Elezioni in Egitto: vincono gli islamisti

... con poca sorpresa e tanta preoccupazione · Chiusa la tornata elettorale i risultati premiano i partiti islamisti. Il Partito dei Fratelli musulmani “Libertà e giustizia” ha fatto il pieno dei voti conquistando il 47%. Subito dopo il Partito salafita “Al Nour” con il 24%. Mentre il primo viene considerato un movimento di ispirazione islamica moderato, il secondo risponde ai dettami del fondamentalismo. Il primo è pesantemente conservatore, il secondo pericolosamente reazionario. Tutto come da programma. · Secondo le fantasiose aspettative della sinistra borghese internazionale, e non solo, la primavera araba sarebbe stata interprete di un rinnovamento politico radicale, progressista, democratico e perché no, con qualche possibile esperimento di tipo “socialista”.

Continuare a subire o cominciare a (re)agire?

(Volantino per lo sciopero generale del 27 gennaio 2012, proclamato dai sindacati di base) · La crisi incattivisce Padroni e Stati che escogitano ogni modo possibile per ricavare profitti ai nostri danni: ci impongono chiusure, licenziamenti, ci impongono di lavorare in nero, da precari e con salari ridicoli, ci impongono la condanna del lavoro salariato fino quasi a 70 anni - per chi ci arriva, ovviamente...e tralasciando in quali condizioni - contando ovviamente che una parte di noi morirà prima (risparmio immediato!) ed un altra si “godrà” la pensione solo per i pochi anni concessi dalle aspettative di vita (che ovviamente sono più basse per gli operai).

Solidarietà internazionalista alle operaie Omsa

La vicenda della Omsa di Faenza si protrae dal 2010, quando l'azienda ha annunciato l'avvio delle procedure di mobilità e cassa integrazione, anticamera del licenziamento. La produzione, infatti, sta per essere spostata totalmente nei nuovi stabilimenti in Serbia, dove i costi sono nettamente inferiori, grazie ai sussidi statali e alle peggiori condizioni contrattuali per i lavoratori. Le 350 operaie di Faenza hanno trascorso gli ultimi mesi nelle difficoltà economiche e nell'assoluta incertezza del futuro. Alcune di loro nel frattempo sono andate in pensione, oppure hanno accettato gli incentivi alla mobilità. Si parla di circa 20mila euro: spiccioli, raccontano le operaie, ma tuttavia necessari per superare le difficoltà immediate e tirare avanti un altro po'.

Manovra salva-Italia, il grande capitale all'attacco

Il governo Monti ha varato la bozza del DL liberalizzazioni, secondo intervento governativo, dopo la manovra di dicembre (decreto salva-Italia), per affrontare la crisi, favorire la crescita ed ottenere il pareggio di bilancio entro il 2013. Con la solita retorica patriottarda il decreto è stato battezzato cresci-Italia e contiene quella serie di provvedimenti ritenuti necessari al fine di raggiungere alcuni obiettivi-chiave, propagandati anche nell'introduzione al decreto: · "abbassare i prezzi, aumentare lo stipendio netto, rilanciare i consumi e l'occupazione." · Fin qui la retorica governativa, la quale, però, cela i fatti e sono proprio questi ultimi a mostrarci come, in realtà, si tratti di una serie di provvedimenti fondamentalmente volti a colpire la piccola borghesia ed il lavoro...

La “rivolta dei forconi” e i proletari meridionali

A partire dalla seconda metà di gennaio, in Sicilia è scoppiata la cosiddetta “rivolta dei forconi”. Una mobilitazione che nei giorni scorsi ha bloccato l’isola per un’intera settimana, e che ora inizia a estendersi anche in altre regioni. · La rivolta è promossa da agricoltori, pescatori e autotrasportatori siciliani, e fa dunque il paio con la contemporanea mobilitazione dei tassisti a Roma e in altre grandi città. In entrambi i casi, infatti, si tratta di ceto medio in via di proletarizzazione, o che comunque ha visto peggiorare drasticamente le proprie condizioni, sotto i colpi di una crisi economica internazionale che i vari governi in carica, “tecnici” o meno, continuano a scaricare sui lavoratori dipendenti e in parte, come in questo caso, sulle frange più deboli della piccola...

Contratti sempre peggiori per educatori, assistenti di base, operatori sociali

Venerdì 16 dicembre è stata firmata l’ipotesi d’accordo sul CCNL delle cooperative sociali tra CGIL, CISL e UIL, Legacoop, Confcooperative, AGCI e Federsolidarietà. Nel nuovo Ccnl (il precedente è scaduto nel 2009) è previsto l'inserimento dell'apprendistato formativo obbligatorio ai fini dell'assunzione. I prossimi laureandi in Pedagogia o Scienze della Formazione saranno obbligati a svolgere un apprendistato di 24 mesi, in cui la paga mensile è dell'85% rispetto alla spettante qualifica. · Un lavoro semi gratuito che si deve sommare al periodo completamente gratuito di tirocinio svolto durante la laurea che va dalle 300 alle 400 ore.

Appesi al filo rosso

(Documento dei GLP (Gruppi di Lotta Proletaria) sull'esperienza dei centri sociali - Febbraio 1996) · Per chi come noi ha iniziato la propria militanza verso la fine degli anni 1980 o l'inizio degli anni 1990, i Centri Sociali Autogestiti (Csa) sono stati l'unico punto di riferimento. · Durante gli anni 1980 il mondo sembrava, almeno in Italia, il “migliore di quelli possibili” per tutti (proletari compresi); cancellato ogni orizzonte rivoluzionario dalle menti dei sedicenti comunisti e dalle coscienze della sempre più atomizzata e disunita classe operaia, i Csa. hanno avuto la funzione di luoghi di aggregazione, anche proletari, fuori dall'ambito istituzionale (sindacale e partitico), soprattutto nelle metropoli.

Non solo parole: economicismo

(Dalla rivista giovanile internazionalista “Amici di Spartaco” #25) · Una delle deviazioni più pericolose cui è bene sempre mettersi in guardia è quella economicista. La tendenza economicista affiora tipicamente nei momenti in cui monta il movimento spontaneo dei lavoratori. Infatti è fortemente legato allo spontaneismo, ovvero a quel pensiero politico che teorizza che il movimento spontaneo dei lavoratori può naturalmente divenire movimento rivoluzionario. Quasi come se si potesse acquisire programma rivoluzionario, tattica e strategia per semplice riflesso, ovvero attraverso la mera opposizione agli attacchi di governi e padroni.

Giovani internazionalisti, contro il capitalismo

(Dalla rivista giovanile internazionalista “Amici di Spartaco” #25) · Il sistema economico e sociale nel quale viviamo - il capitalismo - è basato sulla divisione in classi sociali, a loro volta, espressione dei rapporti di sfruttamento e di dominio che strutturano la società. Le due classi principali sono borghesia e proletariato. La borghesia è formata dai banchieri, dagli industriali e da tutti coloro che posseggono proprietà dalle quali poter ricavare una rendita. · Questa classe è la sola a possedere o controllare i mezzi di pro- duzione dei beni. Il proletariato costituisce invece la classe sfruttata, è formata dagli operai, dai semplici impiegati, dai precari, dai disoccupati (ovvero spesso lavoratori saltuari in nero), dai poveri pensionati.

Note d'inizio anno: crescita... di disperazione e sfruttamento

Nel nostro Bel Paese, in ogni giorno del 2009 (in attesa di dati più recenti) si è mediamente suicidato un essere umano fra quelli che l'ideologia dominante qualifica con l'identità di “cittadino libero e indipendente nelle proprie scelte”, ovvero… preferenze private da effettuarsi fra le delizie che gli sono offerte nella borghese società. · La vera e propria strage - 357 suicidi rispetto ai 260 del 2008, sul totale di 2.986 suicidi secondo dati dell'Eures - ha riguardato uomini e donne che non avevano un posto di lavoro. Di essi, 272 direttamente espulsi dal “mercato del lavoro”, gli altri disoccupati da tempo e quindi senza quel salario che li manteneva in vita e li teneva relativamente in condizioni di… sospensione sul precipizio di gravi difficoltà, frustrazioni e disperazioni in...

Note sulla nostra attività

Incontri pubblici · I compagni di Parma e Bologna hanno partecipato all’incontro “Crisi e lotta di classe”, un’assemblea sotto forma di contraddittorio pubblico, tenutasi a Parma il 20 ottobre, che ha visto una buona affluenza di pubblico. Alla fine della stessa, è emersa la proposta di dare vita a un coordinamento-rete tra lavoratori che, al di là delle tessere o non tessere sindacali, dia pubblicità alle lotte o vertenze in corso nella provincia (di solito, tenute, dal sindacato, rigorosamente separate le une dalle altre e all'oscuro degli altri segmenti operai e di classe), al fine di metterle in collegamento, promuovere la solidarietà al di là delle barriere artificiali di categoria erette dal padronato con la complicità sindacali.

L'accordo sull'eurozona e l'isolamento della borghesia britannica non è affare della classe operaia

Il 9 dicembre scorso ricorrevano i 20 anni dalla firma dell'accordo di Maastricht, che alla fine ha spianato la strada alla moneta unica. Stavamo già discutendo della ri-pubblicazione del testo “Maastricht - Un battibecco tra capitalisti”, apparso su WorkersVoice n. 63 (seconda serie) del novembre-dicembre 1992, appena prima delle ultime novità da Bruxelles, per ricordare quali fossero le questioni in ballo per i lavoratori, a quel tempo. Infatti le questioni principali restano le stesse ancora oggi. · Ad un certo livello, il progetto europeo è parte della lotta globale per la concorrenza tra interessi imperialisti, ma ad un altro livello è una lotta tra i padroni su quale sia il modo di sfruttarci meglio.

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