Sul movimento dell'Onda

In questi mesi siamo stati “travolti” da un'onda anomala! Ma che fine ha fatto ora quest'onda? Perché, all'improvviso, in tutte le università italiane quest'onda sembra essersi trasformata in una goccia d'acqua che si perde nella passività degli studenti? Senza contare il fatto che il movimento non ha raggiunto l'obiettivo che si era predisegnato; ovvero, il ritiro del d.d.l. 133! Ma facendo un'attenta analisi, anche proprio dell'obiettivo che tale movimento si era prefissato, forse, si può fare un po più di chiarezza. Di certo non ci si poteva aspettare chissà che cosa da un movimento che pone i suoi obiettivi primi nella conservazione borghese. In tante università si sentiva dire: “creiamo l'università che vogliamo”, oppure, “autoriforma dal basso dell'università!”. Peccato che se prima non si mette in discussione l'attuale sistema economico e non lo si cambia, difficilmente si creerà l' “università perfetta”! Infatti, non è infuriandosi con il ministro di turno che si risolveranno i problemi di questo sistema marcio, in piena crisi ed intriso di contraddizioni. Così facendo, non si fa che cadere nel riformismo più becero. Al contrario bisognerebbe unificare le lotte di studenti e lavoratori contro il sistema e le sue leggi. La borghesia sta affrontando tale crisi nell'unico modo possibile: licenziamenti, attacchi ai già bassi salari, precarizzazione del lavoro, tagli alle spese sociali per sostenere magari quelle militari. Ma come se non bastasse, oggi siamo di fronte a un movimento che non si dà degli obiettivi anticapitalistici, anzi! Riconosce di essere movimento e non si pone affatto il problema di una linea di classe da seguire. Ma come potrebbe del resto farlo se si continua a portare avanti la “lotta di tutti gli studenti uniti per una causa comune e per gli interessi di tutti”, senza fare un'attenta analisi del perché la borghesia necessita di questa manovra e senza capire che la lotta è degli studenti proletari uniti ai lavoratori, contro la classe dominante? Infatti, i tagli alla scuola e all'università pubblica non colpiscono in egual misura gli studenti di estrazione borghese e gli studenti di estrazione proletaria.

Ma attenzione! Mai ci si potrà aspettare da un movimento una linea anticapitalistica. Il movimentismo non è lo strumento di lotta del proletariato! Con lo spontaneismo non si creerà mai quella coscienza di classe nello studente proletario, che lo renderà consapevole del tipo di lotta da portare avanti e dell'unico nemico da combattere: il capitalismo! È opportuno chiarire, a chi in questi mesi ha creduto di riformare l'università “dal basso”, che solo in un sistema di produzione dove non sarà il profitto ad esser il risultato finale del ciclo produttivo, dove ogni uomo avrà le stesse opportunità di ogni altro uomo e dove il sistema economico sarà basato su una produzione collettiva, si potrà ambire a costruire un'università e una scuola dove le esigenze di apprendimento dei ragazzi saranno messe in prima fila e dove non vi sarà un sapere di seria A per i padroni e un sapere di serie B per i proletari! E non sarà sicuramente un movimento a guidare studenti proletari e lavoratori al mutamento dell'attuale sistema. Solo un partito autenticamente rivoluzionario, anticapitalista ed internazionalista potrà farsi garante delle esigenze del proletariato, presente e futuro, e saper incanalare nella giusta rotta la lotta di studenti e operai! È sempre bene ricordare che

Lo scopo immediato dei comunisti è lo stesso di tutti gli altri proletari: formazione del proletariato in classe, abbattimento del dominio della borghesia, conquista del potere politico da parte del proletariato.

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Battaglia Comunista

Mensile del Partito Comunista Internazionalista, fondato nel 1945.

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