Tagli veri (ai lavoratori) e finti (ai parlamentari)

Diamo un po' di numeri

I tagli agli stipendi dei parlamentari si rivelano essere solo fumo negli occhi se diamo credito ad InvestireOggi: i 700 euro (o 1300 lordi, incluse varie diarie secondo altre fonti) sbandierati di decurtazione - a prescindere che “inciderebbero” su stipendi che al netto superano sempre i 10 mila euro! - in realtà sono la cifra di “mancato adeguamento” della loro retribuzione ai sistemi di calcolo della stessa, di recente modificati per armonizzarli col resto del sistema pubblico (a chi interessino i dettagli del complicato meccanismo fiscale alla base veda: investireoggi.it).

Non un taglio, quindi, ma un mancato aumento!

Non possiamo fare a meno di notare come questa cifra sia praticamente l'equivalente di un mese di Cassa Integrazione...

E lorsignori hanno il coraggio di parlare di eliminazione della Cassa Integrazione Straordinaria, di quella in Deroga e di limitare l'Ordinaria sostituendole - poi, chissà quando, come e con quali soldi - con un' ipotetica Indennità di Disoccupazione (vedi l'altro articolo sulla riforma del mercato del lavoro in questo numero del giornale).

La Camera dei Deputati , da sola, costa ad ogni cittadino italiano in media 27 euro all'anno. Mezza giornata di lavoro (per chi ce lo ha ovviamente...), se non di più, per la stragrande maggioranza dei proletari.

70mila sono i proletari cosiddetti “esodati”, ossia quei lavoratori rimasti senza salario, cassa integrazione né pensione dopo aver accettato di licenziarsi volontariamente da aziende in crisi avendo i requisiti per andare in pensione quest'anno. Requisiti poi diventati carta straccia con la riforma delle pensioni del governo Monti. Lezione che sarà bene non dimenticare quando si parla di “accordi” con le istituzioni o i padroni.

90 invece dei 112 preventivati inizialmente sono i cacciabombardieri F35 che l'Italia è in procinto di acquistare, alla modica cifra di 45-55 milioni di euro ciascuno... e i cui costi operativi quando sono in azione si aggirano sui 60mila euro all'ora! In pratica il costo di una manovra finanziaria sulla nostra pelle - ma, si sa, le armi e la guerra sono eccellenti strumenti di profitto per le classi dominanti.

2 milioni di euro al giorno costa la missione italiana in Afganistan (una delle tante...).

20 miliardi è il costo complessivo stimato del Tav in Valsusa: facile intuire da dove proverranno. 800-900mila euro mensili all'incirca il costo complessivo per tenere in piedi il dispositivo militare (polizia, carabinieri, alpini) a difesa del cantiere...

Ovviamente, allo stesso tempo il mercato del lusso (auto, gioielli, ville) non solo non conosce crisi, ma anzi registra crescite continue. Segno evidente che i sacrifici proletari sono l'altra faccia della medaglia dell'agiatezza di qualcun altro...

Naturalmente, noi non apparteniamo al coro demagogico della lamentela impotente del “ridurre i costi della politica, gli sprechi, fare sacrifici equi, investire meglio i nostri soldi ecc. ecc.”. Non ci fermiamo a sottolineare e denunciarne i fenomeni di superficie, siamo convinti che l'unica alternativa “reale” consista nel superamento di questo sistema sociale basato su merce, proprietà e profitto.

DS

Battaglia Comunista

Mensile del Partito Comunista Internazionalista, fondato nel 1945.

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