La lotta degli insegnanti di Los Angeles

L'attacco globale contro la classe operaia mondiale nel nome del risanamento dei bilanci (richiesto da quegli stessi “mercati” che hanno provocato l'esplosione del debito pubblico, in primo luogo) ha assunto una forma leggermente diversa negli Stati Uniti, poiché il governo federale è intervenuto a salvare i banchieri, mentre gli stati locali procedevano al taglio della loro spesa. Il crollo dei subprime – che ha acuito una crisi del debito già profonda – ha imposto ad alcuni stati come la California (che da sola sarebbe tra i maggiori otto stati al mondo, per il PIL) perdite tali che i loro titoli di stato sono stati declassati al livello di “spazzatura” (junk) o sono valutati meno di quelli del Kazakistan. In effetti, la differenza principale tra la Grecia e la California è che quest'ultima si trova negli Stati Uniti e non nella zona euro. Non solo il governo federale degli Stati Uniti è in grado di stampare dollari a volontà, dato che il dollaro è la valuta di riserva mondiale (come abbiamo scritto molte volte) (1), ma fin dal 1840, quando 18 stati degli Stati Uniti fallirono, esiste un tacito principio secondo cui la Fed è pronta a ridistribuire fino a 500 miliardi di dollari all'anno negli Stati Uniti per appianare i problemi di bilancio. Questo però non significa che la crisi sia più leggera per i lavoratori negli Stati Uniti.

La classe operaia in tutti gli Stati Uniti è già stata devastata dalla difficoltà di pagare un alloggio, con la conseguente diffusione dei senzatetto, e dalla disoccupazione. Ma con un deficit di bilancio di circa 26 miliardi dollari, la California ha fatto tutti i tipi di acrobazie per risparmiare denaro.

Ha cercato di ottenere un prestito da banche come Citigroup, Wells Fargo e JPMorgan Chase (ognuna delle quali ha ottenuto 25 miliardi di dollari in operazioni di salvataggio pagate dai contribuenti) e Bank of America (che ha ottenuto 15 miliardi dollari), ma tutte hanno rifiutato la richiesta della California di un prestito per tirare avanti fino a ottobre.

E, naturalmente, queste sono le stesse banche che stanno facendo pressione sulla California perché faccia pagare il conto alla classe operaia. Così vengono imposti licenziamenti di massa e molti lavoratori statali hanno avuto la loro retribuzione ridotta al minimo legale da parte del governatore Schwarzenegger (un taglio del 14% anche per i meno pagati).

Tra tutti questi tagli, gli insegnanti del distretto scolastico di Los Angeles si trovano di fronte alle misure più rigide di austerità capitalista. Come gli altri insegnanti delle scuole pubbliche negli Stati Uniti e come i lavoratori in tutto il mondo, si trovano ad affrontare un assalto generale sul tenore di vita e le condizioni generali di esistenza. La situazione attuale chiede una risposta della classe operaia che non sia costretta ad un ruolo servile e sottomesso ai sindacati ed ai partiti del potere capitalista.

Obama, assieme al suo ministro dell'istruzione, Arne Duncan, ha continuato da dove il regime precedente si era fermato, su una politica dell'istruzione volta all'attacco degli insegnanti. Quando il distretto scolastico di River Falls, nel Connecticut, ha licenziato gli insegnanti della scuola pubblica in modo da poterli riassumere subito ma con salari e sussidi più bassi, l'amministrazione Obama ha applaudito. Gli eunuchi politici che sostengono l'attuale partito di governo sono completamente muti su questo assalto non-tanto-progressista alla istruzione della classe operaia. Il parere condiviso all'interno dei partiti al governo è che l'istruzione nel suo complesso, studenti e insegnanti compresi, possano essere tutti misurati in base ai risultati dei punteggi nei test, come se tutto quello che succede in una classe possa essere misurato in maniera puramente empirica, in stile borghese, con numeri e grafici come in un bilancio aziendale.

I sindacati degli insegnanti in tutto il paese hanno beneficiato degli schemi di privatizzazione nella creazione delle cosiddette “charter school”. Lo UTLA, Sindacato degli Insegnanti di Los Angeles, ha accettato di recente un contratto che impone agli insegnanti dei giorni di “riposo” forzato e non pagato, chiamati “giorni di licenza” (furlough). Lo scorso febbraio al sindacato UTLA è stato assegnato un ruolo amministrativo da parte del Los Angeles School Board in 22 scuole della zona. A livello nazionale, i sindacati sono stati complici di questo attacco agli insegnanti, con la stessa determinata consapevolezza con cui il sindacato United Auto Workers è stato complice della decimazione del salario diretto e differito, ossia le pensioni, dei lavoratori del settore auto. I funzionari dei sindacati degli insegnanti sono pronti a trarre profitto direttamente dalla privatizzazione delle scuole pubbliche. La Federazione Americana degli Insegnanti e la Associazione Nazionale dell'Istruzione sono entrambe forti sostenitrici del governo e delle politiche da esso esercitate, precisamente perché hanno il proprio tornaconto in questa ristrutturazione dell'istruzione pubblica.

Contro questa situazione vediamo finalmente muoversi i supplenti del distretto di Los Angeles, che stanno portando avanti le proprie iniziative autonomamente da sindacati e partiti politici capitalisti. Questo è un passo positivo e si spera che gli insegnanti comincino ovunque a fare le proprie iniziative autonome, contro questo attacco alla pubblica istruzione, contro gli insegnanti e gli studenti della classe lavoratrice. Sul sito e su Revolutionary Perspectives 55 abbiamo pubblicato un volantino da loro distribuito durante una manifestazione per lo US Labor Day, che un compagno di Los Angeles ci ha inviato direttamente. Lo offriamo ai lettori senza correzione o commento.

Asm, Internationalist Workers’ Group

(1) Si veda per esempio “The End of the Paper Money Economy and Some Possible Consequences” in Revolutionary Perspectives 49; ma ci sono molti riferimenti di questo tipo nella nostra analisi sull'imperialismo. Per altre informazioni sull'economia statunitense si veda “Facing Up to the Capitalist Crisis” in Revolutionary Perspectives 47; articoli disponibili nella sezione inglese e italiana del sito.

Comments

sono un insegnante precario italiano e voglio dire che sarebbe ora che anche da noi sarebbe ora che gli insegnanti iniziassero a liberarsi dalla cappa sindacale per opporsi seriamente ai tagli in atto che non solo licenziano decine di migliaia di noi, ma hanno reso la scuola un luogo senza fondi nè personale dove svolgere il proprio lavoro diventa sempre più difficile... a tutto vantaggio dei borghesi che possono andare alle private sostenuti economicamente dallo Stato.

Caro collega, hai tutta la mia solidarietà. Sono di ruolo e , con gli alunni, dopo i precari sono tra chi paga per i tagli del precariato. La realtà delle scuole è sempre più invivibile : classi sovraffollate.... se si assenta un collega si arriva ad averne più di 30 35 per classe... niente materiale didattico .... non parliamo dei laboratori...quando (se) andremo in pensione noi non resterà che la scuola privata (magari religiosa) ed i nostri nipoti non avranno la possibilità di andarci. Alice

Proprio così... io sono un insegnante precario delle superiori e ne so qualcosa! Anche a scuola, lotta di classe.

Battaglia Comunista

Mensile del Partito Comunista Internazionalista, fondato nel 1945.

Abbonamento annuale: € 15,00 (10 numeri)