Vita di Partito

Si è tenuta ad inizio dicembre l'Assemblea Generale dei Militanti del PCInt.

Molti gli argomenti di discussione che sono stati affrontati nella due-giorni.

Il primo giorno è stato dedicato prevalentemente alle questioni tecniche-organizzative. L'organizzazione di un adeguato gruppo di traduttori dalle varie lingue all'italiano e la relazione dei nostri delegati all'ufficio centrale della Tendenza Comunista Internazionalista hanno reso l'immagine di una organizzazione internazionale che va consolidandosi all'interno di un processo di maturazione e confronto con gli elementi che da poco si stanno avvicinando (vedi i Compagni Internazionalisti di Grecia) e di un crescente numero di articoli e scritti di elevata qualità che provengono dalle varie sezioni nazionali e che meritano di essere tradotte per la circolazione sia interna, che sul sito che sulla stampa periodica.

Una nota dolente è invece stata la constatazione delle crescenti difficoltà economiche alle quali va incontro la nostra stampa, in particolare Battaglia Comunista che dovrà essere riorganizzata per far fronte alle mutate esigenze della propaganda in un epoca dominata dai nuovi mezzi di comunicazione e ad un mutato rapporto, specie per le nuove generazioni, con la carta stampata.

Grande attenzione è stata poi posta al percorso della formazione politica, specie dei nuovi, giovani compagni che si avvicinano a noi e che hanno bisogno di una seria impostazione di base, per questo si è deciso che il riferimento fondamentale della formazione politica del 2016, che si terrà con incontri bisettimanali, sarà il libro “contro venti e maree” edito per i settant'anni di vita del partito.

La seconda giornata è stata dedicata ai temi maggiormente politici della fase attuale della crisi e ad un inizio di lavoro sul tema del “leninismo oggi”.

Per quanto riguarda la crisi, la cosiddetta ripresa e la guerra, è stato sottolineato come la guerra in corso sia, nei fatti, una piccola guerra mondiale combattuta in apparenza contro l'ISIS, ma che nei fatti vede i briganti imperialisti schierati gli uni contro gli altri in una dinamica che vede tratteggiarsi quelli che, in un futuro più o meno prossimo, potrebbero diventare due poli imperialisti contrapposti, da un lato Cina, Russia, Iran, dall'altro USA, Emirati Arabi, Giappone e parte dell'Europa (che pure dipende energeticamente dalla Russia). Le relazioni e le dinamiche sono estremamente complesse eppure la guerra si conferma essere l'estrema risposta del capitale alle sue crisi, crisi che riesce a superare solo a mezzo di distruzioni e svalutazione massiccia di capitale costante e variabile. La stessa ripresa che sembra far capolino dagli USA è una dimostrazione di questo: si parla di un aumento del PIL del 2,5%, dato che vent'anni fa sarebbe stato risibile, ma, sopratutto, a che prezzo? Intensa svalutazione dei salari; migliaia di fallimenti, accorpamenti, fusioni; un'enorme lievitazione del debito pubblico e privato; importanza crescente del capitale speculativo e finanziario in confronto a quello investito in produzione. Insomma, questa piccola ripresa che va ad alleviare leggermente la crisi più grave del capitalismo dal 1929 si fonda su debito, bassi salari, svalutazione di capitali e preparerà nuove e sempre più pesanti politiche di attacco alla forza lavoro al crescere dei venti di guerra. In questo contesto il lavoro di una piccola minoranza rivoluzionaria come la nostra è e rimane vitale: tenere vivo il programma e la prospettiva dell'alternativa socialista a questo modo di produzione avvolto nelle spire di una crisi profonda e violenta.

Un nuovo anno di militanza internazionalista si apre, ognuno di noi è chiamato a svolgere il proprio compito per il comune ideale.

Sabato, January 16, 2016

Battaglia Comunista

Mensile del Partito Comunista Internazionalista, fondato nel 1945.

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