Sciopero dei lavoratori Telefonica in Spagna

Pubblichiamo l'introduzione dei compagni inglesi della CWO al resoconto di un lungo sciopero dei lavoratori della Telefonica in Spagna. La traduzione in inglese e in francese del resoconto stesso è sul nostro sito nelle rispettive sezioni.

Il documento che segue è tradotto da teleafonica.blogspot.com.es e tratta dello sciopero illimitato dei lavoratori del settore delle telecomunicazioni in Spagna. In sé, è una cosa rara nella lotta di classe degli ultimi anni. Non necessariamente condividiamo i punto di vista del redattore (che non conosciamo), ma pubblichiamo questo documento come parte del nostro dovere internazionalista per rompere il silenzio totale esistente sulla resistenza dei lavoratori contro gli attacchi crescenti del sistema capitalista alle loro condizioni di vita. Da quello che capiamo, lo sciopero è tuttora in corso dopo due mesi di lotta e i lavoratori si sono organizzati in assemblee che si riuniscono ogni quindici giorni. E' raro, al giorno d'oggi, che i lavoratori indicano uno sciopero totale ma JM [il redattore del documento, n.dr.] mostra chiaramente che essi hanno raggiunto un enorme punto di disperazione di fronte al livello di sfruttamento, prodotto dalla precarizzazione delle condizioni di lavoro (impostura del cosiddetto “autoimpiego”, in nome del quale i lavoratori sono costretti a pagare per le loro postazioni, contratti a zero ore ecc.), che è sempre più diffusa nel mondo capitalista “sviluppato”. Ci saranno ovunque numerose altre eco delle lotte dei lavoratori che si trovano nelle stesse condizioni.

I suoi commenti [dell'autore JM, n.d.r] sui sindacati, vecchi e nuovi, sono interessanti. Fondamentalmente li accusa di essere, tutti e due, inutili per la difesa degli interessi immediati dei lavoratori. Questo sembra spostare la questione oltre quella che può essere considerata una debole opposizione.

Abbiamo saputo da altre fonti che i sindacati tradizionali, la CCOO (Comissiones Obreras, legate al Partito Comunista Spagnolo) e la UGT (Unione Generale dei Lavoratori, legata al Partito Socialista) hanno fatto tutto ciò che era in loro potere per sabotare gli scioperi, e solo dopo che fu chiaro (dopo diverse settimane) che lo sciopero sarebbe stato organizzato senza di loro e che era compatto, essi hanno proclamato il loro sciopero settimanale di due giorni.

Dopodiché questi sindacati hanno iniziato ad accordarsi con i padroni dietro le spalle dei lavoratori autorganizzati. Gli scioperanti hanno denunciato l'azione di CCOO e UGT come un tentativo di distruggere lo sciopero prima che le richieste venissero accolte. Slogan come “noi lottiamo, loro trattano” hanno avuto un grande risalto nelle proteste, mentre gli uffici dei sindacati sono stati circondati da lavoratori infuriati e bombardati di uova, bengala, fuochi d'artificio e altri proiettili.

Non si tratta di tradimento, come pensa qualcuno, ma della normale linea d'azione dei sindacati istituzionalizzati. I sindacati “storici” sono divenuti talmente parte dello scenario giuridico dello Stato che ormai questo dato è accettato dai lavoratori di numerosi paesi del mondo. Tuttavia, molti lavoratori sperano ancora che attraverso la creazione di nuovi sindacati di base, per esempio, essi potrebbero trasformarli in veri organismi di lotta. Ciò nonostante, secondo quanto lo stesso JM fa trasparire, i nuovi sindacati sono solo un po' meglio – o meno peggio – di quelli vecchi e scoprono rapidamente che la loro esistenza permanente significa anche che sono in egual maniera assorbiti nei meccanismi istituzionali dello Stato e che rispondono a un orientamento differente di quello dei lavoratori in lotta. Il problema, qui, non s'impernia sulle intenzioni o suoi buoni e cattivi dirigenti sindacali, ma sulla funzione di un organismo che ha un'esistenza di carattere permanente nel capitalismo odierno. Invece, i comitati di sciopero dei lavoratori formati nel corso della lotta, che controllano le riunioni di massa o le assemblee, sono la via più feconda e suscettibile di condurre una lotta vera, come la stanno facendo i lavoratori di Telefonica in Spagna.

I lavoratori delle telecomunicazioni qui si battono per la loro esistenza e gli argomenti di JM sul perché ci dovrebbe essere una più grande solidarietà con essi sono molto convincenti. Non diamo giudizi sulle rivendicazioni dei lavoratori in lotta, tuttavia il loro raggiungimento sarà difficile dato che il capitalismo in crisi ha bisogno di aumentare il tasso di sfruttamento.

C'è anche un aspetto omesso nel resoconto di JM; ci sono infatti possibilità concrete di estensione internazionale della lotta a Telefonica, perché essa opera in cinque paesi conta più di centomila lavoratori, ma questo non è accennato nel documento. Ciò non diminuisce per niente il fatto che dopo anni di arretramento della lotta di classe, questa lotta è una prova in più che la classe operaia (intesa in senso lato) non è scomparsa dalla storia, ma ha ancora la propria storia da fare. In prospettiva, non bisognerà esigere solo migliori condizioni di lavoro dai padroni, bensì soprattutto un sistema migliore che non solamente li farà scomparire, ma con essi il sistema dello sfruttamento nel suo insieme. Da lotte come queste si svilupperanno barlumi di coscienza, che nel corso del tempo si legheranno politicamente al programma comunista per mettere in campo un quadro organizzativo che condurrà la lotta verso un mondo nuovo di produttori liberamente associati.

Jock
Domenica, June 28, 2015

Battaglia Comunista

Mensile del Partito Comunista Internazionalista, fondato nel 1945.

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