Il Manifesto di Marx compie 160 anni

La rubrica “Storia ed attualità del marxismo rivoluzionario...per una coscienza di classe!” si pone l’obbiettivo di fornire gli elementi basilari della dottrina marxista per i giovani compagni che si avvicinano a noi per la prima volta, ma non solo a loro. Infatti, tramite l’analisi, svolta dai giovani compagni della sezione di Catanzaro, del “Manifesto del Partito Comunista” di Marx ed Engels vi sarà anche una rivisitazione del Manifesto che, come vedremo, è tutt’oggi estremamente attuale.

Con questo primo articolo andremo ad evidenziare l’attualità del Manifesto nonostante siano trascorsi ben 160 anni dalla sua pubblicazione (avvenuta nel 1848), successivamente analizzeremo singolarmente ogni capitolo del capolavoro di Marx ed Engels.

Esso risulta essere estremamente attuale perché, prima di ogni altra cosa, la critica in esso contenuta dei tratti peculiari del rapporto fra capitale e lavoro, seppure quest’ultimo abbia subito profonde modificazioni, ha trovato nel corso di tutto questo tempo una straordinaria conferma. La costante spinta ad abbassare il salario al di sotto del suo valore, il sempre maggiore sfruttamento della forza-lavoro da parte del capitale, la precarizzazione del lavoro in quanto forma estrema del processo di mercificazione del lavoro, i tagli alle pensioni, sono fenomeni tutti ampiamente anticipati ne Il Manifesto. E c’è da sottolineare il fatto che tutto ciò, ai tempi di Marx, era ancora ai suoi inizi. Infatti, diverse erano le fasi di sviluppo del capitalismo.

Trovavamo, ad esempio, in Inghilterra o in Germania, un proletariato già estremamente sfruttato dalla borghesia, mentre, ad esempio, in Italia un proletariato ancora in via di formazione, ma pur sempre sfruttato.

Con il Manifesto, il proletariato mondiale ebbe finalmente un programma politico chiaro nel quale identificarsi e chiara la sua funzione storica:

Classe che, unita per l’azione rivoluzionaria, abbatterà il regime borghese per instaurare dapprima la dittatura del proletariato per poi arrivare alla conclusiva società in cui la divisione in classi sarà abolita: la società Socialista.

Un altro insegnamento da trarre da il Manifesto è che il marxismo non è una “teoria politica” statica, in quanto la sua critica del sistema di produzione capitalistico parte da un’analisi profonda dei meccanismi reali della società. Ovviamente, se il capitalismo muta i suoi strumenti di sfruttamento affinandoli, anche il marxismo aggiornerà la sua critica. Ed infine, come non citare la memorabile frase finale, “Proletari di tutti i paesi unitevi!”, che mai come oggi è estremamente valida per tutti i Proletari del mondo. Infatti, mai come oggi i proletari sono uniti sul piano delle condizioni materiali, anche se non si è ancora prodotta un’autentica coscienza di classe consapevole del suo compito sto ico perché, purtroppo, fra l’altro, ancora forte è il dominio ideologico della borghesia e l’illusione che possa esservi un “capitalismo dal volto umano”, quando in realtà questo sistema non potrà che riservare, soprattutto ai giovani, un futuro fatto di miseria generalizzata, guerre e sfruttamento.

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Battaglia Comunista

Mensile del Partito Comunista Internazionalista, fondato nel 1945.

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