Georgia, USA: c'è del marcio nel “Peach State”

Corrispondenza di un compagno dell'Internationalist Workers Group dalla Georgia (1), Stati Uniti

I governi di tutto il mondo lottano ogni giorno per salvare la pelle e mantenere in piedi il sistema capitalistico. Mentre la crisi del capitalismo continua a scatenarsi, la classe dominante sposta i suoi effetti distruttori sulla classe operaia: sia attraverso la riduzione dei posti di lavoro nella scuola, nel sistema sociale, sia nelle indennità di disoccupazione; le nostre condizioni di vita sono attaccate per difendere le sue. Nessuna riforma potrà mettere fine alle sofferenze che ci impone il capitalismo, poiché la causa non sono l’«avarizia» o la cattiveria, ma il funzionamento stesso di questo sistema economico.

La situazione non è per nulla diversa nello stato della Georgia. Come cuore del “nuovo Sud”, il governo sta facendo tutto quello che è in suo potere per fare spazio alla borghesia locale, nazionale e internazionale, per portare finalmente la Georgia “nel ventunesimo secolo”. I legislatori hanno la ferma intenzione di votare delle leggi che si possono definire solo come spudorati risultati dei peggiori incubi capitalistici.

Punirci per i nostri peccati

La legge 159 non permetterà più che gli incontri tra lo Stato e i rappresentanti delle imprese private possano essere tenuti segreti al pubblico: lo renderà obbligatorio! Le trattative saranno rivelate solo una volta concluso l’affare. Questa legge non si applicherà solamente a livello statale, ma anche a livello cittadino. Ecco qui la tipica “ospitalità del sud”!

In tempi di crisi, la borghesia non perde mai occasione di usare i lavoratori immigrati come capro espiatorio. La legge 87 è la versione georgiana della legge razzista sull’immigrazione vigente in Arizona. Essa impone che i cittadini portino con sé i documenti d’identità in ogni momento [in Italia è legge da gran tempo..., ndr], e la polizia potrà verificare il permesso di soggiorno di ogni persona su cui abbia un “dubbio ragionevole” sul fatto che viva nel paese illegalmente. Capiamoci, non è che un primo passo verso l’obiettivo proclamato di “limitare l’immigrazione illegale”; la legge permette in più allo stato di sfruttare le discriminazioni razziali per garantire alla borghesia vantaggi politici ed economici. Come conseguenza, la divisione tra lavoratori “nativi” e stranieri diventerà ancora più profonda, e le pene contro gli “illegali” diventeranno più severe.

Un’altra legge razzista sull’immigrazione è la legge 57, che impedirà agli studenti sprovvisti di certificato di residenza di studiare all’università o di poter ricevere altre forme d’istruzione secondaria. Quando i sostenitori della legge parlano di “senza permesso”, non si riferiscono necessariamente a lavoratori immigrati o a persone che vivono nel paese illegalmente, ma fanno spesso un discorso razzista e anti-immigrazione. L’accusa abituale lanciata dalla borghesia con suoi attacchi razzisti è che gli immigrati derubano i fondi dello stato, perché ricevono dei sussidi senza contribuire al bilancio con il versamento corrispettivo delle tasse. Questo, non solo è falso, dal punto di vista nazionale (i senza permesso pagano più tasse di quante ne ricevano in servizi sociali), ma anche per quanto riguarda ciò di cui stiamo parlando. Le persone senza certificato di residenza devono pagare delle tasse scolastiche quattro volte superiori agli altri. È chiaro che l’unico fine di questi discorsi sia quello di aumentare le tensioni razziali.

Preparare la prossima generazione

I maggiori tagli nel programma di borse di studio statali (HOPE) sono già stati votati, e ora non aspettano che la firma del governatore Nathan Deal. HOPE paga completamente le tasse scolastiche di un residente stabile in Georgia, a condizione che abbia un diploma, la media dei voti pari a “B” e che questo buon rendimento sia mantenuto lungo tutto il suo percorso scolastico. La borsa è finanziata dalla lotteria di stato, ma i biglietti sono come sempre venduti soprattutto tra gli operai e i più poveri. La conseguenza è che la classe operaia e i poveri sovvenzionano la scuola degli studenti più benestanti, che possono accedere a un migliore livello scolastico pubblico e privato. Nonostante questo carattere regressivo delle borse di studio, molti studenti appartenenti alla classe operaia hanno potuto beneficiare sino ad oggi del programma HOPE, che ha offerto loro l’opportunità di avere una scolarità finora irraggiungibile.

Questo ha provocato una piccola crisi all’interno della classe dominante dello stato: come operare delle riduzioni nel programma HOPE che vadano ad attaccare soprattutto i giovani proletari, e che ne accentuino il carattere reazionario? Si procederà in due modi. Per prima cosa, riducendo la somma concessa dal programma a chi ha una media di “B”, dal 100% al 90% (nonostante l’aumento previsto delle tasse scolastiche). In secondo luogo, pagando il 100% delle tasse agli studenti che termineranno i loro studi secondari con una media “A”, che abbiano ottenuto i massimi risultati nella sezione lettura e matematica al famoso test SAT (l’esame standard negli Stati Uniti per essere ammessi agli studi superiori) e che abbiano frequentato delle “corsi AP” (corsi di livello superiore offerti da alcune scuole secondarie). Dando per assodato che le scuole pubbliche che ospitano studenti più abbienti ricevono già migliori finanziamenti, rispetto alle loro controparti della periferia e dei quartieri operai (che non offrono quasi mai i corsi necessari per accedere al programma HOPE), senza menzionare neanche le scuola private, gli effetti reazionari del HOPE sono quindi mantenuti e rinforzati, ma solo per i più ricchi.

Mangiare il povero, nutrire il ricco

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La legge sulla riforma fiscale (HB385) aumenterà il fardello fiscale della classe operaia con intensità mai vista prima, mentre si accordano alle imprese nuovi crediti ed esoneri fiscali enormi. L’imposta sul reddito delle società (corporate tax), già una delle più basse del paese, al 6%, sarà ridotta al 4% nel 2013. Anche i servizi inizieranno ad essere tassati. Peggio ancora, i prodotti alimentari verranno ugualmente tassati (inclusi i pasti nelle mense scolastiche).

Nonostante ciò, non tutto è perduto…. Le forniture industriali, l’elettricità e i macchinari saranno esenti dalle imposte, a condizione che siano acquistati per servire l’industria e la produzione industriale.

La legge sugli acquisti dello stato non ha avuto la necessaria pubblicità, nonostante sia passata dal governo di Atlanta. I media riportano che il nuovo budget prevede una crescita maggiore del 20% dei prezzi dell’assicurazione sanitaria per i dipendenti statali, tagli nei rimborsi Medicaid [l'assistenza sanitaria minima per i più poveri] oltre che nella scuola primaria.

Il cuore della questione

Nel momento in cui la borghesia inizia a risentire dei problemi, fa tutto quello che è in suo potere per riversarne il fardello sulla classe operaia. Le misure di austerità in Georgia e in Wisconsin non nascono dalle cattive idee dei due governatori ultra-conservatori; piuttosto hanno una medesima origine, la stessa che spinge i nostri legislatori - siano essi conservatori statunitensi o socialdemocratici europei - ad attivare “l'allarme tagli": la crisi del capitalismo e la sua rapida diffusione globale.

RS

(1) “Peach State” o “Stato delle pesche”, così viene chiamata la Georgia.

Comments

This is a favorite article of mine: is it no longer available in English? But what I wanted to ask is what is this group doing now? Can we have an update? They are a highly class conscious group of young proletarians. I can't remember if they are affiliated to the ICT or not. That's what I wanted to check. But the pointvis that there is increasing activity among young proletarians internationally, and the militant message contained in this article is one that demands wider dissemination. That it now appears in Italian is therefore good. Let's. hope the Labour Commission n Rome get to read it. And other young people too. For instance, is there nothing organizational left over from the militant student protests in the UK last December? If there is then they too should have their attention drawn to this document. We need a sort of clearing house whereby militant groups are kept in touch with each others activities and ideas. Specially the upcoming young. Perhaps we have it already: I dont know. But I suspect that this website - admirable though it is - does not fulfill that function. But we've got to ensure that young proletarians are kept in touch with each other across borders. Does anybody agree?

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Mensile del Partito Comunista Internazionalista, fondato nel 1945.

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