. · Il bilancio consuntivo consolidato della Santa Sede per il 2009 ha registrato entrate per circa 250,2 milioni di euro e uscite per circa 254,3 milioni.

I sabotatori

Sabotatori, li ha chiamati la Marcegaglia, ultimi incendiari di un mondo in estinzione, ha gorgheggiato Sacconi e, per completare il coro osceno, non potevano mancare Bonanni (CISL) nonché Angeletti (UIL) inneggianti all'ultima eroica impresa de fu liberal Marchionne. Ci riferiamo, naturalmente, al licenziamento di un impiegato FIOM a Mirafiori e di tre operai, due dei quali delegati dello stesso sindacato, alla SATA di Melfi. La grave colpa? Nel primo caso, l'aver utilizzato la posta elettronica aziendale per diffondere il comunicato degli operai polacchi della FIAT con cui invitavano i loro compagni di Pomigliano a non piegare la testa di fronte al ricatto padronale. Nel secondo caso, il presunto (molto presunto) blocco di un robot durante un corteo interno.

Lavoro in Calabria - Quando la realtà supera la fantasia

(Riceviamo e volentieri pubblichiamo una lettera inviataci da un compagno di Reggio Calabria che descrive le pazzesche condizioni di lavoro a cui vengono sottoposti i precari nell’estremo sud della Penisola. Dove il capitalismo made in Italy mostra il suo volto più brutale e disumano. Dove la questione mafia è strettamente connessa alla questione disoccupazione e super-sfruttamento. Ma di questo i pennivendoli di regime - compresi quelli “di sinistra” - non amano parlare.) · Lavoro sottopagato, contributi non versati, turni raddoppiati. Questo cliché sembra ormai sorpassato per il Meridione, in particolare per la Calabria. Con una crisi mondiale galoppante anche quel poco di piccola e media impresa presente al sud si deve adeguare per mantenere una parvenza di concorrenza sul mercato.

Le bugie del leghismo funzionali al super sfruttamento del proletariato immigrato

I pregiudizi e i luoghi comuni hanno la pelle coriacea, perché, in genere, sono l'espressione irrazionale di stati d'animo forti, quali l'inquietudine di fronte al nuovo o, adesso, la paura originata da una crisi economica tra le più gravi della storia del capitalismo. Se poi il pregiudizio è sapientemente alimentato dagli invasivi mezzi di comunicazione di cui dispone la borghesia per stordire le coscienze e deviare su falsi bersagli il malessere sociale, allora si può star sicuri che le bugie più strampalate avranno una forza di gran lunga superiore alle verità più evidenti. · È il caso della propaganda sugli e contro gli immigrati, che fa da tempo la fortuna di gente che, in altro contesto storico, avrebbe ben poca considerazione.

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